L'inchiesta sui manager |Digiacomo sentito in Procura

L’inchiesta sui manager |Digiacomo sentito in Procura

L’inchiesta, la cui esistenza era stata rivelata da LiveSicilia all'inizio di agosto, rimane al momento “esplorativa e senza ipotesi di reato” . Il presidente della commissione Sanità ascoltato come persona informata dei fatti.

CATANIA – Pippo Digiacomo al Palazzo di Giustizia di Catania. Il presidente della Commissione Sanità all’Ars, ieri, è stato interrogato dai magistrati catanesi come persona informata dei fatti nell’ambito dell’inchiesta sulla revoca dei manager Angelo Pellicanò e Paolo Cantaro. Il fascicolo – la cui esistenza era stata rivelata in piena estate da LiveSicilia – è stato affidato al procuratore aggiunto Michelangelo Patanè, coordinatore del gruppo di lavoro per i reati contro la Pubblica Amministrazione, che conduce l’indagine con il sostituto Angelo Busacca. L’inchiesta rimane al momento “esplorativa e senza ipotesi di reato” . Nessun nome risulta al momento iscritto nel registro degli indagati.

Il deputato regionale ha fornito delucidazioni ai magistrati della Procura di Catania in merito alle sue esternazioni rilasciate ai giornalisti a fine luglio su presunte “pressioni” che si nascondevano dietro la revoca dei due direttori generali del Policlinico Vittorio Emanuele e del Cannizzaro. Dichiarazioni che portarono Codici Onlus a presentare un esposto ipotizzando il reato di abuso d’ufficio. La denuncia portò la Procura, guidata da Giovanni Salvi, ad aprire l’otto agosto un fascicolo conoscitivo: il giorno dopo all’assessorato regionale si presentò la Digos e furono acquisiti tutti gli atti concernenti la nomina e la revoca dei due manager.

Rosario Crocetta ha sempre difeso il provvedimento di revoca, garantendo di aver agito “per rispettare la legge”. Il Governatore fa riferimento alla norma del Governo Renzi che vieta la nomina di persone già in pensione per ricoprire incarichi pubblici. Sempre Pippo Digiacomo ha manifestato seri “dubbi anche sui pareri legali” in merito al provvedimento di revoca. La “bomba” è stata sganciata pochi giorni fa: “Vi sono state pressioni indebite – ha affondato – per orientare i pareri riguardo la nomina a direttore generale del Policlinico di Catania e del Cannizzaro e per fare fuori Cantaro e Pellicanò. È una cosa che sappiamo bene io e altre persone”. Parole che hanno prodotto un nuovo esposto da parte del Codacons alla magistratura di Catania e alla Procura di Palermo. Ed è verosimile che dopo l’interrogatorio di Digiacomo a piazza Verga non vengano convocati altri colleghi del deputato regionale ibleo.

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