PALERMO – Prima la conclusione del confronto con gli assessori per verificare le esigenze di ogni singolo ramo dell’amministrazione regionale, poi l’avvio del dialogo con i gruppi parlamentari per capire gli orientamenti (e gli umori) dell’Ars. Sono giorni di lavoro ma anche di massima cautela a Palazzo d’Orleans, dove il governatore Renato Schifani e l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino ragionano sulla strategia migliore per far giungere in porto l’ultima manovrina del 2026.
Manovrina, più di una ipotesi in campo
L’unica cosa certa è che l’approvazione del ddl in Giunta non avverrà prima di metà luglio. Voci dal Parlamento segnalano che l’Esecutivo potrebbe decidere di approvare un testo base, che inizierebbe così il suo percorso all’Ars da completare poi in itinere prima del via libera della commissione Bilancio con la concordia delle forze parlamentari, ma l’ipotesi viene smentita categoricamente da fonti governative.
Il nodo dei Rendiconti
In parallelo gli uffici della Regione, dopo il via libera al Rendiconto 2020, lavorano al Rendiconto 2021 e attendono le motivazioni della Corte dei conti sul risultato del 2022. Da qui, secondo i piani del governo, si libereranno 263 milioni di euro che rappresenteranno linfa vitale per la manovrina. Anche i magistrati contabili, dal canto loro, stanno lavorando di gran lena, nel solco di un rinnovato rapporto di stima reciproca con Palazzo d’Orleans, e per mercoledì 8 luglio è fissata l’udienza per la Parifica del Rendiconto 2023.

L’ipotesi di uno slittamento a settembre
Il calendario, però, scorre inesorabile e a questo punto è possibile che Sala d’Ercole venga chiamata a lavorare fino alla prima settimana di agosto per approvare una manovra che potrebbe superare i 400 milioni di euro. Questa, però, è soltanto una delle ipotesi in campo, mentre c’è chi continua a prevedere un rinvio di tutti i giochi a settembre.
Il confronto sulle richieste degli assessorati
Bisognerà attendere questa settimana, infatti, per chiudere la partita dei vari assessorati con la messa a terra delle prime variazioni tecniche e le richieste non mancano. Si tratta del secondo giro di consultazioni, dopo il primo di due settimane fa. Al Territorio e ambiente, ad esempio, si vorrebbe replicare la misura dello scorso anno per la rigenerazione dei parchi urbani: oltre 240 i progetti finanziati dall’assessorato guidato da Giusi Savarino sul 2025, con un investimento di circa 12,5 milioni di euro. A seguire partirà il dialogo con i deputati sui cosiddetti Fit (Fondo per gli investimenti nei territori), formula battezzata in un recente incontro tra Dagnino, i deputati di Forza Italia e il commissario degli azzurri in Sicilia Nino Minardo.
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Le insidie dell’Ars
L’Esecutivo, intanto, guarda con la massima attenzione all’atteggiamento dell’Aula rispetto al pacchetto di emendamenti presentato al ddl Stralcio 1030. All’interno diverse misure che stanno a cuore al governo, come la deroga al divieto di assunzioni per Seus, Ast, Sicilia Digitale e Mercati agroalimentari Sicilia. Tra le proposte governative anche una iniezione di liquidità per il settore idrico: i 19 milioni di euro per Siciliacque, che da anticipazione si trasformano in contributo straordinario, e i due milioni di euro per Aica e l’Assemblea territoriale idrica di Agrigento.

Martedì cruciale, tra Aula e commissione
L’aula è fissata per domani, martedì 7 luglio. Nello stesso giorno un altro momento decisivo per il governo, questa volta in commissione Bilancio, presieduta da Dario Daidone: l’esame della riforma della dirigenza regionale.




