PALERMO – “Avevamo chiesto di spostare la materia contrattuale in sede di contrattazione all’Aran. E dopo ore di acceso dibattito, il presidente Crocetta e tre assessori hanno ceduto alle nostre richieste. A quel punto, e in questo preciso momento, lo sciopero sarebbe apparso solo un prestesto”. Lo dichiarano il segretario generale della Cisl Fp Gigi Caracausi e il segretario di categoria Paolo Montera dopo la firma, ieri a Palazzo d’Orleans del protocollo d’intesa che prevede lo stralcio dalla manovra finanziaria di buona parte delle norme riguardanti il pubblico impiego. “Rispettiamo ovviamente le scelte delle altre sigle, ma non possiamo nemmeno farci del male da soli: quello che abbiamo ottenuto ieri è un primo grande risultato. Una vittoria. Che dovrà ovviamente essere confermata nei prossimi giorni. Lo sciopero, infatti, al momento è solo sospeso. Se il governo non rispetterà i patti messi nero su bianco nel protocollo d’intesa, siamo pronti a tornare subito in piazza”.
“Abbiamo sospeso lo sciopero di domani, venerdì 20 marzo – dichiarano i segretari generali di COBAS/CODIR, SADIRS, UGL, SIAD e DIRSI – perché non siamo interessati ad una prosecuzione della protesta per motivazioni politiche che poco hanno a che vedere con gli interessi dei lavoratori. Pur mantenendo lo stato di agitazione, infatti, abbiamo preso atto, responsabilmente, dell’apertura del Presidente Crocetta sulle tematiche oggetto della vertenza e abbiamo deciso di sospendere le azioni di protesta riservandoci di riproclamare lo sciopero se entro il 15 aprile la contrattazione con l’ARAN non dovesse produrre i risultati desiderati. La eventuale riproclamazione delle nuove giornate di sciopero – proseguono i segretari regionali dei sindacati – saranno decise, questa volta, in concomitanza con il calendario dei lavori d’aula relativi all’approvazione della Finanziaria se il Governo non dovesse mantenere gli impegni assunti dimostrando di non avere a cuore le sorti di una Amministrazione allo sbando dove il personale non intende più subire mortificazioni ed è pronto, come ha dimostrato ancora una volta, in qualsiasi momento a far sentire, forte, la propria protesta per difendere la propria dignità giuridica ed economica”.

