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Concordo in pieno, ma anche di più, con l'On Mule' ma mi chiedo" ha idea con quale classe politica ha a che fare . Nn dimentichi che l'Ars è il penitenziario degli intoccabili e impuniti. Se Lei, On Mule' è pronto a questa sfida Le assicuro che il popolo dei siciliani perbene e onesti, il popolo che è sceso in piazza per Falcone e Borsellino, per intenderci, sarà con Lei e contro tutti i delinquenti e malfattori che tengono prigioniera e schiava questa meravigliosa terra.
Ma come si spiega che tutti sanno cosa serve alla Sicilia per migliorare, ma la Sicilia resta tale e quale? Vittima di tutte queste persone ancorate alle loro poltrone e che pensano soltanto ai loro personali interessi. Non basta l'indignazione, ci vorrebbe una vera rivoluzione. Forse la verità è che come popolazione ci meritiamo chi abbiamo votato
Onorevole, un grande passo avanti: il suo abc, Analisi, Bisturi, Contesto, è altra cosa rispetto all'abc, Amici, Burundi, Cannoli, che la sua parte politica ha utilizzato (utilizza ancora?). Ed era di facile realizzazione, si figuri che alcuni amici sono rimasti in attesa. Onorevole, sarà dura per lei. Auguri! Anche a noi.
Caro Direttore, dai dieci contributi e dai venti commenti emerge un quadro abbastanza netto: i problemi sono largamente condivisi — salute, lavoro e giovani, servizi pubblici, infrastrutture — e anche le risorse sono riconosciute: competenze, università, imprese, professionalità. Ma bisogni e competenze spesso non si incontrano. I contributi indicano soprattutto problemi e possibili soluzioni; i cittadini chiedono con maggiore forza responsabilità, concretezza e risultati. È proprio nel punto di incontro tra bisogni e risposte che la politica assume un ruolo decisivo. L’intervento di Giorgio Mulè offre una prima risposta politica a questo disallineamento: partire dai bisogni, programmare gli interventi, far prevalere merito e competenze sulle appartenenze e misurare i risultati. Sarebbe importante che questo rapporto tra bisogni dei cittadini e impegno politico fosse dichiarato da tutti gli intervistati: avremmo una prima agenda pubblica delle priorità e degli impegni. Perché non indirizzare allora “La Sicilia che (non) vorrei” su due domande capaci di individuare le priorità e promuovere trasparenza civica? Quale problema della Sicilia affronterebbe per primo? Lo stato di avanzamento dei progetti deve essere trasparente, fruibile e aperto alle osservazioni dei cittadini? SÌ o NO.
Quando c'è un'azienda a controllo pubblico in attivo, subito di deve vendere! Quelle in perdita restano in mano pubblica!


Non so, cos’è, dovremmo …. festeggiare ? Fatemi sapere !!!.