"Musumeci mi prendeva in giro... Schifani? Mi ha mandato a..."

“Musumeci mi prendeva in giro… Schifani? Mi ha mandato a…”

Commenti

    Micciche’ha il merito storico di aver messo fine al malgoverno di musumeci e dei suoi assessori. Schifani non comincia bene ma si vedrà dai prossimi passi se riuscirà ad affrancarsi dal sistema marcio.

    Gianfranco ora però non esagerare perchè rischi di somigliare al famoso pulcino Calimero della nota pubblicità Miralanza di tanti anni fa che si lamentava di non essere ascoltato e di avere tutti contro solo perchè era piccolo e nero……..

    Adesso fa la vittima dopo avere fatto il rompiscatole

    L’importante è che in questa legislatura non sieda in parlamento l’ex on. Cordaro che non ha mai lavorato per lo sviluppo della nostra terra.

    Caro amico hai fatto il tuo tempo per non aggiungere altro

    Finalmente Micicche’ è fuori!
    Dei gratias

    **assessorato all’Agricoltura è un assessorato che non ha più senso di esistere*** Perchè non ha cercato di abolirlo quando era presidente dell’Ars??
    **Musumeci mi prendeva in giro ogni giorno** MHA!! non ho molte simpatie per musumeci, ma quello che è certo che lei gli ha tarpato le ali.
    **Non vuole i miei consigli e non glieli do** ha dato mai consigli giusti per la sicilia?? se la risposta è si, non vedo dei risultati
    **In Sicilia ne vedremo delle belle** ha già!! sin’ora abbiamo visto davvero cose belle, di sicuro con lei solo”assessore” spero davvero che le cose migliorino.

    @vincenzo: concordo

    Micciche è nel bene o nel male sempre Micciche, un politico di cui nessuno può farne a meno,vedremo l’armata Brancaleone di schifani cosa saprà fare….

    Finalmente fuori dalle balle!!!

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Egr. sott. Puglisi, anche questo suo articolo, come quasi tutti quelli che ho avuto il piacere e l'onore di leggere, è pura poesia, toccante e commovente. Tralasciando, per il momento, la mia opinione sulla totale assenza delle Istituzioni su cui mi sono sempre espresso, credo che, purtroppo, non sarà facile raggiungere il cuore di ragazzi delle Zen che "camminano" armati: la questione, a mio avviso, è di carattere culturale. Il contesto nel quale il “ragazzo che cammina armato” è nato e cresciuto gli ha impartito i “valori” della ingiustificata prevaricazione, della violenza, della criminalità, dell’odio. Si, certo, senza un apparente perché, senza un “giustificato” motivo ma, più banalmente e più semplicemente, per dare sfogo ad una rabbia repressa o a qualcosa che ci somiglia, ma che ci sfugge, avendo avuto ciascuno di noi la “fortuna” di appartenere alla società civile, nonostante i tutti i suoi limiti e tutti i suoi difetti. Oltre il contesto sociale, ancor peggio, c’è il contesto familiare: un ragazzo che commette un crimine punibile con un ergastolo (si appura già tramite intercettazioni ambientali negli istituti di pena) viene “consolato” dai propri cari e rassicurato che la condanna sarà limitata nel tempo. Non ci sono parole utili alla “rieducazione”, bensì l’incoraggiamento a mantenere vivo l’orgoglio. Del resto, essendo cresciuto in una famiglia dove i valori e l’educazione sono indirizzati al disprezzo di tutto ciò che rappresenta lo Stato, non avendo altri termini di confronto, credo che sia quasi scontata la condotta quotidiana del ragazzo che cammina armato, non capacitandosi perché mai dovrebbe fare diversamente. Non vorrei apparire ripetitivo rispetto a precedenti miei commenti, ma rimango fermamente convinto che la totale assenza delle Istituzioni ed il totale abbandono del territorio, sono i principali responsabili morali del degrado morale che ha colpito al cuore il quartiere dello Zen e, purtroppo per tutti noi, non soltanto lo Zen, non soltanto tutti i quartieri di periferia, ma adesso anche il resto della città.

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