Le molestie dei no vax a Bassetti: due catanesi a processo

Le molestie dei no vax a Bassetti: due catanesi a processo

Tutti i particolari della vicenda

CATANIA – Saranno processati a Genova a partire dal prossimo 18 febbraio, assieme a un veronese, un pesarese e un torinese. Ci sono pure due catanesi tra i presunti molestatori dell’infettivologo Matteo Bassetti, durante il periodo dell’emergenza Covid-19. E uno dei due, il 32enne Vincenzo Capizzi, è accusato pure di diffamazione a mezzo stampa, per alcuni insulti che avrebbe postato, secondo l’accusa, su Facebook il 3 dicembre 2021.

Capizzi è difeso dall’avvocato Leandro Rivecchio del foro di Catania. L’altro catanese imputato, Giacomo Ferlito, 50enne, risponde solo di molestie, per aver mandato messaggi intimidatori e offensivi a Bassetti, attraverso whatsapp, tra novembre e dicembre del 2021. Il processo si svolgerà dinanzi al giudice Mirko Parentini, in composizione monocratica.

La tesi difensiva

L’avvocato Pietro Ivan Maravigna difende Ferlito. E secondo lui il suo cliente affronterà il processo “a testa alta”. “Allo stesso non viene contestata nessuna condotta violenta o minaccia. Egli, in un clima di generale esasperazione in cui chi non si uniformava al pensiero dominante, veniva pesantemente discriminato e privato di diritti fondamentali dell’individuo, in primis quello al lavoro, ha manifestato la propria disapprovazione, magari in toni aspri e forti“, afferma l’avvocato.

“Sul banco dei testimoni”

“Lo ha fatto nei confronti di una figura, come quella del dottor Bassetti, che non sempre, nelle vicende relative alla gestione dell’emergenza Covid, ha assunto posizioni coerenti e lineari. Pertanto lo chiameremo sul banco dei testimoni – prosegue l’avvocato – e gli chiederemo se è attribuibile a lui la vignetta in cui i no vax venivano spediti in una nuova Auschwitz, in cui sul cancello di ingresso campeggia la scritta “La libertà di opinione non rende liberi”.

“Se si dice ai no vax che li si vuole rinchiudere nei campi di concentramento – conclude il legale – non ci si deve poi sconvolgere se questi ti mandano un messaggio whatsapp per mandarti al diavolo. La vicenda giudiziaria andrà chiusa per la tenuità del fatto determinato dalla provocazione e dal comportamento della presunta vittima”.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI