MENFI (AGRIGENTO) – Il sindaco di Menfi, in provincia di Agrigento, Vito Clemente protesta da oggi, con un presidio permanente organizzato nella località balneare di Portopalo, contro i ritardi, secondo lui dovuti all’assessorato regionale alle Infrastrutture, che impediscono da 2 anni di dare seguito al progetto per la rimozione della posidonia che invade il litorale e i fondali. La posidonia non permette ai pescatori di lavorare e condiziona lo sviluppo turistico di una costa che, peraltro, si fregia della bandiera blu.
“Attendiamo una risposta da 24 mesi”
“Da almeno 24 mesi aspettiamo risposte, l’atteggiamento del governo della Regione nel corso del tempo si è rivelato a dir poco ambiguo, non riusciamo a capire perché”, dice il sindaco.
“Non mi muoverò da Portopalo – aggiunge – fino a quando l’assessore Aricò in persona non verrà qui a spiegarci perché questo progetto continua ad essere fermo, devo ricordare che il porto è di proprietà della Regione, non del Comune”.
Responsabile del progetto ai domiciliari
Per questo progetto di rimozione della posidonia e di dragaggio del porto di Menfi, il responsabile unico del procedimento era Giancarlo Teresi, il super burocrate della Regione finito recentemente agli arresti domiciliari nell’ambito di un’inchiesta su mafia e corruzione della Dda di Palermo che coinvolge anche l’imprenditore mafioso e massone Carmelo Vetro.
La replica dell’assessore Aricò: “Lavori avviati e conclusi in breve tempo”
“Grazie a una procedura d’urgenza attivata dall’Assessorato regionale alle Infrastrutture saranno avviati e conclusi in tempi brevi i lavori per la rimozione della posidonia oceanica nell’area portuale di Menfi“, lo afferma l’assessore Alessandro Aricò, commentando la richiesta di intervento giunta dal presidio permanente a Porto Palo.
“Come già anticipato all’Amministrazione comunale, sono state reperite le risorse economiche necessarie e mercoledì 15 aprile effettueremo un sopralluogo tecnico con l’obiettivo di risolvere le criticità nel più breve tempo possibile. Il precedente progetto non è più utilizzabile in quanto oggetto di indagini da parte della Procura della Repubblica, a seguito di recenti vicende legate ad atti corruttivi e a presunte infiltrazioni mafiose che hanno interessato, nelle scorse settimane, alcuni soggetti appartenenti al Dipartimento. L’Assessorato ha proceduto tempestivamente alla sostituzione dei dirigenti e dei funzionari coinvolti, avviando contestualmente la stesura di un nuovo progetto pienamente conforme ai requisiti di legalità e trasparenza”.
“Attraverso l’attivazione della procedura di urgenza i lavori potranno concludersi in tempi brevi, in modo da salvaguardare la stagione e limitare i disagi per il territorio e gli operatori – ha concluso l’assessore Aricò -. Monitoreremo costantemente l’iter dell’intervento, garantendo la massima collaborazione istituzionale nel rispetto delle esigenze della comunità”.

