“Aspettami sempre amore mio, ci rivediamo nei sogni, nel mare, e nelle cose belle della vita”. Annalisa Tartamella ricorda così sui social il fidanzato Manuel Piazza, morto dopo averla protetta dall’auto che i due si sono visti piombare addosso nei pressi del porto di Trapani. La coppia aveva appena lasciato il ristorante dove aveva cenato e si stava dirigendo verso la propria vettura.
L’incidente è avvenuto sabato 24 gennaio. Il 30enne, originario di Milano e residente ad Arese, titolare di una ditta specializzata nella realizzazione di mobili su misura, ha lottato contro la morte per alcuni giorni. Inizialmente trasportato all’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani, è stato poi trasferito a Palermo ma le lesioni riportate nell’impatto si sono rivelate troppo gravi e il suo cuore ha smesso di sbattere.
La passione per il mare e per i viaggi
Annalisa Tartamella è viva grazie a lui e oggi si ritrova a dover fare i conti con un dolore indicibile. Biologa nutrizionista, originaria di Favignana, ha aperto uno studio a Trapani poco più di un anno fa. In comune, i due giovani fidanzati avevano l’amore per i viaggi e per il mare.
Manuel Piazza non era nato su un’isola come la fidanzata ma era rimasto folgorato dalle Egadi. Appassionato di immersioni subacquee, era apparso ne “Il bianco nel blu”, il documentario di Igor D’India che racconta le foreste di corallo nero di Marettimo. Il videomaker palermitano ha voluto rendergli omaggio via social: “Abbiamo perso un amico e un appassionato esploratore dei fondali marini”.
La fidanzata di Manuel Piazza: “Ti porterò ovunque andrò”
A Marettimo, Annalisa e Manuel si erano immortalati – sorridenti e felici in barca – lo scorso agosto. A inizio gennaio, invece, la coppia aveva trascorso alcuni giorni di vacanza sulla neve, in Trentino, inconsapevole della tragedia che sarebbe avvenuta di lì a poco e che è racchiusa in quella oggi che oggi lei descrive come “la nostra ultima foto insieme”. “Siamo andati a vedere il mare ed eri felice”, scrive a corredo dell’immagine.
Ricordi e momenti che l’accompagneranno per sempre: “E io adesso sarò i tuoi occhi, il tuo corpo e ti porterò ovunque andrò. Amavamo scoprire il mondo insieme. Sei e resterai sempre la luce della mia vita”. Annalisa Tartamella condivide anche il post con cui un’amica dipinge lo smarrimento, la rabbia e il dolore provati a margine di una serata spensierata finita nel peggiore dei modi.

Il post dell’amica: “In un attimo tutto è cambiato”
“Era solo una cena tra amici riuniti a un tavolo – esordisce Irene Pizzimenti su Facebook – Risate, bicchieri pieni, discorsi leggeri. Tutto sembrava normale, tutto sembrava eterno, e ci guardavamo l’un l’altro senza immaginare che quella sera sarebbe diventata un inferno. E in un attimo tutto è cambiato”.
“In un secondo la gioia svanisce, e tutto si accende dei lampeggianti di un’ambulanza – prosegue -E adesso andiamo avanti cercando di non fare rumore, tenendoci in piedi l’un l’altro, imparando ogni giorno a stare accanto a chi è rimasto, senza sapere davvero come si fa. Non si può tornare a casa da una cena tra amici con una morte addosso. Non si può vivere la frattura di una vita spezzata per un gesto fatto con leggerezza, per un attimo di incoscienza che diventa eterno”.
“Ogni giorno saliamo in macchina come se nulla potesse accaderci – rimarca ancora la donna – Come se le regole fossero dettagli insignificanti. Come se fosse sempre una gara silenziosa a chi è più furbo. E poi succede l’irreparabile. E noi restiamo lì, a cercare risposte ovunque: nella strada, nei dossi che mancano, nella luce che non c’era”.
“Proteggi la tua Annalisa da lassù”
“Indigniamoci prima. Facciamolo prima – aggiunge Irene Pizzimenti – Diciamolo, sottovoce o urlando, quando un amico ha bevuto troppo e prende le chiavi, quando un fratello guarda il telefono invece della strada, quando qualcuno corre come se intorno non ci fossero vite. Perché non si può morire così. Non si può morire perché qualcuno decide di andare troppo veloce in un’arteria centrale della città, in una sera qualunque”.
“Quello che stiamo vivendo sembra un film – conclude – Ma non lo è. È tutto terribilmente reale. Ed è ingiusto. Ed è fragile. L’unica cosa che resta è sperare che questo dolore non diventi un’abitudine, che non si ripeta mai più. Ciao Manuel. Proteggi la tua Annalisa da lassù. Noi resteremo qui, insieme, a prenderci cura di lei e a non lasciarla mai sola”.
Di Manuel Piazza, morto a 30 anni davanti al mare di Trapani, resta un gesto che nessuno potrà mai dimenticare.

