Mafioso in moto senza casco | Un "peccato" che va perdonato

Mafioso in moto senza casco | Un “peccato” che va perdonato

L'avvocato Igor Runfola

Assolto un imputato già condannato. Contestazione troppo generica.

PALERMO – Girare in moto senza casco è un “peccato” che può essere perdonato anche a un condannato per mafia. L’infrazione del codice della strada non va considerata una violazione della sorveglianza speciale. Da qui l’assoluzione di Michele Patti con la formula “perché il fatto non è previsto dalla legge come reato”.

Il 26 agosto 2016 i carabinieri fermano due persone a bordo di uno scooter Honda Sh in una strada dello Zen. Il passeggero è Patti, condannato per mafia nel processo “Eos” contro i clan di Resuttana e San Lorenzo. Ha finito di scontare la pena, ma è obbligato a rispettare una serie di prescrizioni. Tra queste, come previsto dalla misura della sorveglianza speciale, ci sono le generiche indicazioni di “vivere onestamente ” e “rispettare le leggi”.

L'avvocato Igor Runfola

Il legale di Patti, l’avvocato Igor Runfola, ha citato una sentenza del 2017 delle Sezioni unite della Corte di Cassazione in cui è stato stabilito che un “sorvegliato speciale che viola prescrizioni generiche non commette reato”.

Il giudice per le indagini preliminari Guglielmo Nicastro, che ha assolto l’imputato, richiama la giurisprudenza della “Corte europea per i diritti dell’uomo”. Le prescrizioni di “vivere onestamente e di rispettare le leggi” hanno un “contenuto, amplissimo e indefinito”, che “non è in grado di orientare il comportamento sociale richiesto”.

In sostanza “non sono individuate quelle condotte socialmente dannose, che devono essere evitate, e non sono prescritte quelle socialmente utili, che devono essere perseguite. In questa situazione di incertezza il sorvegliato speciale non è in condizione di conoscere e prevedere le conseguenze della violazione di una prescrizione che si presenta in termini così generali”.

Da qui l’assoluzione di Patti per cui il pubblico ministero aveva chiesto la condanna a un anno di carcere.


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