PALERMO – Ci sono anche storie di omicidi messi a segno e agguati mancati nei racconti di Francesco Chiarello, pentito della cosca di Porta Nuova. I suoi verbali, pieni di nomi, sono stati pubblicati nel nuovo numero di “S”, in edicola da sabato: Chiarello – i cui verbali, nella rivista, sono accompagnati anche dalle ultime rivelazioni di Silvio Guerrera e Andrea Bonaccorso – ricostruisce decine di vicende che riguardano il suo clan, ma parla pure di uomini che gravitavano fra Resuttana e San Lorenzo.
Per esempio la disponibilità di armi di Cosa nostra. “Benedetto Alfano – si legge nell’articolo pubblicato dalla rivista – l’ho conosciuto al terzo piano destro al Pagliarelli… nel 2014… piangeva ‘io ho lavorato sempre solo che mi sono avvicinato a Sandro Diele’ (arrestato nel blitz Apocalisse con l’accusa di avere retto la famiglia dello Zen, ndr)… gli dava mille euro al mese… mi aveva confidato che c’ha delle armi sotto terra, dice… se tu quando esci ti servono delle armi…”. Alfano, arrestato pure lui nel blitz Apocalisse, era addolorato per delle vicissitudini familiari. Una sua parente aveva una relazione con un poliziotto: “Mi disse… questa situazione mi ha fatto perdere la dignità di mafioso”.
Un altro passaggio riguarda le vicende di coloro che passano da un clan a un altro: “Salvo D’Alessandro (pure lui già in cella, ndr) – mette a verbale il collaboratore di giustizia – so che è un ragazzo affiliato alla famiglia di Resuttana… nel 2010 me l’ha presentato Luigi Siracusa… perché Luigi Siracusa (in realtà il cognome è Siragusa, ndr)… è andato a finire nella famiglia di Resuttana tramite lui e Mimmo Consiglio… me lo raccontava Siracusa… siccome al Borgo non lo volevano a Gigetto perché aveva tanti vizi… si drogava e non lavorava e non lo considerava Tommaso Di Giovanni perché lui voleva fare parte della famiglia del Borgo Vecchio… non era affidabile e nel 2011 se n’è andato con la famiglia di Resuttana e poi si sono tirati pure a Tonino Siracusa (cugino di Luigi, ndr) e Marco Tarallo… me l’ha raccontato nel 2014 a Pagliarelli, Luigi Siracusa che ci siamo visti al colloquio dice… ‘u Burgu si tenne i spiuna… il padre di Luigi Siracusa è stato sempre nella famiglia del Borgo Vecchio con Franco Russo detto Diabolik che l’ho tenuto latitante io…”.
Nelle dichiarazioni riportate da “S”, però, ci sono decine di altre vicende. Dai presunti “spioni” di Cosa nostra, accusati da altri mafiosi di aver fatto soffiate, agli agguati falliti e alla ricostruzione degli omicidi degli ultimi anni fatta dall’“intelligence” delle cosche, fino al giro dei buttafuori nelle discoteche e all’attentato al pubblico ministero Nino Di Matteo.
Ci sono anche storie di omicidi messi a segno e agguati mancati nei racconti di Francesco Chiarello, pentito della cosca di Porta Nuova. I suoi verbali, pieni di nomi, sono stati pubblicati nel nuovo numero di “S”. COMPRA QUI LA RIVISTA
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