PALERMO – Dagli insospettabili costruttori al vecchio mafioso. Per non dare nell’occhio si davano appuntamento al cimitero. Si è aperto il processo con il rito ordinario a presunti boss e gregari dell’Uditore.
Gli imputati
A cominciare dall’anziano Agostino Sansone per proseguire con Eugenio, Dario e Giacomo Avellino (i primi due per associazione mafiosa e il terzo per concorso esterno), Gaetano Manlio Porretto (mafia), Angelo Rosario Parisi (mafia), Roberto Sansone e Mauro Pace (estorsione), Michele Spataro (mafia), 71anni, Antonio Comporto (intestazione fittizia): Giuseppe D’Accardi, Vincenzo Montalbano, Beniamino Pollara, Marcello Castelli, (tutti per furto di energia elettrica).
Il blitz della squadra mobile, coordinato dal pubblico ministero Giovanni Antoci, risale a un anno fa. Altri imputati, fra cui il boss Franco Bonura, hanno già scelto il rito abbreviato, ed è stata già chiesta la condanna.
I boss al cimitero
Agostino Sansone, 76 anni, ha già scontato una condanna per mafia. I suoi fratelli, Gaetano e Giuseppe, furono arrestati nel ’93. Seguirono subito le sorti di Totò Riina che avevano aiutato nell’ultima parte della latitanza. Agostino, invece, finì in cella nel 2000.
I vecchi boss hanno investito nel settore immobiliare e dei lavori edili, individuando figure insospettabili, come Eugenio Avellino che sarebbe diventato il braccio operativo di Bonura. Gli agenti hanno seguito i loro incontri persino all’interno dei cimitero dei Cappuccini.

