L'arresto del deputato Mancuso, spunta un'altra "tangente"

Mancuso, spunta un’altra “tangente”. Soldi in auto: “Regalo di mia suocera”

Erano sotto il tappetino. L'onorevole: "Servivano per lo shopping"

PALERMO – Potrebbe essere la storia di una nuova tangente incassata dal deputato regionale Michele Mancuso. Il sospetto della Procura di Caltanissetta è forte. Parte dai duemila euro trovati nella macchina dell’onorevole di Forza Italia.

La perquisizione in auto

Il 16 gennaio scorso il pm notifica a Mancuso l’invito a presentarsi per l’interrogatorio preventivo dopo il quale l’indagato è finito agli arresti domiciliari. Scopre allora di essere sotto inchiesta per corruzione. Contestualmente la polizia si presenta con un decreto di perquisizione nella sua abitazione a Milena. Il controllo si estende alla Alfa Romeo Giulia della moglie.

Il nome dell’infermiere

I poliziotti trovano sotto il tappetino della macchina un foglio A4, legato con un elastico e i soldi in banconote da 20 e 50 euro. Sul foglio sono indicati nome, cognome e numero di matricola di un infermiere dell’Asp. Ci sono poi i riferimenti a due città siciliane.

Mancuso spiega che i soldi gli sono stati regalati dalla suocera per Natale e dovevano servire per degli acquisti in un noto negozio di arredamento e articoli per la casa. A confermarlo, aggiunge, ci sono dei messaggi WhastApp e le telecamere del negozio.

E il foglio con il nome dell’infermiere? Una casualità, lo aveva riciclato senza prestarci troppa attenzione. Era sì una segnalazione per un trasferimento, una delle tante che riceve ma a cui non ha dato seguito. Non conosce la persona citata.

Mancuso: “Tangente? No, soldi per lo shopping”

Perché nascondere i soldi sotto il tappetino e tenerli lì per giorni? Per evitare, si giustifica Mancuso, di andare in giro per lo shopping con tutto quel denaro in tasca. Si ricordò della somma di denaro il 14 gennaio al momento di pagare in un negozio. Eppure i soldi sono rimasti dov’erano altri due giorni ed è per questo che secondo la Procura il racconto di Mancuso non sarebbe credibile.

Le indagini sulla posizione lavorativa dell’infermiere sono ancora in corso. Il giudice per le indagini preliminari Santi Bologna, che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari, cita esplicitamente l’episodio. Il deputato di Forza Italia, vice presidente del gruppo parlamentare all’Ars “ha dimostrato di poter esercitare influenze illecite sull’intero territorio regionale. Si è infatti reso protagonista di una vicenda corruttiva nella quale avrebbe ricevuto la somma in sequestro per esercitare la sua interferenza, quale deputato Ars, ai fini dell’accoglimento dell’istanza di trasferimento dell’infermiere”.

Si tratterebbe, dunque, di una quarta mazzetta che si aggiungerebbe alle tre già contestate per un totale di 12 mila euro che avrebbe incassato dai responsabile di un’associazione in cambio del finanziamento di alcuni spettacoli musicali.


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