Lo Giudice: "Sull'Avviso 20 | una scelta di responsabilità" - Live Sicilia

Lo Giudice: “Sull’Avviso 20 | una scelta di responsabilità”

Salvo Lo Giudice

Il deputato regionale dei Democratici riformisti: "Riesumare l’Avviso 20 è un atto di buon senso rivolto alla salvaguardia delle migliaia di lavoratori della formazione. Non siamo nelle condizioni di ipotizzare grandi progetti di riforma del settore, per quanto necessari, che mettano a rischio dei posti di lavoro".

FORMAZIONE
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PALERMO – “Riesumare l’Avviso 20, il mega-bando della formazione, è una scelta di responsabilità, un atto di buon senso rivolto alla salvaguardia delle migliaia di lavoratori della formazione. Non siamo nelle condizioni di ipotizzare grandi progetti di riforma del settore, per quanto necessari, che mettano a rischio dei posti di lavoro, perché non ce lo consentono i tempi, oltremodo ridotti, e le condizioni di vita della gente. Un’attenta valutazione degli atti del governo, che tenga conto del particolare momento in cui siamo chiamati a decidere, è il dovere di un parlamentare, sia che esso si senta parte della maggioranza che dell’opposizione”. Lo dice in una nota il deputato regionale dei Democratici Riformisti per la Sicilia, Salvo Lo Giudice.

“Ben venga una riforma del sistema – aggiunge Lo Giudice – purché venga fatta per tempo, si possa discutere su una proposta già esistente e soprattutto non metta in pericolo la ripresa dell’attività lavorativa delle migliaia di addetti alla Formazione, e non si riveli un salto nel buio.“ Quanto alla richiesta di dimissioni dell’assessore, che proprio Democratici Riformisti per la Sicilia hanno chiesto a gran voce, e alla risposta provocatoria del presidente, Lo Giudice si pone su una posizione di mediazione. “Siamo in un momento in cui è importante dare risposte e convergere su proposte concrete e questo non può avvenire senza la collaborazione di tutti. Il dissenso fa parte del confronto, ma se i toni si inaspriscono non sarà nessuno a giovarsene ed a perdere sarà solo la Sicilia”.


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Commenti

    E’ una questione di impostazione politica e di sensibilità politica. Probabilmente l.on Lo Giudice, se ricodo bene ha ottenuto più di 8000 voti alle ultime elezioni, ha una sensibilità diversa dall’on. Malafarina che alle ultime elezioni ha ottenuto circa 60/70 voti.
    In democrazia i numeri dovrebbero essere sovrani.
    Probabilmente l.on Lo Giudice ha una percezione ed una visione dei problemi di uno che fa proprie le istanze di più di 8000 persone, mentre l.on Malafarina ha una percezione ed una conoscenza dei problemi di uno che fa proprie le istanze di 60/70 persone.

    Bella figura ha fatto l’assessore Scilabra a promettere una rivoluzione nel settore della formazione. Tutto è rimasto come prima con la riesumazione dell’avviso 20 e ciò per non scontentare i parlamentari che hanno evidenti interessi legati al consenso elettorale. Ed ora che farà la Scilabra??? Attendiamo una sua dichiarazione, ma le consigliamo di riflettere prima di parlare.

    Ottima e lucida riflessione di chi pur facendo parte di uno schieramento di maggioranza, non teme il confronto con il governo; Pur cercando di mediare con quest’ultimo, ponendo come primo obiettivo la salvaguardia dei lavoratori.
    Bravo!!!

    Non è solo una differenza di voti presi ma di ONESTA’ INTELLETTUALE e RESPONSABILITA’ nei confronti di 8000 famiglie. + LO GIUDICE E – MALAFARINA!

    Ottimo L’intervento dell’onorevole S. Lo Giudice, mi trova pienamente d’accordo.

    Onorevole Lo Giudice è stato colui che si è candidato con la lista Musumeci e poi da buon trasformista si è lanciato alla corte di Crocetta. Complimenti per la coerenza !

    Egregio Sig. Fabio, ritengo che sia molto riduttivo il suo commento; in questo momento storico di instabilità economica, professionale e politica, e a due giorni dalla scadenza dell’approvazione del bilancio, si deve cercare di tutelare i lavoratori, sopratutto le fasce più deboli, che spesso non hanno alcuna voce all’interno delle istituzioni, penso che L’On Lo Giudice stia cercando proprio questo… Cercando un dialogo sia con i lavoratori (della formzione in questo caso) che con l’assessore al ramo; evitando tatticismi e strumentalizzazioni, bensì tutelando gli interessi dei lavoratori.

    Uomo squallido!!

    Caro Sig.Nino , l’on.Lo Giudice alle scorse elezioni regionali di qualche mese addietro si è candidato in una determinata lista con un preciso Presidente. Appena eletto ha ben pensato di cambiare immediatamente schieramento e volare alla corte di Crocetta, infischiandosene degli elettori che lo avevano votato in un determinato partito e con un preciso programma elettorale. Possiamo fare tutti i discorsi di circostanza che vuole, ma deve consentirmi che questo comportamento vuol dire fregarsene dell’elettorato ed andare dove più conviene. La coerenza ormai è merce rara e l’on. Lo Giudice è l’esempio lampante del trasformismo politico di basso livello.

    Gentile sig. Fabio, non per continuare una sterile polemica. Solo, invece, per ribadire che credo che sia giunto il momento, vista la grave situazione in cui versa la nostra regione di mettere da parte ideologie di partito o di corrente e sperare che i deputati scevri da un contesto di appartenenza politica possano ritrovarsi attorno a obiettivi comuni per il rilancio della nostra terra. Se si continua ad opporsi solo per contrapposizioni politiche credo che gli unici a perdere saranno i siciliani tutti, sia che essi siano di sinistra che di destra. Per queste motivazioni ritengo che la posizione presa in questa circostanza dall’ON. Lo Giudice sia di responsabile e attenta valutazione dell’operatore del governo, senza un appoggio incondizionato ma con la consapevolezza di cercare di fare principalmente l’interesse dei siciliani, sia che essi siano suoi elettori o che non lo siano.

    DIMISSIONI=DIGNITA’
    RIMANERE=SOLDI.
    COSA SCEGLIERA’, SECONDO VOI, LA SCILABRA?

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