L'esordio, l'abbraccio con Borsellino| Lo Voi chiude l'era dei veleni - Live Sicilia

L’esordio, l’abbraccio con Borsellino| Lo Voi chiude l’era dei veleni

L'abbraccio fra Manfredi Borsellino e Franco Lo Voi.

Affollata cerimonia di insediamento. Tra i presenti, i pubblici ministeri del processo sulla trattativa Stato-Mafia. Il neo procuratore prova ad archiviare le polemiche: “I processi e le indagini andranno avanti tutti perché sono tutti importanti”.

 

il neo procuratore
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PALERMO – L’aula del Tribunale straripa di abbracci e baci, strette di mano e pacche sulle spalle, e forse anche di sguardi bassi. Il giorno dell’insediamento di Franco Lo Voi è zeppo di immagini. Due di esse, più di altre, hanno una forte valenza simbolica .

“Il mio primo pensiero, accingendomi a svolgere un’attività complessa come quella che mi aspetta, va ai colleghi vittime della mafia”, dice commosso Lo Voi che lontano dalla calca ammetterà ai cronisti che “era impossibile non commuoversi”. Manfredi Borsellino ascolta le sue parole. Manfredi è figlio di Paolo, una delle vittime sacrificate sull’altare della lotta alla mafia di cui parla Lo Voi quando concentra il suo ricordo su “chi non è riuscito a ricoprire questo incarico perché ucciso dalla mafia e chi è stato assassinato solo per avere fatto il suo dovere”. Manfredi Borsellino e Lo Voi si abbracciano prima di uscire dall’aula. I loro sorrisi testimoniano grande affetto. Il neo procuratore a Palermo ha lavorato a Palermo dal 1990 al 1997 come pm al fianco di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. E c’era lui in macchina con Borsellino quando corsero in ospedale, subito dopo la strage di Capaci, nella speranza che Falcone si salvasse. Borsellino che – lo raccontò di recente la moglie Agnese – confidò a Lo Voi e ad un altro collega, Gioacchino Natoli, che alcuni mafiosi intercettati in carcere parlavano del tritolo arrivato in città per ucciderlo. Ecco perché l’abbraccio fra Manfredi, oggi apprezzato commissario di Polizia, ha una valenza forte simbolica.

Il procuratore di Roma, Giuseppe Pignatone, presente alla cerimonia

Così come lo scatto che ritrae Giuseppe Pignatone seduto dietro Lo Voi nel corso della cerimonia di cui proprio Pignatone, otto anni fa, non riuscì ad essere il protagonista. Pignatone era considerato il “naturale” successore di Piero Grasso, ma il Csm scelse Francesco Messineo. Di quel Consiglio superiore della magistratura faceva parte pure Lo Voi che appoggiò Pignatone, ora capo dei pubblici ministeri di Roma, città dove ha scoperchiato il pentolone sulla “Mafia Capitale”.

“Non ci sono veleni alla Procura di Palermo e non ce ne saranno. Casomai ci sono fuori, ma ci scivoleranno addosso”, dice il nuovo capo, aggiungendo che “i processi e le indagini andranno avanti tutti perché sono tutti importanti. I fari che illumineranno il nostro cammino sono la Costituzione e le leggi”. Impossibile non leggere nelle sue parole un riferimento al processo dei processi, quello sulla trattativa fra lo Stato e la mafia. Alla cerimonia assistono il procuratore aggiunto Vittorio Teresi e i sostituti Nino Di Matteo e Francesco Del Bene che del processo sono la pubblica accusa e l’anima. Al Palazzo di giustizia c’è chi vede in Lo Voi una figura “distante” dalle loro posizioni. Ed è a loro che sembra rivolgersi quando spazza via l’ombra dei veleni che hanno attraversato la Procura negli ultimi anni.

Il magistrato ringrazia tutti, in particolare il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, impegnandosi a portare avanti “la collaborazione tra la procura e la Dna”. In aula ci sono tanti sostituti e tutti gli aggiunti. A cominciare da Leonardo Agueci, che ha guidato l’ufficio nei mesi di transizione, e Teresa Principato che coordina le indagini sulla cattura di Matteo Messina Denaro. Ci sono giudici del Tribunale e della Corte d’appello, il presidente dell’ordine degli avvocati, Francesco Greco, e una folta schiera di rappresentanti delle forze dell’ordine. Impossibile elencarli tutti. Non c’è il procuratore generale Roberto Scarpinato. È fuori sede e in sua rappresentanza c’è l’avvocato generale Ignazio De Francisci. Scarpinato ha espresso parere favorevole sul “possesso anticipato” che ha consentito a Lo Voi di mettersi subito al lavoro. È opportuno precisarlo nel giorno in cui, nelle intenzioni e nelle parole del neo procuratore, non c’è spazio per i veleni.



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Commenti

    Forza Dott. Lo voi! Siamo con lei!

    Auguri di cuore e di mente al dottor Lo Voi.
    In quanto ai veleni, essi sono insiti, motore originante, nell’idea stessa di “trattativa” e sarà impossibile non dovervi fare i conti.

    P.S.: Scarpinato assente? C’era, c’era…

    Non più veleni? ….parole che si dicono! Il palazzo di giustizia e’ un covo di…..leggete le cronache di cinquanta anni a venire……nulla e’ cambiato!

    Cara Redazione di Livesicilia,
    Caro Dottor. Francesco Lo Voi, Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Palermo,

    Si è insediato ieri: benissimo.
    A questo punto vorrei spezzare una lancia in favore del procedimento sulla Trattativa Stato – mafia.

    Correva l’anno 1978, giorno 16 Marzo, Roma, Via Mario Fani: alle ore 09.02 il Presidente della Democrazia cristiana, On. Aldo Moro, viene sequestrato dalle Brigate rosse e rinchiuso nel covo di Via Montalcini nr.8.
    Dal carcere del popolo, l’On. Aldo Moro, inizia a scrivere le Sue lettere indirizzate a personaggi politici dell’epoca, tra cui al Ministro dell’Interno, Francesco Cossiga, nell’intento di aprire una strada verso una possibile Trattativa con i brigatisti.
    Questa lettera indirizzata al Ministro dell’Interno faceva di Moro l’intermediario tra il Governo e i terroristi, che però vollero renderla pubblica allegandola al Comunicato nr.3, tanto da compromettere tale Trattativa reale e considerare Moro un uomo morto.
    Una Trattativa inscenata, dunque, per concretizzare la salvezza del prigioniero, che in maniera speculare rapporta la classe politica protagonista, invece, della Trattativa Stato – mafia pronta ad inscenarla, questa volta con la mafia, pur di avere salva la vita.
    A discapito del sacrificio di chi, invece, da una parte intendeva dare avvio ad una Trattativa per sè e i Suoi Cari, On. Aldo Moro, dall’altra di chi era venuto a conoscenza della Trattativa, Dottor. Paolo Borsellino, inscenata a ridosso della strage di Capaci del 23 Maggio 1992.
    Grazie!…

    I siciliani apprendono con vibrante soddisfazione che i due si siano abbracciati!

    Cara Redazione di Livesicilia,
    Cara Marcella,

    Il Dottor. Manfredi Borsellino, figlio del Giudice Paolo, ha abbracciato il neo Procuratore della Repubblica di Palermo, Dottor. Francesco Lo Voi, colui il quale conobbe in vita il padre.
    E’ sicuramente una grandissima testimonianza d’affetto e di un Ricordo di quel tragico 19 Luglio 1992, che echeggia all’interno del Palazzo di Giustizia di Palermo attraverso il procedimento sulla Trattativa Stato – mafia.
    Dalla scelta del Csm di Roma e dall’insediamento avvenuto, adesso vedremo come il Dottor. Lo Voi organizzerà i criteri di delega ai rispettivi Magistrati della Procura.
    Grazie!…

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