Musumeci, la Lega e Forza Italia| I grillini tifano per lo strappo - Live Sicilia

Musumeci, la Lega e Forza Italia| I grillini tifano per lo strappo

Il governatore a Pontida non piace a Miccichè. E per i 5 Stelle FI dovrebbe lasciare il governo

PALERMO – Nello Musumeci va a Pontida alla tradizionale kermesse leghista ed è subito polemica. Ma tra i commenti politici sul tema che hanno movimentato il fine settimana, si fa notare quello del Movimento 5 Stelle, che mette nel mirino non i rapporti tra il governatore e il Carroccio quanto piuttosto quelli tra Musumeci e Forza Italia.

Se infatti il Pd ha attaccato il presidente per la sua presenza all’evento leghista, che in passato si era caratterizzato per toni antimeridionalisti, i grillini pongono una questione diversa al governatore. “Musumeci dica chiaramente ai suoi elettori da che parte vuole stare, invece di sostare nel limbo dell’ambiguità. Sta con Forza Italia? Con la Lega? O con due piedi in una scarpa, visto che l’accozzaglia travestita da coalizione di Governo, con cui ha vinto le elezioni in Sicilia, si è sfaldata da tempo e non esiste più? Invece di fingere, Musumeci prenda atto che governa sulle sabbie mobili”, dice la capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Ars Valentina Zafarana. E a rincarare la dose ci pensa il vicepresidente dell’Ars Giancarlo Cancelleri. “Mentre in Sicilia governa con Forza Italia, Musumeci va al raduno della Lega. Solo il peggiore dei dorotei democristiani – afferma Cancelleri – potrebbe farlo: sono due cose incompatibili”. “Coerenza vorrebbe – aggiunge – che Forza Italia uscisse dal governo della Regione, ma ormai è fin troppo evidente che Micciché e soci preferiscono fare i raccattapalle di Musumeci”.

Insomma, per i grillini che con la Lega governano il Paese, il problema non è quello della vicinanza del governatore al partito di Salvini, come invece rimarca il Pd. Ma semmai il suo persistente legame con Forza Italia, il partito di Berlusconi che i pentastellati non hanno voluto al governo, sottoscrivendo il contratto con il Carroccio solo dopo il passo di lato del Cavaliere. A Palermo come a Roma rimane Forza Italia l’ostacolo principale per una collaborazione tra la destra sovranista a cui è ascrivibile Musumeci e i pentastellati. E la nota dei grillini arriva al culmine di una settimana in cui le Istituzioni regionali hanno lavorato per rinsaldare il rapporto di collaborazione con il governo romano. Prima con la visita in commissione Territorio del sottosegretario Dall’Orto e il suo impegno sul tema della continuità territoriale, poi con la presenza a Palazzo d’Orleans del ministro per il Sud Lezzi che con Musumeci ha sottoscritto un protocollo di collaborazione relativo all’impiego dei fondi europei.

Il vento giallo-verde che soffia da Roma, però, si infrange in Sicilia sul muro del vecchio centrodestra che nell’Isola resta a trazione forzista, come hanno dimostrato le ultime amministrative. I rapporti tra le due anime della coalizione sono notoriamente complicati, le travagliate vicende dell’Ars lo testimoniano. E lo stesso leader di Forza Italia Gianfranco Miccichè lo rimarca a ogni buona occasione, come ha fatto nel fine settimana commentando così la presenza del presidente della Regione alla festa leghista: “Preferisco un Nello Musumeci che parla di Sud al tavolo col ministro Lezzi, piuttosto che quello in piedi che applaude Matteo Salvini sul prato di Pontida”. E dal Pd Antonello Cracolici sottolinea la scomoda posizione dei grillini: “Il Movimento 5 Stelle corre il rischio di trovarsi presto in un cortocircuito: sostenere Salvini a Roma ed essere in contrapposizione a chi è sostenuto da Salvini in Sicilia. Non sarà facile superare questa contraddizione a meno che non aprano in tempo gli occhi e fermino, anche dalla Sicilia, quella che considero la deriva più minacciosa per l’Italia”.

Sia DiventeràBellissima sia la Lega sono intervenute a difesa di Musumeci. Alessandro Aricò, capogruppo all’Ars del movimento del presidente della Regione, ha sottolineato tra l’altro che “la sua presenza a Pontida, rappresenta anzitutto un gesto di rispetto nei confronti di un alleato”. Così come quella degli altri governatori di centrodestra invitati da Salvini. Di analogo tenore la dichiarazione del deputato leghista siciliano Tony Rizzotto: “Rispondere all’invito di un leader politico di un partito amico non vuol dire aderire a quel partito, ma semplicemente attestare una convergenza politica ed una volontà e capacità di dialogo all’interno di una coalizione”. Una coalizione che pur tra mille difficoltà ancora lì sta, con buona pace dei pentastellati.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI