"Mattia, hai lottato tanto..." | Orestano, un dolore infinito

“Mattia, hai lottato tanto…” | Orestano, un dolore infinito

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Nella foto Roberto Orestano e Rosa Parrinello
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Aveva quindici anni, Mattia. Il terribile incidente a Ferragosto.

PALERMO-  Non si sa perché accada. Perché sia proprio la bontà a conoscere, spesso, l’offesa della sventura. Perché sia la gentilezza a rimanere inchiodata alla croce del dolore. Non si sa perché, ma è così. Luca ha scritto su facebook, come per urlare: “Lasciami gridare rinnegare il cielo. Prendere a sassate tutti i sogni ancora in volo. Li farò cadere ad uno ad uno. Spezzerò le ali del destino. E ti avrò vicino (..). Ci vedremo un giorno come questo fratello mio. Hai lottato contro pure te stesso. Ti amo tanto”.

E’ un’Ansa, un’agenzia di mezzogiorno che dà allo strazio percepito la sostanza della notizia: “E’ morto all’Ismett dove era ricoverato da quattro mesi Mattia Orestano di 15 anni, che con la sua famiglia a Ferragosto scorso era a bordo della Mercedes che nell’impatto con un’altra auto sull’autostrada Trapani-Palermo, è finita in un viadotto: sul colpo morirono il capofamiglia Roberto Orestano di 49 anni, la moglie Rosa Parrinello di 47 anni e la figlia Miriam Chiara di 18 anni. E’ stato Luca Orestano, l’unico superstite del tragico incidente, ad annunciare sul proprio profilo Fb la morte del fratello, che era uscito dal coma ma le cui condizioni erano rimaste gravi”.

Rosa e Roberto, qui riprodotti in una foto della felicità. E un funerale pieno di grazia, di gente che deponeva fiori e riconoscenza con le lacrime. Rosa che aveva avuto un incubo, sognando un incidente, qualche giorno prima. Roberto che sapeva essere gentile, ma deciso e tosto, quando il principio contava più del dubbio. Luca che aveva raccontato tutto: “Stavamo dormendo. Mio padre era alla guida. Mio fratello più piccolo era sopra le mie gambe. In un attimo è stato tutto buio. Il volo dal viadotto. Lo schianto. Ho visto mia madre e mia sorella che non respiravano più. Mio fratello e mio padre che chiedevano aiuto. Poi sono arrivati i soccorsi, ma per mio padre non c’è stato nulla da fare”. Miriam che tutti chiamavano, musicalmente, Mimì.

Ora quella sciagura si accresce ancora, sulla strada di un dolore infinito. A Palermo piove. Ci sono ombrelli indaffarati e persone che affrontano i fastidi di un giorno d’autunno, imprecando e non sapendo quanto siano fortunate. Sul profilo facebook di Luca, c’è una foto con Mattia. Quando la pioggia cade così forte, resta solo un po’ d’amore. (rp)

 


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