Montante e le "talpe" all'Antimafia |Attaguile, Lega: “Non ero io” - Live Sicilia

Montante e le “talpe” all’Antimafia |Attaguile, Lega: “Non ero io”

Collaborazione di Elena Giordano. Giallo sulle domande fatte a Venturi durante una seduta "segreta" dell'Antimafia nazionale.

INCHIESTA DOUBLE FACE
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CATANIA – L’esponente della Lega, ex parlamentare catanese Angelo Attaguile, giura di non essere una delle presunte talpe della Commissione nazionale Antimafia di cui parla Antonello Montante nelle intercettazioni. Talpe che avrebbero posto, al “nemico” Venturi, determinate domande suggerite dal leader nisseno degli industriali, oggi ai domiciliari per associazione per delinquere.

LE INTERCETTAZIONI – Il 30 dicembre del 2016 le cimici della Squadra mobile di Caltanissetta guidata da Marzia Giustolisi intercettano una conversazione tra Montante e Linda Vancheri, ex assessore regionale alle attività produttive. Quel giorno erano stati a Tusa per incontrare Crocetta, ma è sulla strada del ritorno, che i microfoni registrano Montante che parla dell’audizione in Commissione parlamentare Antimafia del 13 dicembre 2016. Una audizione che avviene in uno dei momenti di massima tensione tra Montante, Marino e Venturi.

SEDUTA “SEGRETA” – Il verbale della seduta di commissione è stato secretato, ma non per tutti. Proprio Montante spiega che “in Commissione un c’è nenti di segretu pirchì tutti su dda…segretato per gli esterni, no? Secretato cosa serve…ca nun nesci”.

Il leader degli industriali evidenzia che Venturi – come ha ricostruito la Gip Maria Carmela Giannazzo – era stato convocato perché lo aveva richiesto.

All’improvviso Montante inizia a parlare “in maniera a dir poco sorprendente”, commentano gli inquirenti, come si fosse svolta l’audizione di Venturi, che aveva parlato di “Crocetta, mafia, potere e gestione del potere”, domandandosi, “evidentemente in maniera ironica”, se quelle circostanze potessero costituire un “reato”.

LE TALPE – Montante, proprio mentre gli atti sono secretati, elenca le domande poste a Venturi, “un sacco di cose brutte”, che “tutte le mie domande ha fatto”, dice il leader degli industriali. Ma chi avrebbe fatto le domande a Venturi, su commissione di Montante? Incrociando l’ordinanza di custodia cautelare, con il verbale dell’Antimafia, non più secretato dall’agosto 2017, spunta non solo il nome di Angelo Attaguile, ex deputato della Lega che, però, contattato da LiveSicilia, nega.

LE DOMANDE – Prima domanda, dice Montante, se Venturi “fosse indagato a Caltanissetta”. Chiede Attaguile: “Desideravo chiedere al dottor Venturi se è indagato dalla Procura di Caltanissetta in base a delle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia”. I magistrati ricostruiscono una seconda domanda, “se stesse effettuando in quel periodo lavori pubblici in autostrada”. La prima a chiedere informazioni su questo elemento è Rosanna Scopelliti, eletta con il Pdl: “Volevo sapere se poteva confermare alla commissione se la sua società, la Sidercem, mentre lei era assessore, ha avuto dei rapporti di affari con ANAS, con Ferrovie, con Invitalia quindi con società che avevano rapporti con la giunta di governo di cui lei era assessore”. Venturi nega, e Attaguile rincara la dose: “In questi lavori è stato dato anche un lavoro, l’S640, il cui finanziamento è stato accordato dalla Regione, quindi dato dalla giunta. Era ad una sua società”. “Noi – risponde Venturi – stiamo lavorando sulla 640, abbiamo avuto questo incarico dopo che sono stato assessore regionale, non prima. Sul lotto prima, infatti, quando io ero assessore, non abbiamo lavorato”. E ancora, Montante si riferisce alla richiesta, fatta a Venturi, di spiegare chi avesse denunciato. A chiedere è sempre la Scopelliti: “Vorrei sapere se è possibile a quale procura distrettuale li ha denunciati e se per caso già c’è un esito dei processi in corso”. Venturi ribatte spiegando di aver fatto i nomi all’ex procuratore di Catania Giovanni Salvi, che lo convocò.

LA CONCLUSIONE – I magistrati ritengono che l’intercettazione tra Montante e Venturi “offre una straordinaria conferma alla premessa dalla quale si era partiti, servendo a dimostrare, ancora una volta, come l’odierno indagato avesse attivato tutti i canali di cui dispone – in tal caso, a quanto pare di comprendere, ai più alti livelli istituzionali – per giungere a screditare lo stesso Venturi e, nel caso di specie, fargli fare “mala figura” in un così rilevante consesso istituzionale”.

 

 


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