"L'emergenza lavoro fa sì | che la vittima diventi carnefice" - Live Sicilia

“L’emergenza lavoro fa sì | che la vittima diventi carnefice”

Il presidente della Camera Laura Boldrini

Laura Boldrini a Portella della Ginestra per il Primo maggio. Ecco cosa ha detto sulla crisi italiana e sul bisogno di verità dopo le stragi. Poi la precisazione: "La crisi non giustifica la violenza".

Laura Boldrini in Sicilia
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PALERMO- “L’emergenza lavoro” fa sì che “la vittima diventi carnefice, come purtroppo é successo nei giorni scorsi davanti a Palazzo Chigi”: è quanto dice la presidente della Camera, Laura Boldrini, auspicando dal governo “risposte tempestive all’emergenza delle emergenze. Mi aspetto che il governo Letta dia risposte concrete ai bisogni dei cittadini italiani, adesso anche le commissioni parlamentari sono in condizioni di lavorare ai problemi del Paese. A partire dal lavoro, che rimane l’emergenza di tutte le emergenze”.

Boldrini ribadisce che “non è accettabile l’indifferenza all’emergenza nazionale, che è il lavoro. Una situazione in cui gli adulti lo perdono, i giovani perdono la speranza di trovarlo. La disperazione si diffonde e prende troppe volte la forma della violenza”. Per questo, aggiunge, “dal governo, che è nella pienezza dei propri poteri, si attendono risposte tempestive. Bisogna restituire dignità al lavoro. E di lavoro non si deve morire: è inaccettabile la frequenza degli incidenti sul lavoro e non solo in Italia”, conclude, facendo riferimento al recente incidente avvenuto in Bangladesh dove hanno perso la vita tanti lavoratori “che producevano abbigliamento per le griffe del mondo ricco”. E allora, secondo Boldrini “questo primo maggio è la festa per la dignità che il lavoro deve ancora vedersi riconoscere”.

La precisazione
“Nel giorno del Primo maggio il pensiero va al brigadiere Giuseppe Giangrande, gravemente ferito sul lavoro, ed a sua figlia Martina, che tornerò presto a trovare”. Lo scrive sulla sua pagina Facebook il presidente della Camera Laura Boldrini, che oggi ha partecipato a Portella della Ginestra alla manifestazione in ricordo della strage avvenuta nel 1947. “Il lavoro, oggi più che mai, è la madre di tutte emergenze – aggiunge Boldrini – a cui la politica è tenuta a dare soluzioni. La grave crisi economica che colpisce il nostro Paese mette a dura prova tutti, specialmente chi nel futuro non vede speranza. In alcuni casi, la disperazione porta a gesti estremi ed inaccettabili, contro se stessi e contro altri. Riconoscerlo – sottolinea il presidente della Camera – non vuole essere in alcun modo una giustificazione alla violenza, che va con forza condannata perché non può mai essere mai una risposta”.

Stragi
“In un Paese democratico non è accettabile che ci siano ancora troppe ombre e troppi silenzi su stragi come quelli di Portella della Ginestra – continua la presidente della Camera che oggi ha deposto una corona di fiori a Portella della Ginestra dove si consumò il primo maggio ’47 la strage di braccianti per mano della banda di Salvatore Giuliano -. Bisogna togliere ogni velo e ogni segreto sulla lunga catena di stragi che ha insanguinato la vita della Repubblica. Senza un pieno accertamento della verità non è possibile riconoscersi in un terreno di valori e di memoria condivisa”.

“Mattarella, politico coraggioso”
“Mattarella non fu solo un politico coraggioso, nel segno di quell’Aldo Moro che fu il suo maestro. Fu anche un amministratore moderno, un vero innovatore. Definì il suo progetto di una regione con le carte in regola per testimoniare l’importanza della legalità e della trasparenza nell’azione di governo”. Così il presidente della Camera, Laura Boldrini, ricordando a Palermo Piersanti Mattarella, il presidente della Regione siciliana assassinato dalla mafia 33 anni fa. Boldrini ha citato alcune interviste di Mattarella che ne riassumevano il pensiero e l’azione politico-amministrativa. “Nei ventidue mesi della sua Presidenza fu il protagonista assoluto di una stagione di rinnovamento del tutto inedita per la Sicilia di allora”, ha detto Boldrini.


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Commenti

    Finalmente in politica si vede una donna bella ed intelligente……….. accoppiata quantomai improbabile.
    “Le vittime diventano carnefici?”
    Si e’ proprio cosi’ Onorevole Boldrini ma, mi stupisce il fatto che Lei, credo donna di cultura auspichi, nel 2013, ad una verita’ su Portella delle Ginestre.
    Sarebbe opportuno sottolineare, a tal proposito, che entrambi i personaggi, Luigi Preiti e il Bandito Giuliano, sono vittime dello stesso carnefice: LO STATO ITALIANO.
    Il primo in preda alla disperazione derivante da colpe attribuibili solo ed esclusivamente alla peggior politica esistente nei paesi cosiddetti “civili”: unico neo di questa triste storia l’esserci andati di mezzo due onesti e sottopagati (anch’io mi onoro di aver indossato quella divisa) militari dell’arma, rei di essersi trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato per proteggere le inutili vite di altrettanto inutili amministratori, bersaglio del disperato.
    Il secondo, il “Bandito” (se cosi’ possiamo chiamarlo) Giuliano, utilizzato dalla stessa politica di cui sopra per annientare i comunisti: Le ricordo, Onorevole Boldrini, che l’ordine di sparare sulla folla non lo diede Giuliano bensi’, come tutti sapete, i vostri colleghi romani in collaborazione con il traditore Ascanio Pisciotta.
    Alla fine della storia divenuti entrambi, inutili e pericolosissimi testimoni, sappiamo tutti, Lei compresa, la fine che i suoi colleghi gli riservarono.
    QUANTI PREITI, GIULIANO O PISCIOTTA ANCORA VOLETE?

    Non c’è niente di più stupido che pensare di dividere l’uomo in sfere. La “sfera comica”, quella intellettuale, quella politica, quella malandrina, quella asinina ecc. Eppure Celentano l’ha fatto e l’ha fatto per dare una mano d’aiuto al suo amico, e collega artistico, Grillo, per giustificare le sue sparate. Il capo dei grillini insomma, attingendo alla sua “sfera comica”, può continuare a spararle grosse. L’ex comico genovese, anzi, a questo punto, il comico genovese, secondo il molleggiato/pensiero è uno ed almeno bino. Comico e politico insieme. Indissolubilmente. Del resto, ai grillini, dagli stessi grillini, tutto è perdonato, tranne che le apparizioni televisive. Ed una ragione c’è: i talk show contaminano. E ciò è tanto vero che la Lombardi può tranquillamente puntare l’indice accusatore contro il suo collega cittadino Marino Mastrangeli che è stato ospite dalla D’Urso e, invece, giustificare Cristian Iannuzzi che non si è alzato, unica eccezione, per applaudire i carabinieri feriti davanti a Palazzo Chigi. «Non so, non ho visto», dice la capogruppo dei grillini alla Camera. «Comunque se l’ha fatto, conoscendolo, non è perché non volesse fare un omaggio ai carabinieri. Lui è un pacifista, se non si è alzato sarà stato per ragioni di carattere più generale». Della serie, dunque, quando un pacifista, o cosiddetto tale, resta ancorato alla sedia, per il distorto pensiero e retro pensiero che a dei carabinieri, oggetto di un vile agguato e di cui uno tutt’ora in pericolo di vita, non va tributato un applauso di riconoscenza. Ovviamente la riluttanza ad alzarsi del grillino non aveva niente a che fare con il suo professarsi pacifista, che semmai, in odio a quelle pallottole sparate contro a dei bersagli istituzionali in carne ed ossa, avrebbero dovuto rendere più sonori e convincenti gli applausi. In questo quadro metafisicamente confuso, la Presidente della Camera, come se la carne sul fuoco, anche in una giornata ricca di gite fuori porta come il primo maggio, non fosse già abbastanza, con il pericolo di innescare pericolose indigestioni, ne mette dell’altra ancora.

    Una donna vera per una politica falsa.
    Una donna coraggiosa che sostiene con sincerita’ che lo Stato, questo Stato dell’ultimo ventenneio, con disinvoltura e insensibilita’ ha fatto si che molte vittime della sua stessa inettitudine diventassero delinquenti pronti a sparare su eroi che giornalmente difendono la Costituzione ed infischiandosene di delinquenti che giornalmente drogano la verita’ dei conti pubblici aspirando semmai a voler continuare ad occupare poltrone che consentano loro di avere garantita impunita’ per le malefatte che hanno esercitato sul Popolo Italiano creando disagio e poverta’ con l’aggravante che sono anche a patti con i poteri criminali.
    Di donne come la Boldrini ne avremmo di bisogno anche nella nostra Regione che ultimamente si occupa di uccelli ed afffini.

    cara boldrini il vostro fondo schiena e posato in una comoda posizione e quindi vi è facile giustificare il gesto di preiti, (pur avendo la mia solidarietà) ma, è impossibile giustificare questo gesto, alla figlia di giangrande hai detto delle belle parole, penso ke nn hai giustificato preiti xke il mestiere del politico è dirne una e farne un’altra.

    Incredibile Boldrini. Con i suoi ragionamenti in Italia avremmo presto la guerra civile, visto che abbiamo alcuni milioni di disoccupati (vittime, possibili carnefici!). E aprendo le frontiere a tutti, come lei vorrebbe, da qui a qualche decennio l’Italia (non solo) sarebbe trasformata in un campo di battaglia tra sunniti e sciiti che nei paesi islamici si ammazzano da oltre 1500 anni, da quando una setta musulmana (gli sciiti di oggi) uccisero l’iman Alì, genero di Mometto. Si informi e rifletta la nostra ineffabile presidente della Camera…

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