"Signor giudice Agnello cambi casa, | non possiamo parcheggiare" - Live Sicilia

“Signor giudice Agnello cambi casa, | non possiamo parcheggiare”

Un condomino che abita nello stesso palazzo del pubblico ministero di Palermo Maurizio Agnello ha scritto una lettera anonima per chiedere al magistrato di trasferirsi altrove. È stufo del divieto di sosta e dell'arrivo dei vigili.

LA LETTERA
di
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PALERMO – “Signor Giudice Agnello”. La lettera inizia così. Non è una lettera di ammirazione, ma di intolleranza per il divieto di sosta antibomba. Il destinatario è Maurizio Agnello, sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Palermo. Vive sotto scorta dopo avere ricevuto minacce nel corso delle indagini per le tangenti nel settore eolico. Si è occupato della mafia di Porta Nuova e ora indaga su quella trapanese che fa capo a Matteo Messina Denaro.

Il magistrato ha trovato la missiva nella cassetta della posta. Una paginetta a righe scritta a macchina e firmata a nome dei “condomini” dello stabile nella zona di via Galileo Galilei. L’anonimo si chiede indispettito “perché noi condomini dobbiamo avere limitazioni di posteggio proprio di fronte il portone e subire ogni giorno l’assalto dei vigili?”. E va oltre suggerendo al pm Agnello di “comprare una casa altrove, magari nello stesso palazzo di qualche suo collega così da evitare un doppio disagio per tanta gente per bene”.

Chi è l’autore della lettera? Molti condomini si sono dissociati dal contenuto e hanno espresso solidarietà al pubblico ministero. Che non rilascia commenti, ma non nasconde l’amarezza per il clima di intolleranza. Proprio come trent’anni fa quando una signora protestò per le sirene delle macchine di scorta di Giovanni Falcone che disturbavano il suo riposo. Agnello ha deciso di appendere la lettera nella bacheca condominiale. In modo che tutti sappiano. Con un invito esplicito all’anonimo a farsi avanti con nome e cognome.

 


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Commenti

    Solidarietà al Giudice Agnello. Non solo deve vivere scortato, ma per giunta deve sopportare le altrui cretinate.

    Il dott. Agnello ha diritto di anitare dove meglio ritiene e merita plauso e ringraziamento per la meritoria attività che svolge. È vero, peraltro, che la presenza di una personalità sotto scorta in un palazzo arreca qualche disagio e può anche evocare la paura di attentati.
    Non esiste una soluzione, ma il magistrato merita comunque la solidarietà e la comprensione dei condomini e, in generale, di tutte le persone perbene.
    Il punto è che lo Stato, fermo il diritto di ciascuno di abitare dove gli aggrada, dovrebbe mettere a disposizione dei magistrati alloggi di servizio confortevoli ed adeguati, così come avviene per i vertici delle prefetture, dell’esercito e delle forse dell’ordine.
    sia chiaro, dovrebbe trattarsi di un diritto del magistrato, non di un obbligo.
    Il maleducato ed insensibile condomino in questione dimentica che il dottor Agnello è costretto, come tanti suoi colleghi, a vivere una vita blindata, rischiosa, angosciante. È costretto ad infliggere ai propri familiari limitazioni alla vita sociale, paure, momenti di angoscia.
    Lo so perché l’ho vissuto anch’io. Lo so perché tante volte ho pregato perché non accadesse nulla a mio padre.
    Solidarietà al Giudice, disapprovazione per il condomino.
    Lo Stato, però, dovrebbe almeno offrire qualche alternativa più sicura e confortevole a chi rischia ogni giorno la vita. Siano le personalità a rischio a scegliere se fruire di queste opportunità o rinunciarvi liberamente. I condomini invece, dovrebbero soltanto stringersi attorno alla famiglia Agnello ed esprimere vicinanza umana, partecipazione e solidarietà.
    Chi rischia la vita, purtroppo ( e non mi riferisco certo all’antimafia di facciata che ne ha tratto solo vantaggi ed opportunità) è sempre troppo solo.
    Non scordiamolo mai.

    Vorrei esprimere il mio disprezzo per il metecatto che ha scritto quel documento di autocertificazione di imbecillità

    la storia si ripete. anni fa odiavano il suono delle sirene, oggi odiano il fatto che un uomo dello stato viva nello stesso stabile. d’altronde è troppo per un palermitano smuoversi e parcheggiare 100 metri più in la. troppo per chi vuole macchina sotto casa!!!

    Una storia già sentita, se vera, targata 1988. Solidarietà al giudice agnello, mi auguro che nello stesso palazzo dello/a scrivente si trasferisca l’intera magistratura palermitana.

    Vorrei ricordare a chi si lamenta di non potere parcheggiare che un magistrato lavora per difendere e garantire anche il suo diritto a vivere in un paese onesto. Ma che gente di merd@ e codarda…

    Il guaio è che in tanti la pensano così.

    ….e pensare che il portiere dello stabile di via pipitone federico ha perso la vita (insieme al magistrato e la scorta) per non avere il divieto di sosta ! memoria corta !

    Il dott Agnello è un gran signore ..magistrato serio e preparato..quello che da fastidio è che queste inutili polemiche si manifestino contro le persone perbene che hanno VERAMENTE necessità di misure di sicurezza x il lavoro che svolgono e x la serietà con cui lo svolgono…e mai nei confronti dei tanti inutili politicanti che usufruiscono delle stesse misure senza che ce ne sia assolutamente bisogno. Solidarietà al dott agnello.spero che identifichino questo cretino dell anonimo.

    Gente per la quale il problema della Sicilia è “i’ tchraffico”…

    La madre dei cretini è sempre incinta.
    Il personaggio anonimo, abitando nello stesso stabile, sa benissimo che il Dott. Agnello è una persona per bene che, fino a quando ha potuto, ha rinunciato alla scorta, per consentire a se stesso ed alla propria famiglia di vivere una vita normale. Il susseguirsi di eventi inquietanti (quali, per esempio, fargli trovare una lettera di minacce, addirittura sulla sua scrivania a palazzo di giustizia) lo ha costretto a dovere subire l’imposizione di una scorta della quale farebbe volentieri a meno, come sa chi lo conosce bene.

    Essendo che mi riguarda direttamente in quanto trattasi del mio palazzo:
    Mi dissocio assolutamente da chi ha scritto questa lettera;
    Per fare tale divieto di sosta, hanno TOLTO il diritto a mia madre del posto per disabili, che ha da 30 anni. Il signor giudice in oggetto, cui va il mio più sentito GRAZIE per quello che fa come missione lavorativa, non ha ne detto ne fatto nulla nei confronti della disabile, per potere provvedere il prima possibile a fare assegnare quantomeno il più vicino possibile il posto a lei riservato. Fermo restando che chi ha scritto tale lettera non è portavoce dello stabile ed ha scritto cose personali, secondo me anche gravi e ignoranti, ritengo sia doveroso informare della situazione reale. Un giudice, a quanto pare vale più di una disabile.

    La città di Palermo sta continuando a dare il peggio di sé. Ciò che mi infastidisce e stupisce è non soltanto la capacità altrui di nascondersi dietro l’anonimato per scrivere vigliaccherie ma anche, dopo questi avvenimenti, la solidarietà che persone vigliacche come queste finge di esprimere per i magistrati, che fanno di tutto per far sì che il nostro sia un paese onesto. Evidentemente il giudice Agnello non ha chiesto di venire scortato, ma ciò gli è stato imposto. Quindi, oltre ad esprimere il mio disprezzo vorrei domandare a colui o colei che ha scritto questa lettera che disagio c’è a parcheggiare qualche metro più in là.
    Riconosco che il palermitani pretendono che tutto è tutti siano a loro disposizione, quindi è doveroso avere il posto auto di fronte il portone di casa. Sono basita e indignata da questa città dal comportamento altrui; quindi esprimo la mia solidarietà al giudice Agnello, un magistrato sempre pronto a compiere il suo dovere, e spero che si scopra l’identitá di questo/a cretino/a.

    Ancora una volta dico: MA QUANTA IPOCRISIA!!!!

    Tutti a urlare SOLIDARIETA’, che nessuno si permetta, nessuno osi!!!!

    …e poi a denti stretti …”certo, se andasse a vivere in una bella villa multifamiliare, con giardino e ben protetta dalle forze dell’ordine un fussi megghiu????”

    E che palle sto finto buonismo, e ditelo che la vista di un mitra mentre state scaricando la spesa vi da un po’ fastidio!!!!!!!!

    Siate sinceri una volta nella vostra vita.

    aaaaa!!!!lo stato, lo stato…lo stato con il parlamento mafioso….aaaa!!!lo stato italiano

    @Achille “.spero che identifichino questo cretino dell anonimo. ”

    Achille,anche Lei ed io siamo anonimi…come tanti che utilizzano nickname piuttosto
    che le proprie generalità.

    Difficile la “vita in condominio”,non tutti i condomini hanno la medesima sensibilità e cultura del sociale.

    Un magistrato non ha il potere di fare assegnare o revocare un posto riservato a disabili. Si rivolga al Comune. E comunque ho capito che aria tira in quello stabile….

    Solidarietà alla Signora disabile.

    Che vuole, anche questo è il prezzo che pagano le persone oneste per la bestialità della mafia.

    PS: mi chiedo, come si possa non condividere l’opinione e l’esigenza di questo condomino?

    Non è corretto prendersela con un giudice, ma neanche con chi (avendo fatto sacrifici) vive da persona “normale” in un condominio e vuole tranquillità.
    Solidarietà per la signora disabile, anche il suo è un diritto, in questo caso negato.
    Lo Stato potrebbe trovare una soluzione per i giudici in pericolo, magari alloggiarli mentre sono in servizio, in condomini tipo “le tre torri”, dove sarebbero sicuramente tranquilli e ben controllati. Occorre venire incontro alle esigenze di tutti: la vita è una e bisogna cercare di viverla serenamente.

    Palermitani, popolo ingrato!
    Meritano tutto ciò che ha reso invivibile questa città. La legalità e chi lotta per essa, sovente da fastidio a chi è abituato a vivere senza regole. Tutta la mia solidarietà al Dr. Agnello e nausea per colui che ha scritto la lettera.

    Questo è lo stesso ragionamento di chi si lamentava per la sirena della macchina blindata di Falcone…e questa è l’incoerenza di chi poi magari va alla manifestazioni antimafia…l’importante è che l’antimafia si faccia lontano da casa loro…

    Condominio di via Galileo Galilei n…
    l’Amministratore

    Egr. Signor
    Dott. Maurizio Agnello

    p.c. Ai Signori Condomini
    dello stabile

    Avendo preso visione della sconcertante missiva a Lei indirizzata, scritta dalla mano di chi, nascondendosi dietro un intollerabile anonimato, ha financo voluto coinvolgere nella sua inqualificabile iniziativa la totalità delle persone perbene che abitano questo edificio e che io stesso, essendo qui nato, mi pregio di conoscere da tutta la vita, desidero esprimerLe, a titolo personale e nella qualità di Amministratore dello stabile, certo di interpretare il pensiero dei condomini,la mia più sincera e sentita solidarietà sul piano umano e con il doveroso riguardo al Suo ruolo istituzionale.
    Spero che fatti così deprecabili non abbiano a ripetersi e che colui che, animato da tale miopia civica, si sia reso artefice di un gesto tanto meschino, abbia il coraggio di assumenrsi le sue responsabilità.
    Le invio quindi i miei più cordiali saluti augurandoLe buon lavoro e buona permanenza nel condominio.

    Palermo, 3 maggio 2014
    Giovanni Perino

    Qualcuno ha già assegnato un “pollice verso” al suo commento, E invece, secondo me, la sua proposta sarebbe la più logica e ragionevole e, dunque, ….. irrealizzabile!
    Chi si scaglia contro l’anonimo estensore dell’invito al giudice Agnello a traslocare, evidentemente, non ha mai avuto a che fare con la limitazione di libertà indotta cui sono stati soggetti, per tutta la durata dell’operazione cosiddetta “Vespri siciliani”, i malcapitati residenti di condomini in cui risiedevano magistrati sottoposti a tutela e presidio di militari H24: identificazioni e controlli continui (anche nei sacchetti della spesa…) divieto assoluto di fermata con l’auto, pure per farne scendere o salire i propri familiari (ragion per cui mi son dovuto andare ad affittare due posti auto in un garage), degrado e danni nei locali comuni del condominio mai risarciti, sirene a tutto volume all’andata e al ritorno a casa della personalità protetta, movimento di truppe ogni 6 ore in portineria e lungo la scala, mozziconi di sigarette, resti di cibarie e deiezioni personali dovunque…..insomma, bisogna averle vissute, certe esperienze, per poterne parlare a ragion veduta.
    Ciò premesso, in considerazione del fatto che oggi il “disagio” consiste solo nel non poter parcheggiare la propria auto davanti al portone di casa, concordo nel ritenere quel condomino un egoista imbecille.

    Ma perché non creano un residence solo per loro, così si tolgono questi disagi, e poi la scorta si diminuirebbe!

    Ecco un altro deficente oltre il redattore della lettera

    @cico
    io l’ho avuto in passato questo disagio e ci convivevo benissimo

    ma perchè non creano un residence solo per te e pure senza scorta?!lo chiamerebbero “cretino’s residence”

    in effetti potrebbero trasferire tutti questi che si lamentano del chiasso dei giudici in unico grande condominio – “stronziland”.

    x Giuseppe,vedi che io l’eroe lo farei senza scorta.
    siamo in un italia dove i giudici comandano in tutto!!!
    passacci nella giustizia e poi mi saprai dire.
    Cmq in quel reidence potresti starci tu cacauova che 6!!!

    sicuramente il mittente ha visto il film di pif
    la mafia uccide solo d’estate
    chi lo ha visto sa a cosa mi riferisco.

    Senti, io ho avuto come vicini 3 mafiosi, due dei quali assurti alle cronache nazionali.
    Avete idea delle rogne con questa gentaglia?
    NE AVREI VOLUTI 300 DI MAGISTRATI COME VICINI!!!!

    Proprio non volete capire cosa significa vivere in una città dove c’è la mafia.
    Ma Via D’Amelio ve la ricordate?
    Il posteggio… mapperfavore!!!

    Passa invece qualche problema con cosa nostra, poi ci vieni a raccontare.

    Ma perchè il dott. Agnello non se va via il più lontano possibile da palermo e con lui tutti quelli che giornalmente lottano contro la mafia e le ingiustizie? E ti lasciano in santa pace a continuare a pagare il pizzo, a calare sempre la testa, a posteggiare come meglio ti aggrada, a far proliferare il traffico di stupefacenti di cui tuo figlio potrebbe farne uso, a chieere i prestiti agli usurai,ecc. Ecc.

    Anche Io faccio l’eroe… E non ho bisogno di scorta!

    …e se si desse ai condomini il parcheggio gratuito in un garage a spese del ministero della giustizia?

    per me non c’è incompatibilità fra la solidarietà al magistrato e il disagio dei residenti.
    l’errore è ricorrere ad una lettera anonima anche se è meglio dell’ipocrisia dei condomini che per paura danno una falsa solidarietà

    è proprio ciò che propone l’anonimo…..

    attenzione che ti consumi la lingua…..

    questo è il clima della nostra città.
    guai a chi si lamenta se di mezzo c’è un magistrato.
    Agnello, gran persona perbene, ha deciso di combattere la mafia in prima persona.
    i condomini no.
    Basterebbe dirsi la verità e cercare le soluzioni condivise.

    è sicuro di interpretare il pensiero dei condomini? o si sta mettendo le ” mani avanti”?
    faccia il suo lavo o e cerchi una convenzione con un garage..

    Al sig. Anonimo: cambi lei casa.

    Come si può rispondere ad un anonimato? Questa e mafia il potere forte che si nasconde dietro al nulla. Non dimentichiamo la storia di Falcone e arrivato al nocciolo dei poteri forti quei poteri che con provenzano e pezzi di stato hanno concordato la strada maestra. Caro procuratore e la speranza dei nostri figli x un futuro migliori. Dispiace di cuore che ancora oggi tutto questo accade, questo vuol dire che x poca o tanta gente non ci sia storia, ma essa ci descrive che la vera mafia egli stato.

    La lotta alla mafia è un aspetto della democrazia e, in quanto tale, coincide con la partecipazione.
    Si possono comprendere, certo, i piccoli disagi di quei condomini…ma possibile che alcuni non capiscano che la serena accettazione di tali disagi costituisca una formidabile manifestazione di dissenso verso la criminalità organizzata? Certo, sarebbe molto più comodo che tutti i giudici sotto scorta venissero concentrati in una sorta di “ghetto” dedicato…ma possibile che quei condomini non capiscano che questo significherebbe dire ai criminali “vedetevela tra di voi, chè noi non c’entriamo in queste faccende”???
    Ma la cosa che stupisce ancora di più è che quei condomini non si rendano conto che, paradossalmente, l’assenza di macchine posteggiate assicura un più efficiente controllo della zona: a loro stesso vantaggio.

    da notare l’anonimato anche di colui/colei che si dissocia da quanto scritto dal dott. Perino. Personalmente mi associo a quanto scritto dal signor Perino
    Fara Misuraca

    Sinceramente cerco di mettermi nei panni della signora disabile e,credetemi non riesco a dargli torto se pensa che il giudice Agnello dovrebbe trovare altra dimora. Specialmente se apprendo dai giornali che u zù Totò Cuffaro percepisce un vitalizio da seimila euro dal carcere. Con tutto il rispetto ma io da magistrato non farei alcuna lotta a nessuno se non in primo luogo ad uno stato corrotto e venduto. E adesso perdiamo altro tempo ad indagare sul meschino e codardo anonimo condomino. Mi raccomando rintracciamolo e lapidiamolo è lui il colpevole di tutto. Buon lavoro ai don Chisciotte di Sicilia , di mulini eolici ce ne sono a decine e tutti hanno un padrone.

    mi vergogno tanto di vivere in una città di individui pavidi e ipocriti.
    Abbiate almeno il coraggio di dire chiaro che per voi conta più il parcheggio sotto casa che la lotta alla mafia. abbiate il coraggio di ammettere che, come sempre, le uniche cose che vi riguardano sono quelle che vi costano personalmente. e siccome siete tutti impiegati alla regione e (finora) la mafia non chiede il pizzo sugli stipendi, a voi non ve ne frega un bel niente. si alla manifestazione ci andate perchè avete un buon motivo bello nobile per saltare un giorno d’ufficio, ma poi sti camurria dei giudici mettiamoli tutti assieme lontano, così non disturbano troppo. poi ogni tanto fanno un attentato e c’è la possibilità che si rompano i vetri delle finestre della vostra casetta. e sti danni chi ve li ripaga?

    Nessuno pensa alle decine di attività commerciali della zona che hanno avuto drammatici cali di vendita con conseguenti necessari licenziamenti e le ovvie ricadute nel tessuto sociale? Solidarietà al magistrato ma….a mio avviso sarebbe meglio pensare ad una alternativa!

    Ma perchè non cambia casa l’anonimo? Lo sa benissimo che sarebbe la soluzione piû giusta e che è assurdo quello che ha scritto, perciô non firma

    A me pare che lo stesso fenomeno di crisi, purtroppo si sia manifestato uguale uguale anche in quartieri e città dove non ci sono situazioni del genere…

    Tutta la mia ammirazione e solidarietà al giudice Agnello. Ai Sigg condomini vorrei dire che hanno perso una occasione per stare zitti

    Vogliamo la moglie ubriaca e la botte piena, questo è il palermitano.

    Caro condomino anonimo, ti indigni perché vivi nelli stesso stabile di un uomo che tutti i giorni rischia la vita per difendere anche te dai continui soprusi che questa terra e’ costretta a subire dai bastardi che ancora oggi la comandano…ti do’ un consiglio: trasferisciti dalle parti di via Liberta’, dove non potrai parcheggiare sotto casa, non perché il tuo condomino e’ un uomo che ha scelto il suo lavoro come una missione, ma perché sarai condomino di quel “galantuomo” del tuo sindaco…

    @palermostufa…. tutta la magistratura palermitana insieme all’anonimo…

    chissà se gli esercizi commerciali della zona pagano il pizzo…chissà

    Io l’ho visto e non lo capisco

    simone, io un’alternativa l’avrei: vatinni!!

    ecco, aspettavamo la c…..na di turno: è arrivata!

    Complimenti!
    Lei è riuscito nell’ardua impresa di trovare, anche in questo caso, un collegamento tra la notizia di cui si sta discutendo e i tanto vituperati dipendenti regionali, per definizione rei di ogni colpa della società. Vuoi vedere che l’anonimo estensore della lettera al giudice appartiene proprio a tale categoria? Il presidente Crocetta ne sarà contento……

    Il ministero della Difesa è proprietario di innumerevoli immobili che assegna in uso ai militari di carriera ed alle loro famiglie a condizioni vantaggiose per il periodo in cui prestano servizio presso le caserme siciliane.
    A Palermo ce ne sono diversi, molti dei quali di recente e pregevole realizzazione, inseriti in complessi residenziali a sé stanti, con accessi ed aree di parcheggio riservate e facilmente presidiabili.
    Come mai nessuno ha pensato finora di destinare alcuni di questi alloggi ai giudici sottoposti alla massima tutela?

    è terribile sentire questa notizia e dò tanta solidarietà a coloro che ci difendono rischiando al vita, però voglio andare fuori tema perchè penso che questa protesta dei cittadini che devono posteggiare davanti casa come se quello fosse il loro garage privato è usuale nella nostra bella isola. Nei paesi civili chi ha un appartamento in città, specialmente nei centri, è normale che abbia un proprio parcheggio o un garage privato, invece è considerato da tutti normale che la strada sotto casa sia il proprio parcheggio privato.
    Ma quando cresceremo noi siciliani?
    Lilla Piazza

    e ti pareva che non dovevano infilarci Orlando anche qui!

    La solidarietà in Sicilia è questa , il signore della lettera interpreta nel migliore modo possibile quello che normalmente succede in Sicilia quando uno è minacciato dalla mafia oppure subisce qualche sopruso, gli altri si voltano dall’altra parte e fanno finta di niente , giustamente a lui non gli frega niente del fatto che occorre fare dei sacrifici per avere un paese libero da mafie,rischiando anche la vita ma ovviamente i sacrifici li deve fare il Magistrato lui deve starsene in panciolle sul divano.

    Che schifo.

    uno nessuno centomila, uomini mezzi uomini ominicchi e quaraquaqua

    fate voi …

    Ho vissuto per 20 anni in un condominio dove abitava un giudice sotto tutela. Certo, la zona rimozione qualche problema lo crea, ma basta adattarsi!
    Anzi io e la mia famiglia eravamo ben contenti della situazione perchè quando mia figlia allora teenager si ritirava la sera eravamo tranquilli nel sapere che c’era una pattuglia sotto casa. E ridevamo di quei condomini che facevano discorsi cretini del tipo “siamo controllati”, “perché non vanno a vivere in caserma”, “è una società militarizzata” ecc. ecc.
    Esprimo solidarietà al dott. Agnello.

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