CATANIA. E’ gravemente malato e i tre piani di scale dell’immobile in cui vive lo hanno praticamente reso prigioniero. Angelo Di Paola, 69 anni, la sua storia in realtà non è tanto diversa dalle altre. Al contrario, è ormai un classico che si ripete al quartiere Librino, purtroppo. Intanto, quella vissuta dalla moglie Grazia, dal figlio Giuseppe residenti al terzo piano della palazzina Q, al viale Grimaldi 18 è una vera odissea. L’ascensore c’è ma non è mai entrato in funzione. I familiari ogni qual volta devono portare il parente fuori per le cure e le visite sono costretti a caricarlo in spalla. Ad aiutarli è il nipote Davide. L’immobile è proprietà dell’Istituto Autonomo Case Popolari.
“Non possiamo andare avanti così – spiegano il figlio e il nipote – , fino a quando non c’erano problemi di salute facevamo le scale senza lamentarci, ma adesso questi tre piani stanno diventando un incubo che rendono tutto ancora più difficile”.
A settembre i familiari scoprono il brutto male di cui è affetto Angelo, e da allora stanno tentando il tutto per tutto per curarlo. Ma le sue condizioni purtroppo al momento non migliorano, l’uomo, ormai non ha più le forze per camminare e trascorre le giornate a letto. “Anche nel periodo in cui faceva la radioterapia dovevamo portarlo in braccio con tutti i pericoli che questo comporta. È anche alto, in due non ce la facciamo quasi. Perché se l’ascensore c’è non é possibile utilizzarlo?” – domandano.
La famiglia vive nel palazzo da ormai quasi 28 anni. L’ascensore c’è sempre stato, ma non sarebbe mai stato funzionante. Dall’esterno l’attuali impianto e cabina appaiono nuovi: sei anni fa infatti l’Iacp avrebbe cambiato l’ascensore con uno più moderno, ma non sarebbe mai entrato in funzione. Uno spreco, insomma. “Aspettavamo che l’istituto si interessasse e compiesse un intervento – proseguono – ma non ha poi attivato l’ascensore. Pensiamo che il collaudo sia avvenuto, ma non sappiamo neppure a chi rivolgerci per sapere cosa occorra fare. Abbiamo chiesto aiuto alla sesta municipalità, e il presidente Lorenzo Leone ha subito scritto all’Istituto ma nulla si è mosso”.
Al viale Grimaldi 18, sono sette le palazzine, e tutte dotate di ascensore, ma a parte un paio, il resto, – stando al racconto degli abitanti – sarebbero sempre stati fuori uso. Il signor Angelo peraltro non sarebbe l’unico malato residente nel complesso. ” Le scale sono anche strette, – dicono – e non perfettamente illuminate in tutte le rampe. È un dramma ogni qual volta dobbiamo portare mio padre fuori, per giorno 19 abbiamo già in programma una visita, e siamo già in confusione all’idea di doverlo trasportare giù e su per le scale. Chiediamo solo che venga messo in funzione, al più presto”.

