MARSALA – Per bancarotta fraudolenta e “impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita”, il tribunale di Marsala ha condannato tre persone, due di Salemi (Trapani) e una di origine tunisina a complessivi otto anni di carcere.
Marsala, le condanne e i nomi
Tre anni di reclusione ciascuno sono stati inflitti a Aldo Domingo e a Rosario Gisone, mentre a due anni è stato condannato Saad Kacem. Il processo è stato avviato a seguito del fallimento, dichiarato nel 2021, della società “Nicol Chef”, operante nel settore della distribuzione alimentare. Nel corso del dibattimento, gli imputati si sono difesi dichiarando di non avere mai avuto la sostanziale gestione della società.
Il pm aveva invocato 4 anni e un mese per Domingo, tre anni e mezzo per Gisone e tre anni per Kacem. Gisone e Kacem erano stati amministratori della società in tempi diversi. Il primo era il genero del precedente amministratore, Nicolò Ardagna, mentre il nordafricano da anni svolge a Salemi attività di commercio ambulante.
Le indagini
Dalle loro dichiarazioni è emerso che la società era materialmente gestita dall’Ardagna, che aveva prima chiesto all’ex genero e successivamente al Saad Kacem di inserirsi nella compagine societaria. All’epoca dei fatti, infine, Aldo Domingo, nipote dell’Ardagna, era da poco maggiorenne.

