Medicina, concorso contestato |Le note di Alchimia ed Equomed - Live Sicilia

Medicina, concorso contestato |Le note di Alchimia ed Equomed

Il portavoce della prima, Angelo Caponnetto e il presidente della seconda associazione, Gaetano Palumbo (nella foto), intervengono evidenziando le problematiche relative al concorso e alla sua organizzazione.

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CATANIA – E’ pioggia di reazioni dopo le contestazioni del concorso per specializzandi, per via di alcuni errori procedurali. Tra questi, anche quelli dell’associazione Alchimia e dell’associazione equomed i cui rappresentanti, Angelo Caponnetto e Gaetano Palumbo intervengono evidenziando le problematiche relative al concorso e alla sua organizzazione. “Un tanto auspicato concorso nazionale privo di infiltrazioni e clientelismi locali, si è trasformato in un aborto inficiato da disparità di trattamento nelle diverse sedi – afferma Angelo Caponnetto portavoce di Alchimia.  Anche come partecipante diretto al concorso – aggiunge – mi sento in dovere di raccontare in breve la vicenda e dare le mie impressioni; fin dal primo giorno si percepiva un’aria strana, come se il tanto atteso concorso stesse disattendendo le aspettative dei più, che negli ultimi mesi avevano chiesto ed ottenuto finalmente una selezione all’insegna della trasparenza e della meritocrazia.

La prima analisi che va fatta, riguarda innanzitutto la disparità di trattamento; i candidati sono stati suddivisi lungo tutto lo Stivale con Aule che prevedevano circa 8 medici, altre da 30, alcune da 100, sino ad arrivare ad aule da 300,con una disparità di rapporto tra membri di commissione esaminatrice e candidati palesemente disomogenea. Anche il tema dei materiali in dotazione per lo svolgimento dei quiz, pare poco chiaro e non paritario, infatti i computer che nel bando si diceva fossero privi di connessione telematica, in realtà in alcune sedi, risultavano abilitati alla connessione a internet. Viene da chiedersi se tale possibilità di navigare sul web, possa essere stata sfruttata da alcuni candidati. Ciliegina sulla torta; nella seconda giornata compare nelle mani delle varie commissioni una circolare, allegata agli atti, che esorta i membri ad inasprire i controlli di sicurezza (avranno percepito qualcosa di non buono).

Concludo dicendo che tutto ciò che abbiamo vissuto in quei giorni è raccapricciante, sgradevole e tutt’altro che meritocratico, dato che, a mio parere, in questo modo viene premiata non la qualità e la formazione del medico, ma solamente la disomogeneita di trattamento nelle diverse sedi concorsuali. Invito i miei colleghi a non starsene con le mani in mano, affinchè quello che abbiamo vissuto non si ripeta mai più e chi ha sbagliato paghi e si assuma le responsabilità di questo scempio”.

Dello stesso tenore anche quando afferma Gaetano Palumbo, presidente di Equomed. “Gli errori procedurali avvenuti durante questo concorso, oltre che svilire la figura dei giovani colleghi partecipanti, rischia di trasformarsi in un boomerang che potrebbe ritorcersi sulla formazione specialistica. Oltre a voler esprimere la mia solidarietà ai giovani colleghi partecipanti al concorso, credo che ciò che è accaduto, debba essere tema di una riflessione importante. Senza entrare troppo nello specifico, cosa che ha già fatto l’amico e collega Angelo Caponnetto, penso che in questa vicenda si siano evidenziati palesi errori di gestione da parte del MIUR. Certamente la disparità dei controlli nelle diverse sedi e la disomogeneità dei materiali in dotazione, rappresentano sicuramente un segnale allarmante di un concorso, che a questo punto, di meritocratico sembra avere veramente poco.

In ultimo completa il quadro, di un evidente stato di confusione gestionale, l’inversione delle date delle prove dei quiz specifici e generali, prima con un annuncio da parte del MIUR che lasciava intendere un annullamento di tale prova e in seconda fase una frenata che annunciava che non vi sarebbe stata nessuna ripetizione dei test. Ciò da un quadro desolante della gestione complessiva del concorso, che oltre a mortificare l’impegno di tanti colleghi, rischia di procurare un enorme danno alla formazione specialistica.

Appare quasi scontato che un concorso nazionale, pieno zeppo di errori procedurali, aprirà la strada a dei ricorsi, anche legittimi, da parte di parecchi candidati, che se dovessero andare in porto, porterebbe ad una situazione ingestibile, in cui gli atenei italiani dovrebbero farsi carico della formazione di quasi diecimila medici, rispetto ai cinquemila e cinquecento previsti. Credo che i vizi di forma siano stati parecchi e grossolani, e penso sia comportamento serio, che chi ha sbagliato, causando danni alle istituzioni e ai partecipanti, debba essere chiamato a rispondere. In questo paese abbiamo bisogno di trasparenza e professionalità, non di leggerezze che possano rendere ancora più critica la situazione di un sistema sanitario nazionale che già adesso non gode di buona salute.

 


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