Mattarella alla Fincantieri: colloquio con Schifani sul ciclone

Mattarella alla Fincantieri: colloquio con Schifani sui danni del ciclone

Le parole del Capo dello Stato

PALERMO – Lavoro e futuro. Il lavoro delle maestranze di Fincantieri e il futuro di una città, Palermo, e dell’intera Sicilia.

È su questi due temi che si sofferma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, arrivato a Palermo, nella sua Palermo, per un evento che celebra la storia del Cantiere navale.

Prima però Mattarella si intrattiene col governatore della Sicilia, Renato Schifani, e con il sindaco, Roberto Lagalla. Chiede notizie sui danni provocati dal ciclone Harry che ha flagellato l’Isola.

Mattarella alla Fincantieri

Ad accogliere il capo dello Stato ci sono il vice presidente della Camera Giorgio Mulè, dell’Assemblea regionale Nuccio Di Paola e il prefetto Massimo Mariani. A fare gli onori di casa il presidente e l’amministratore delegato di Fincantieri, Biagio Mazzotta e Pierroberto Folgiero.

Una visita veloce nello stabilimento insieme al direttore Marcello Giordano che descrive l’attività del cantiere e i lavori per la realizzazione del traghetto Costanza I di Sicilia, commissionato dalla Regione siciliana, e la nave Tritone.

Quindi Mattarella raggiuge la tensostruttura allestita per la cerimonia di celebrazione della storia del Cantiere navale. Ci sono le massime autorità civili e militari.

“Il Cantiere navale è una parte identificativa della nostra storia sociale, economica e umana”, dice il sindaco Roberto Lagalla. Una storia che “ci impegna nel percorso di rilancio dell’intera città”.

“Oggi il Cantiere navale di Palermo è una realtà di riferimento globale dell’economia del mare, con capacità di intervento manutentivo e realizzazione di navi che solcano i mari del mondo”, spiega il presidente della Regione siciliana, Schifani

“Un’attività – aggiuge Schifani – che unisce il lavoro di maestranze professionali e altamente specializzate, di tecnici e disegnatori, ma anche di artigiani eredi di antiche capacità. Un polo di lavoro metà industriale e metà artigianale, dove operai e tecnici palermitani si confrontano con esperienze, usi e costumi stranieri che giungono dal mare. Sosterremo questo polo produttivo, non solo con le commesse, ma con investimenti pubblici. Questo è l’impegno che prendo oggi”.

Al di là dei protocolli e delle scalette a scaldare il cuore dei presenti sono soprattutto gli interventi due lavoratori dello stabilimento. Uno dei più anziani, Pietro Mercurio, racconta che “sono arrivato qui che avevo 18 anni. Dopo 40 anni questa è la mia vita, la mia casa, la mia famiglia. Amo questo lavoro come lo amava mio padre e come lo ama mio figlio. Io ci metto sempre il cuore”.

Salvatore Geloso ha vent’anni e sale sul palco con l’entusiasmo tipico dei più giovani: “Faccio parte di una storia, mi hanno accolto come in una famiglia e adesso mi impegno per crescere. Sto anche studiando per laurearmi in ingegneria”.

Ed è soprattutto a loro che Mattarella rivolge il suo pensiero. “Ho visto in loro una tradizione, un senso di appartenenza che si trasmette – spiega -. Lo spirito del cantiere passa di generazione in generazione”.

Presidente e amministratore di Fincantieri ribadiscono l’impegno e gli investimenti per lo stabilimento palermitano aprendo ampie prospettive future.

Mattarella lo sottolinea nel suo intervento: “Ho visto tanti lavori in corso, ma tutto punto si basa sul lavoro delle maestranze”.

Senza di loro non avrebbe potuto essere scritta una storia iniziata nel lontano 1897 per volontà di Ignazio Florio. “Recando grande beneficio all’economia nazionale e grande prestigio all’Italia“, conclude il presidente della Repubblica.

Fincantieri ha allestito una mostra fotografica per accogliere il presidente. Gli scatti sono stati inseriti in un volume che racconta la storia dello stabilimento. Due foto attirano lo sguardo. Ritraggono la nave “Quirinale” costruita a Palermo nel 1963 e Piersanti Mattarella che scende da un’imbarcazione. Era il presidente della Regione, fratello del capo dello Stato, e fu assassinato dalla mafia nel 1980.

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