PALERMO – Sollecitare il governo nazionale perché definisca regole “utili” a difendere i livelli occupazionali dei call center di tutta Italia, e quindi anche di Palermo, impegnando grandi aziende come Tim, Vodafone, Wind, Enel o Sky a riconvertire i lavoratori e a delocalizzare il meno possibile. Questo quanto chiede un ordine del giorno presentato dal consigliere comunale di Sicilia Futura Giovanni Inzerillo e approvato venerdì scorso da Sala delle Lapidi. Un documento che chiede al sindaco e al presidente del consiglio comunale di sollecitare il Governo Musumeci a mettere a disposizione soldi e strumenti per la formazione professionale da cui il settore in Sicilia è rimasto tagliato fuori.
I call center a Palermo contano 4.500 addetti e il Comune, a fine maggio, ha anche istituito un tavolo con le parti sociali e le aziende, nel tentativo di frenare la crisi del comparto, colpito dalla delocalizzazione e dalla concorrenza dei Paesi meno avanzati.

