Madre e figlia morte nel rogo |Dieci anni dopo c'è un colpevole

Madre e figlia morte nel rogo |Dieci anni dopo c’è un colpevole

Madre e figlia morte nel rogo |Dieci anni dopo c’è un colpevole
Il Palazzo di giustizia di Palermo

L'incendio fu appiccato in un negozio di telefonia. Condannato il figlio del titolare.

PALERMO – Dieci dopo il rogo mortale c’è un colpevole. Claudio D’Antoni è stato condannato a nove anni per omicidio come conseguenza di altro delitto – l’incendio – che distrusse il negozio di telefonia ed elettronica in via Pindemonte, a Palermo. Prescritto il reato di danneggiamento. L’imputato condannato dal giudice del Tribunale Sergio Ziino è il figlio del titolare. L’incendio provocò la morte di Maria Stella e Fatima Cristina Lo Verso, madre e figlia, che abitavano al primo piano della palazzina. L’imputato ha sostenuto che ad appiccare le fiamme sarebbero stati gli esattori del racket.

Era l’estate del 2008. Rinvio dopo rinvio, con la necessità di affidare il dibattimento a un nuovo giudice, la sentenza è arrivata solo ora. Secondo il pubblico ministero Ennio Petrigni, l’imputato avrebbe appiccato il fuoco per frodare l’assicurazione. I fratelli e i figli delle vittime, parte civile con l’assistenza degli avvocati Calogero Vella e Vincenzo Pillitteri, hanno ottenuto una provvisionale di 10 mila euro ciascuno, ma la cifra complessiva del danno subito sarà stabilità in sede civile.

La prescrizione del reato di danneggiamento fa venire meno la possibilità per chi ebbe distrutta la casa di ottenere un risarcimento. “Una decisione che lascia l’amaro in bocca e che ha permesso ad un soggetto di potere godere della prescrizione ed essere escluso dal dovere di risarcire tutti coloro che hanno subito ingenti danni dall’azione delittuosa commessa – spiega l’avvocato Salvino Caputo, che assiste uno dei residenti della palazzina -. Presenteremo atto di appello, dopo avere letto le motivazioni e chiederemo alla Procura generale di impugnare la sentenza per la modifica del capo di imputazione. E’ assurdo che per giungere alla sentenza, per un reato che ha causato la morte di due domme e il ferimento di altre tre persone, siano dovuti trascorrere oltre 10 anni. “

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