CATANIA – Il clan dei Nizza ed il concetto di “famigghia”: un codice comportamentale assoluto. Le intercettazioni in carcere di Giovanni Nizza, uno dei capi del potente gruppo che si è imposto su Librino e San Cristoforo, estendendo a tratti la propria egemonia pure sul popoloso rione di San Giovanni Galermo, lo confermano. A sentirle sono i carabinieri, assieme ai magistrati della Dda.
Quando Giovanni Nizza parla con Carmelo Christian Patanè è il 2022. Nizza è detenuto. E le parole sono dei macigni. In principio sono esortazioni a non dare confidenza a chi cerca di avvicinarsi al gruppo dopo aver fatto i suoi comodi: “Occhio vivo! (…) Confidenza… confidenza a nessuno! (…) E chi viene viene, chi viene viene per problemi, gli dici: “Dove ti sei fatto l’estate… vi fate l’inverno! Perché quando mangiate… mangiate soli… quando avete i problemi… che sempre mangiate col nome di questi. Noialtri non conosciamo nessuno!”.
Nizza spiega la famiglia al giovane Patanè
Poi torna il Nizza combattente, che s’immagina fuori dalla prigione, pronto a comandare ancora anche da fuori. “Un giorno… quando usciremo… poi sappiamo a chi dobbiamo dare il premio… a chi dobbiamo voler bene… ma non a loro!”.
E la famiglia mafiosa, fa capire, per loro viene al primo posto. Ma è anche famiglia di sangue, perché chi combatte le battaglie di Nizza, cerca di spiegare, non resta mai da solo. Pure i suoi discendenti, afferma – anche se il concetto, letto da fuori, non sembra affatto convincente – avranno un futuro. Dice al ragazzino: “E anche che morite… di malattie… di cose… i vostri figli… i vostri nipoti… sono i nostri figli… Noi li faremo sposare!… Li facciamo sposare! Li vestiamo… gli cerchiamo un lavoro… L’hai capito?”.
La moglie di Nizza e i dialoghi in carcere
Quando Giovanni Nizza parla con sua moglie Rosaria, lei mette in chiaro che vuole tenere unite le famiglie di Nizza. E questo perché c’è il rischio che Lorenzo Saitta, detto ‘lo scheletro’, voglia prendersi la piazza di spaccio di San Giovanni Galermo Era il 2021. E la fibrillazione mafiosa era alle stelle.
“Ora, per esempio, nell’aria c’è una voce, non so se ti è arrivata, nell’aria c’è una voce che lo “scheletro” è tornato in campo un’altra volta! E lo scheletro si prenderà San Giovanni! Perché già ha tutto sistemato!”. Ma poi aggiunge: “L’importante è stare uniti. L’importante è stare uniti anche che… viene un momento brutto, questo è l’importante, rimanere uniti! Lo dobbiamo superare, no? Lo dobbiamo superare!”.
Il “legame di sangue” tra i Nizza e Rosario Lombardo diviene evidente, secondo gli investigatori, da un’intercettazione. Lombardo lo dice chiaramente: “Ma io ti voglio dire… perché ora qua siamo, io… io mi reputo ancora di essere un familiare vostro certo!”.

