La vittima, i colpi, il panico | Serata di sangue in piazza a Gela - Live Sicilia

La vittima, i colpi, il panico | Serata di sangue in piazza a Gela

Chi ha sparato conosceva le abitudini della vittima. Sapeva che Domenico Sequino, conosciuto col nome di "Mimmo", a quell'ora era lì, dove ha trovato la morte. Ecco le piste seguite dagli inquirenti che stanno indagando sul delitto in pieno centro a Gela. (nella foto la scientifica sul luogo del delitto).

La ricostruzione del delitto
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GELA– Pensavano fossero petardi. I gelesi che ieri sera, poco prima delle otto, passeggiavano lungo corso Vittorio Emanuele hanno pensato che i colpi uditi fossero botti esplosi da ragazzini indisciplinati. Ma c’è voluto poco a capire che qualcuno aveva sparato. Quando Domenico Sequino – il tassista ucciso ieri – si è accasciato al suolo, sul sagrato della Duomo di Gela si è scatenato il fuggi-fuggi generale. In pochi minuti piazza Umberto I si è progressivamente svuotata. Da quando l’ambulanza ha trasportato al pronto soccorso la vittima, all’arrivo dei carabinieri che hanno transennato la zona, nei pressi della Chiesa Madre erano rimasti soltanto i curiosi, i militari e i giornalisti.

Una gelida serata che scuote i gelesi. Scene come quelle di ieri sera non si vedevano da vent’anni. Quando a Gela, negli anni ’90, le festività di Natale venivano macchiate di sangue da killer che spregiudicati, incuranti dei passanti, miravano il bersaglio e aprivano il fuoco.

Ieri sera è successo di nuovo. La piazza brulicava di gente che passeggiava o impegnata nello shopping. Ci sono anziani, mamme coi passeggini, coppie di fidanzati. La ztl è attiva. Ma un ciclomotore fa slalom avanzando prepotentemente tra la folla. Nessuno ha saputo riferire da qualche direzione provenisse. Chi è alla guida sosta qualche secondo. Dopo avere intercettato Sequino, il complice, seduto dietro, apre il fuoco. Entrambi indossano giubbotti scuri e caschi integrali. Il tassista se ne sta in piedi a parlare con un amico proprio sotto un albero della piazza, tra il presepe ed un palo della luce. Il killer spara. Cinque i colpi esplosi, stando alle poche testimonianze raccolte. Poi accelerano e si disperdono, svoltando a destra verso piazza Matteotti.

Qualche secondo dopo la folla intorno prende coscienza di quello che è accaduto. I carabinieri, coordinati dal maggiore Valerio Marra e dal tenente Francesco Ferrante, hanno sequestrato i nastri delle telecamere pubbliche e private della zona. Riusciranno le registrazioni a fare luce su quello che è accaduto? Le indagini sono febbrili. Al momento una sola certezza. Chi ha sparato conosceva le abitudini della vittima. Sapeva che Domenico Sequino, conosciuto col nome di “Mimmo”, a quell’ora era lì. Ma è possibile che il killer si sia accertato che il suo bersaglio fosse lì, qualche minuto prima? A macchia d’olio, pochi minuti dopo l’arrivo dei soccorsi, si sparge la notizia che la vittima è giunta cadavere in ospedale. La scena del crimine resta vigilata dai militari. Sul posto la scientifica che reperta una macchia di sangue ed un proiettile. In piazza sono rimasti davvero in pochi. I commercianti hanno tutti abbassato le saracinesche. La notizia dell’agguato viaggia sui social.

C’è paura e rabbia. Chi può aver voluto la morte di Sequino? E soprattutto, perché? In città lo conoscono in tanti. Era un abitudinario di quei luoghi dove si intratteneva con amici, talvolta a giocare a carte. Spuntano le prime ipotesi. La morte di Sequino ha per caso a che fare col gioco d’azzardo? O la sua morte c’entra coi suoi trascorsi giudiziari? Sequino infatti è stato indagato nell’ambito delle operazioni di Polizia “Tagli Pregiati” e “Cobra”. Ma da allora non aveva più fatto parlare si sé. Gli inquirenti non escludono anche la vendetta passionale. Tutte le piste sono accreditate. Gli inquirenti hanno interrogato amici e familiari della vittima che lascia moglie e tre figli. La salma è stata sequestrata. Il magistrato di turno ha disposto l’autopsia. Si scava nella vita di Sequino. Ma finora solo ipotesi per un omicidio senza un movente che ha insanguinato il Natale di Gela


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