L'urlo di disperazione dei catanesi |"Abbiamo il dovere di ascoltare" - Live Sicilia

L’urlo di disperazione dei catanesi |”Abbiamo il dovere di ascoltare”

Testimonianze di disocuppati, lavoratori senza stipendio da anni, edili senza lavoro. Le loro storie sono state al centro dell'esecutivo della Uil.

il segretario Parisi
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CATANIA – “Vogliamo solo un lavoro dignitoso”. Nessun sogno di ricchezza, un ruolo di successo o chissà quale ufficio con vista mare, la richiesta è delle più umili: un’occupazione che possa permettere di dare un tetto alla famiglia e portare il pane a tavola tutti i giorni. Testimonianze di catanesi, di giovani e non, che chiedono alle istituzioni di poter avere una vita dignitosa. Storie quelle che si sono ascoltati oggi durante l’esecutivo della Uil che mostrano senza veli la drammaticità di una città che vive soffocata dalla crisi, ma anche assettata di un intervento urgente di chi sta al potere. Parole, appelli, denunce: tutto resta nel dimenticatoio, in un limbo di indifferenza assordante. Domani è la Giornata mondiale per il Lavoro Dignitoso, ricorda Fortunato Parisi. “Una ricorrenza mai così tragicamente attuale in questa città – tuona il segretario della Uil – in questa provincia!”.

Tutti i segretari di categoria erano presenti all’esecutivo: Armando Algozzino, Armando Alibrandi, Salvo Bonaventura, Eugenio Cambria, Giovanni Casa, Alessandro Cavallaro, Francesco De Martino, Orazio Ferrara, Nino Gatto, Cesira Ieni, Daniela La Porta, Nino Marino, Giancarlo Mattone, Salvo Mavica, Enza Meli, Giovanni Nicotra, Angelo Oliveri, Stefano Passarello Francesco Prezzavento, Giovanni Santagati e Matteo Spampinato.  “Abbiamo il dovere di ascoltare i lavoratori con le loro speranze e le loro sofferenze quotidiane”, ha detto il leader della Uil di Catania, Fortunato Parisi, prima di dare la parola a un lavoratore della Formazione, Orazio Licandro, di un ex dipendente della Multiservizi, Alfonso Giordano, e di un carpentiere edile, Vincenzo Sciuto.

Licandro ha ricordato il dramma dei dipendenti del settore “in arretrato persino di 24 mensilità di stipendio”. Giordano ha invocato il  “diritto al reddito, perché tanti lavorano e non sono pagati o sono costretti a regalare ore ai propri datori di lavoro”. Vincenzo Sciuto rappresenta un esempio di dramma sociale, di chi è prossimo alla pensione, ma ha perso il lavoro prima di aver completato l’iter contributivo. Sopra ai 60 anni senza occupazione, senza ammortizzatori sociali, senza pensione.

Testimonianze che danno il polso della situazione attuale. La Uil, per chiudere l’incontro, ha voluto ricordare “l’Agenda del Lavoro Dignitoso”, lanciata dall’Ilo-International Labour Organization nel 1999, che rivendica per tutti i cittadini “la possibilità di conseguire un lavoro produttivo e giustamente remunerato, la necessaria sicurezza sul luogo di lavoro, il miglioramento delle prospettive di realizzazione personale e di integrazione sociale”. A Catania l’urlo disperato delle famiglie ha bisogno di atti concreti.


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