Mondello, l'eterna guerra alle cabine: ricorso per fermare la stagione

Mondello, l’eterna guerra alle cabine: ricorso per fermare la stagione

Commenti

    In un Paese civile tutto ciò non sarebbe stato possibile! La spiaggia è di tutti, come l’aria, l’acqua, il mare, il sole, ecc! Mah!

    Mi sembra più che giusto annullare la concessione.
    Tanto i politici regionali hanno pure annullato i canoni di locazione. Quindi non solo non pagano affitto, ma ricevono pure contributi per la pandemia. La magistratura dovrebbe indagare a fondo

    domanda:
    non risultano essere stati emessi i decreti attuativi dal demanio marittimo per nessuna concessione siciliana.
    come mai *SOLO* questa società ha messo le cabine?
    Ancora si stanno verificando le estensioni al 2033, ma niente di attuativo.

    Già come mai ciò?

    Si è visto in questi giorni come i palermitani hanno cura dalla spiaggia. Sarebbe un letamaio per tutti. Speriamo che questo non accada. I lidi a pagamento sono in tutta Italia

    Voi pensate che se va via la società Italobelga, la spiaggia sarà libera e di tutti? Siete illusi. Sarà lottizzata, divisa tra club sportivi, attività di ristorazione ecc. Così poi vi va bene? E se rimane qualche parte libera chi pulirà la spiaggia? Il comune Molte di queste attività sono state sempre sponsor per togliere le cabine. Riflette Gente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI