Lavoratori Anfe: “Vittime |della rivoluzione crocettiana”

Lavoratori Anfe: “Vittime |della rivoluzione crocettiana”

Lavoratori Anfe: “Vittime |della rivoluzione crocettiana”

Della formazione professionale siciliana sono rimaste appena le macerie e tanta rabbia.

IL PRESIDIO
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CATANIA – Anfe: ex dipendenti in presidio. Della formazione professionale siciliana sono rimaste appena le macerie e tanta rabbia. Il presidio degli ex lavoratori dell’Anfe lo ricorda a tutta la collettività. Sono stati licenziati nel dicembre del 2014 e privi di sostegno al reddito si ritrovano da mesi sballottati da una riunione all’altra in attesa di recuperare le numerose mensilità arretrate e parte del Tfr maturato durante gli anni di servizio: questa la fotografia di una situazione divenuta insostenibile. Le rassicurazioni non bastano più. Tra gli ex dipendenti in presidio c’è anche Giorgio Giampiccolo, denunciato insieme a una decina di colleghi per essere salito sul parapetto di un cavalcavia durante una protesta, autore di una durissima missiva indirizzata al presidente Crocetta. “Io voglio essere processato e voglio essere assolto per non aver commesso il fatto”. Il lavoratore elenca una serie di responsabilità, come avere spinto i lavoratori alla disperazione, da ascrivere a chi dovrebbe stare sul banco degli imputati al suo posto.

Poi un’invettiva al Presidente. “Non mi doveva mantenere di certo lei, non sta gestendo l’economia di casa sua”, si legge nella lettera. “Ho svolto un servizio pubblico, e la Regione ha l’obbligo di tutelarmi, è la Regione che si doveva fare carico dei lavoratori della Formazione Professionale, di utilizzarli anche per altri servizi pubblici”, scrive l’ex dipendente che oggi in corteo indossa una maglietta con la scritta “vittima della rivoluzione di Crocetta”. Nonostante l’amarezza, i lavoratori avanzano una richiesta molto chiara: una riunione urgente con i dirigenti e l’assessore per il via libero definitivo ai decreti di pagamento.

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