"Moderati insieme alle Europee | Abbiamo riavviato la Formazione"

“Moderati insieme alle Europee | Abbiamo riavviato la Formazione”

Intervista a Roberto Lagalla. "I leghisti dicono che alla kermesse centrista c'erano 'reduci'? Si vede che non erano presenti".

L'INTERVISTA
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5 min di lettura

PALERMO – A Roberto Lagalla, assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione, non piace sentire parlare di “dualismo” dentro il centrodestra. Anche malgrado gli stracci volati dopo la kermesse centrista organizzata da lui e Saverio Romano che ha gettato le basi per la creazione in Sicilia di un listone dei moderati con Forza Italia. Lagalla riduce le intemperanze leghista a un aspetto della “ricchezza della coalizione”, che resta quella di centrodestra, anche perché bisogna aspettare di capire che sarà del Pd dopo il congresso. E sulla formazione professionale, dopo il calvario degli ultimi anni, l’assessore assicura che la normalità si avvicina.

Onorevole Lagalla, la vostra manifestazione centrista, con i commenti conseguenti interni alla coalizione, ha svelato, laddove ve ne fosse bisogno, un dualismo marcato nel centrodestra tra popolari e populisti. Come lo valuta?

“Non credo che si possa parlare di dualismo. Io credo che occorra fotografare la situazione. Esiste una coalizione di centrodestra che governa questa Regione e all’interno della quale si riconoscono sensibilità inevitabilmente differenziate. C’è un’area che viene da un’esperienza più moderata, cattolica, popolare e una che si riconosce in una storia più francamente di destra. Questo non crea dualismo ma una ricchezza di posizioni ben bilanciate”.

Voi moderati intanto state pensando a un progetto comune per le Europee.

“È evidente che in vista delle Europee l’idea, alla quale Forza Italia ha dato un assenso col suo coordinatore regionale, potrebbe esser quella di recuperare l’unità dei centristi moderati per farne un soggetto politico competitivo, tanto da dare forza al governo in Sicilia e rafforzare la presenza moderata nel Parlamento europeo”.

Ha letto che qualche leghista di Sicilia ha parlato di quella kermesse come di una riunione di “reduci” da “spazzare via”?

“Chi l’ha detto probabilmente non era presente all’evento nel quale invece si rinvenivano tante facce nuove, non frequentatori abituali delle occasioni politiche. Ma soprattutto si sono ritrovati lì tanti giovani, tanti professionisti, persone desiderose di riprendere a parlare di politica. Fermo restando che anche l’esperienza in politica serve”.

Come guarda a quello che sta succedendo nel Pd? Da lì può arrivare un vostro interlocutore o per ora c’è solo il centrodestra così com’è?

“Come dice sempre, e bene, il presidente della Regione, noi abbiamo una coalizione che governa in Sicilia con una maggioranza assolutamente risicata e non è certo vietato o escluso che sulla base di un convincimento che nasce dalle proposte del governo alcuni deputati possano liberamente scegliere di votare per le proposte della giunta, ancorché posti all’opposizione. Per quanto riguarda le prossime possibili ed eventuali dinamiche del Pd credo sia materia futuribile anche in relazione al fatto che il congresso nazionale in questa direzione darà una risposta. Il Pd alla fine di questa avventura resterà unito o perderà dei pezzi?”.

Lei ha parlato della possibilità di deputati di opposizione che votano con il governo. Il che accade, per esempio è accaduto non di rado con Sicilia Futura. Il problema è che altrettanto non di rado i deputati di centrodestra votano contro. C’è un problema di coesione della vostra coalizione?

“In ogni coalizione per quanto politicamente coesa, che però sconti la difficoltà di numeri estremamente risicati, è molto facile che si vengano a determinare delle sofferenze e delle fibrillazioni. È chiaro che in un caso di questo genere anche una singola fibrillazione può rappresentare un vulnus molto più ampio della sua naturale portata”.

In giunta dovete varare finanziaria e bilancio. Ci sono state difficoltà come quelle legate all’incidente con la Corte dei conti. Lei è ottimista?

“Io credo che grazie alla sensibilità di tutti l’incidente con la Corte dei conti sia ritornato nel suo alveo e nel suo profilo istituzionale avendo peraltro noi recuperato per intero le informazioni che dalla posizione della Corte dei conti provenivano. Per quanto riguarda la situazione di bilancio è noto che è sofferente da tempo. Questo suggerisce prudenza e soprattutto scelte responsabili. Faremo ogni tentativo per approvare il bilancio nei tempi più brevi possibili, magari rinviando al successivo collegato le situazioni che possano essere oggetto di dibattito. È chiaro che va condivisa col governo nazionale la spalmatura del debito in un arco temporale più ampio”.

A proposito di tempi, quali saranno quelli per la sua legge sul diritto allo studio, molto attesa?

“È una iniziativa alla quale il governo Musumeci ha guardato con attenzione dal primo momento per colmare un gap legislativo che affliggeva la Sicilia da sempre. La quinta commissione ha concluso la discussione degli oltre duecento emendamenti trasferendo la legge stessa alla commissione Bilancio. Mi auguro che esaurita la fase istruttoria il presidente dell’Assemblea trovi uno spiraglio nei lavori per inserirla. Rispetto al clima che si è respirato in commissione debbo esprimere grandissimo apprezzamento tanto per i deputati della mia coalizione tanto per quelli dell’opposizione che non hanno fatto mancare contributi costruttivi”.

E sulla formazione professionale? Avete fatto dei passi avanti: quando pensa che si potrà tornare a un contesto di normalità?

“Noi fino adesso abbiamo confermato 874 corsi su 940 finanziabili. Abbiamo fatto fino a questo momento 597 atti di decretazione per l’attivazione e altri 267 sono in corso. Già sono partiti 72 corsi in Sicilia che hanno avviato in aula 1.080 studenti. Abbiamo reclutato dall’albo 3.186 incarichi di insegnamento. Questo ci dice che abbiamo riavviato la formazione in Sicilia così come avevano promesso di fare. Da qui a qualche settimana conosceremo il destino dell’Avviso 8, il che significa che per un biennio tutte le attività di formazione saranno coperte. E poi potremo mettere mano alla legge di riforma della formazione professionale”.

Verso quale riforma mi muovete?

“È chiaro che la legge di riforma è necessaria. Va rivista la critica situazione dell’albo dei formatori che rappresenta esigenze ridondanti rispetto agi effettivi fabbisogni. Sapevamo che non potevamo ricollocare tutti i formatori per i quali sono necessari altri interventi, come i prepensionamenti. Ma tutto resta subordinato alle decisioni sul piano nazionale in materia di reddito di cittadinanza e regole pensionistiche”.


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