CATANIA. Senatore, se le dico di parlare di Catania come mi risponde?
“Le rispondo dicendole che siamo allo sfascio. C’è uno sfascio ed un degrado senza fine”.
Addirittura, lo “sfascio”?
“Certamente. Basti pensare a quello che è accaduto col mare: anni e anni di criminale lassismo da parte della politica hanno compromesso il mare a nord di Catania e fino a Letojanni. Il mare è tutto inquinato. E la colpa è della politica che non ha attivato nemmeno i fondi che erano previsti per la costruzione dei depuratori. Nemmeno su questo la politica ha provato a fare qualcosa”.
Ma se la fotografia è quella dello sfascio, da cosa si dovrebbe ripartire allora?
“Si riparte dal riprendere possesso delle nostre città. Quello che avviene quando i cittadini riprendono possesso dei propri territori, diventano dei piccoli, grandi miracoli. Diminuiscono le tasse, come avviene nei comuni a 5 Stelle; i bilanci non hanno più voragini perchè diminuiscono i debiti; semplicemente, si amministrano le città”.
Beh, così è facile tirare acqua al proprio mulino…
“Lo dicono i fatti: dove amministriamo non lo facciamo per l’interesse dei mafiosi, dei gruppi di potere, di chi vuole fare soldo con la pubblica amministrazione o dei palazzinari: ma dei cittadini. E, allora, bisogna ripartire dalle nostre città”.
Dunque, inutile chiederlo, anche a Catania: ma come giudica l’attività amministrative condotta finora?
“Pessima. Assolutamente pessima. La sceneggiata che ha fatto il sindaco l’altro giorno andando lui in giro a sanzionare fatti che sono sotto gli occhi di tutti, è davvero una pessima sceneggiata. Peraltro, basta ripassare dai posti dov’è passato per rendersi conto che nulla è cambiato: macchine in doppia fila, anarchia. E così è dappertutto: in pratica, una città fuori controllo”.
Sta disegnando un quadro impietoso.
“L’unica cosa che importa a questa amministrazione è gestire due o tre operazioni economicamente importanti e basta. Il resto può andare a rotoli”.
Di quali operazioni parla?
“
“Del Pua e di Corso Martiri della Libertà: questi sono i due grossi affari di Catania che interessano i palazzinari”.
Perdoni la franchezza, ma il vostro contributo finora qual è stato?
“Guardi noi abbiamo dei gruppi di lavoro sul territorio che hanno analizzato tutte e due le realtà. Hanno fatto interventi e chiesto spiegazioni. E, poi, le dico che anche noi abbiamo una bella gettonopoli per quanto riguarda le commissioni. Avevamo anche chiesto che vi fossero i controlli nella città: perchè non abbiamo bisogno che venga un giornale straniero a ricordarcelo”.
Di fatto, il Movimento 5 Stelle è fuori dall’agone della politica catanese: anche voi qualche errore alle ultime amministrative l’avete commesso…
“Ovviamente siamo fuori dall’amministrazione comunale e siamo fuori dal consiglio: quello che possiamo fare è agire da cittadini. E noi dovevamo rivedere gli errori che avevamo commesso”.
Come ad esempio?
“Noi avevamo riportato un pessimo risultato alle ultime comunali di Catania: c’era qualcuno che pensava che la politica fosse qualcosa di semplice e facile. Che bastava andare ad assistere al consiglio comunale e basta: per fortuna questa gente se n’è andata. Ora, abbiamo molta zavorra in meno e molti attivisti in più”.
Come vi state muovendo organizzativamente?
“A settembre riprenderemo con i gazebo ed i gruppi di lavoro che hanno il compito di studiare le carte e sollevare le questioni: il nostro è un compito da guardiani; quello che dovrebbero avere tutti i cittadini”.
Mi da un suo parere sull’incubo dei tagli dei contributi economici che stanno vivendo un pò tutte le amministrazioni?
“Guardi, da un lato è assolutamente vero che vi siano dei tagli indiscriminati che colpiscono i Comuni in modo pesante; dall’altro lato, però, quello che le amministrazioni locali non vogliono fare è tagliare il giusto e cioè i privilegi”.
Ce ne sono ancora molti di privilegi da tagliare?
“Prenda il caso dei vigili urbani di Catania: io vorrei sapere com’è che continuano ad esserci pochi vigili e molti dirigenti con contratti fuori controllo ben al di fuori della contrattazione collettiva. Una vicenda che avevamo già visto con Scapagnini, proseguita con l’amministrazione successiva e, oggi, Bianco è sulla stessa linea. A Palazzo degli Elefanti abbiamo chi prende stipendi da favola mentre si taglia sui servizi ai cittadini”.

