Morto il superpoliziotto Bruno Contrada a 94 anni

Morto Bruno Contrada, il superpoliziotto dei misteri

Bruno Contrada
Fu il numero 3 del Sisde

PALERMO – È morto Bruno Contrada, avrebbe compito 95 anni a settembre. Per anni poliziotto in prima linea contro la mafia a Palermo, venne arrestato con l’accusa di concorso in associazione mafiosa il 24 dicembre del 1992. In primo grado fu condannato a 10 anni, ma la sentenza fu ribaltata in appello e il funzionario fu assolto.

L’ennesimo colpo di scena ci fu in Cassazione, quando l’assoluzione fu annullata con rinvio e il processo tornò alla corte d’appello di Palermo che, il 25 febbraio del 2006, confermò la condanna a 10 anni. La sentenza divenne definitiva nel 2007.

Bruno Contrada, che aveva subito una lunga custodia cautelare in carcere, tornò in cella. Il funzionario, tra il carcere e i domiciliari per motivi di salute, aveva scontato tutta la pena. Nel 2015, però, i giudici europei condannarono l’Italia a risarcire il superpoliziotto, nel frattempo sospeso anche dalla pensione, ritenendo che Contrada non dovesse essere né processato né condannato perché all’epoca dei fatti a lui contestati (1979-1988) il reato di concorso in associazione mafiosa, non “era sufficientemente chiaro”.

L’ex numero tre del Sisde ha incassato 285 mila euro (103 mila per i 440 giorni di carcere e 181 mila per i 1540 giorni di detenzione domiciliare). All’inizio gli era stata riconosciuta una cifra che superava i 600 mila euro, poi ridotta in appello. Il punto è stato il reato contestato. I giudici di secondo grado scrissero che non si configurava il concorso esterno, ma eventualmente si poteva profilare il favoreggiamento alla mafia.

Nella motivazione del risarcimento spiega che Bruno Contrada “ha oggettivamente contribuito a rafforzare Cosa nostra, ponendo in grave pericolo l’ordine pubblico ed arrecando un grave danno alla credibilità stessa dello Stato, per la cui difesa altri fedeli servitori, divenuti scomodi ostacoli da eliminare, hanno perso la vita”. Ed ancora: “… tale forma di collusione realizzata dall’imputato” è “sussumibile nella fattispecie dell’articolo 378 del codice penale”. Appunto il favoreggiamento. Reato ampiamente prescritto quando Contrada fu condannato. Dunque non doveva essere arrestato. Da qui l’ingiusta detenzione

Poliziotto dei misteri. Dalle stragi di mafia al duplice omicidio del poliziotto Nino Agostino e della moglie Ida Castelluccio: il nome di Contrada, a torto o a ragione, è sempre stato presente.

Funerali il 16 marzo

Si terranno il 16 marzo i funerali di Bruno Contrada. Il corteo muoverà dall’abitazione in via A. Majorana e la salma sarà tumulata nel cimitero dei Rotoli.

Nell’androne dello stabile popolare c’è il quaderno delle condoglianze con una decina di firme e la dedica dei nipoti: “Rimarrai sempre nei nostri cuori nonno Bruno”.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI