L'opposizione passa all'attacco |"Sono troppi gli spot di Bianco" - Live Sicilia

L’opposizione passa all’attacco |”Sono troppi gli spot di Bianco”

Finisce la pace istituzionale tra minoranza e Giunta. L'azione del sindaco è contestata su tutta la linea.

CATANIA – Detto fatto. L’opposizione alza la testa e pure i toni. Le premesse c’erano già tutte quando Manlio Messina ha invitato l’area politico-culturale vicina al centrodestra dentro il Cervantes, centro sociale marcatamente identitario, per rilanciarne l’azione. Anche se il nesso non è strettamente consequenziale, oggi si è registrato il proseguo di quell’evento. Convocata infatti una conferenza stampa congiunta dei gruppi consiliari a sostegno di Raffaele Stancanelli per sconfessare l’azione complessiva di Bianco e della sua maggioranza, ritenuta senza mezzi termini “disastrosa”. Tutti sul piede di guerra. Al tavolo, anche gli esponenti di Grande Catania, i quali, durante gli ultimi dodici mesi hanno mantenuto un profilo sensibilmente autonomo rispetto all’intesa istituzionale sancita con i banchi del centrodestra. Si fa vivo anche l’ex consigliere Luciano Zuccarello dei Fratelli d’Italia.

<p>Un momento dell'incontro dentro il Cervantes</p>

Da oggi, dunque, il cambio di passo è palese. “Il rotaggio è finito, la città sta affondando”, mette tutto in chiaro Messina, capogruppo di Area centro destra: “In un anno di giunta Bianco si sono registrati dei clamorosi passi indietro”. La ciliegina su di una torta ritenuta guasta, il sindaco l’avrebbe adagiata con il nodo Gioeni. Un “errore madornale, dove prima si è abbattuto il ponte – dice ancora Messina – e solo poi si è pensato ad un piano di progettazione. Insomma, si naviga a vista”. Una gestione che fa il paio, sempre secondo l’esponente di Acd, con l’assenza di un piano alternativo della viabilità cittadina: “Bisogna fare entrare meno auto in città. C’era un modo per intervenire, la Brt. Ma la manutenzione dei mezzi è assente e i tempi di percorrenza si sono dilatati. Mentre, l’unico intervento fatto finora è stato quello di ridipingere le strisce de verdi a rosse. Forse – ci ride sopra, facendo riferimento alla connotazione sinistrorsa della giunta – per motivi ideologici”.

 

Critiche arrivano anche sul fronte dello smaltimento rifiuti. “La città – denuncia Giuseppe Castiglione di Gc – è sempre più sporca, mentre le tariffe che i cittadini pagano sono tra le più alte d’Italia”. Davanti a ciò – continua – “il sindaco non è affatto presente, né con sopralluoghi né con altro. Se ha impedimenti, si dimetta”. Rilancia Santi Bosco di Forza Italia: “La differenziata è a zero, non riesce a partire”. Anche la percezione della sicurezza, secondo i consiglieri di opposizione, è ai minimi storici: “La città – continua Bosco – è in preda alla paura. La scarsa disponibilità di energia elettrica nelle strade favorisce questo clima”.

L’allarme sull’ordine pubblico va in parallelo con la crisi del commercio e il “mancato contrasto degli abusivi”, settore che, secondo Andrea Barresi di Gc, è addirittura in crescita. Il motivo starebbe inoltre nell’insufficienza di organico dei vigili urbani: “L’età media – sottolinea – è di 58 anni”. Periferie. Sott’attacco c’è il ruolo dell’assessorato dedicato a Librino e guidato dal democratico Saro D’agata: “A che serve – si chiede Barresi – e cosa fare con gli altri quartieri?”. Agatino Tringale punta il dito sulla marginalità che affliggerebbe i presidenti di municipalità: “Sono stati eletti per la prima volta direttamente dai cittadini, ma questa amministrazione non è riuscita a cavalcare la svolta. Le promesse della campagna elettorale sono state del tutto disattese”.

Toni tesi anche sul comparto dei servizi sociali. Sebi Anastasi (Gc) denuncia “la mancanza di un’idea precisa di welfare. Il caso emblematico è quello degli asili nido”. Per Carmelo Coppolino, anziché alzare le tariffe, si sarebbe dovuto intervenire “tagliando gli sprechi o intervenendo per tempo contro il degrado. Penso – specifica – al caso del cinema Midulla”. Sotto accusa anche le politiche per il turismo: “Chi viene qui – dichiara Salvo Giuffrida (Acd) – viene trattato tutt’altro che come una risorsa”. C’è poi chi guarda già alle tensioni dentro l’attuale maggioranza sul Piano regolatore: “Pensate, sulla variante centro storico molti di loro non erano stati informati ”.

Insomma, dopo 356 giorni, il centrodestra boccia punto per punto Enzo Bianco. “E se finora – spiega l’esponente di Ncd Carmelo Sgroi – c’è stata una convergenza con il sindaco in favore della città, ma mai un vero e proprio feeling, da oggi si cambia registro. Siamo stati fin troppo responsabili, a fronte pure di una maggioranza disgregata e dei tanti spot fatti dalla giunta. L’accesso ai fondi del dl 35 è avvenuto grazie ai nostri voti. Ma il patto con i nostri elettori va oltre ogni altra considerazione”.

 


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