“Io vado avanti, non mi pare che ci siano le condizioni per fare un discorso diverso e poi ci sono tante persone che hanno fiducia in me, sento il consenso forte che cresce. Non mi ha cercato nessuno e io non ho cercato nessuno”. Roberto Lagalla, candidato centrista a sindaco di Palermo, tira dritto. Le consultazioni all’interno del centrodestra per aggiungere altre forze al ticket forzaleghista Cascio-Samona, al momento, non lo riguardano e lo specifica.
I discorsi nella coalizione, intanto, proseguono. L’insperata ricucitura tra Forza Italia e i salviniani apre, comunque, nuovi orizzonti. Fratelli d’Italia è formalmente ferma sulla linea del Piave della ricandidatura di Nello Musumeci a Palazzo d’Orleans, che chiede come impegno per convergere su Cascio a Palazzo delle Aquile. I meloniani hanno pure il problema di rompere un accerchiamento che comincia a profilarsi e di non apparire come i guastafeste della ritrovata unità.
Una preoccupazione che non sfiora il candidato Lagalla che procede e risponde a Franco Miceli, candidato del centrosinistra, che l’ha tirato in ballo così: “Roberto Lagalla è una persona rispettabilissima, ma non si può presentare come candidato civico: è uno che ha navigato nel sistema politico da tempo, purtroppo per lui è stato in un governo, quello di Musumeci, che era meglio non avere perché è stato uno dei peggiori della Sicilia. Che Lagalla possa rappresentare la novità è una ipotesi ardita”.
“A proposito di navigazioni – ribatte l’ex rettore – ricordo l’appartenenza di Miceli al Pci e la sua presenza, da assessore, con Orlando. Io, senz’altro, ho navigato molto di meno e sono politicamente meno vecchio di lui, per cui il nuovo sono io”.

