"Sforato patto di stabilità" |Leonardi convoca capigruppo - Live Sicilia

“Sforato patto di stabilità” |Leonardi convoca capigruppo

Secondo la Corte dei Conti la provincia avrebbe sforato nel 2010 il patto di stabilità. Ipotesi che se fosse confermata significherebbe sanzioni pesantissime per l'Ente. Ieri era previsto un incontro a Palermo con il commissario Liotta ma è saltato. L'argomento sarà affrontato oggi nella riunione dei capigruppo del consiglio provinciale convocata dal presidente Leonardi (nella foto).

PROVINCIA, CORTE DEI CONTI
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3 min di lettura

Palazzo dei Minoriti, sede della Provincia

CATANIA – Nuova tegola per la Provincia etnea. Il patto di stabilità per l’anno 2010 non sarebbe stato rispettato dall’Ente. A riferirlo è la Corte dei Conti, precisamente l’ufficio che si occupa del “supporto controllo gestione enti locali Sicilia”. In una nota inviata via fax il 7 febbraio 2013 all’indirizzo del Commissario straordinario Antonella Liotta, si legge: “Con deliberazione n.1515/2012/prse questa sezione ha accertato la presenza di gravi irregolarità nella contabilizzazione di somme imputate dall’ente “ai servizi per conto di terzi” con refluenze sul calcolo dei saldi rilevanti ai fini del rispetto dei vincoli imposti dal patto di stabilità interno”. I giudici contabili precisano inoltre che “con la suddetta pronuncia la Sezione ha pertanto imposto alla Provincia regionale di Catania di verificare il permanere del rispetto degli obiettivi del Patto di Stabilità per l’esercizio 2010 dopo aver provveduto alla corretta imputazione delle somme impropriamente allocate alla voce “altre per servizi per conto di terzi”.

Da quanto si evince nel documento, però, questo non sarebbe avvenuto. Infatti scrivono: “Dalla documentazione inviata dall’Ente e dall’esame della deliberazione del Consiglio provinciale n.88 adottata in data 8 ottobre 2012 (trasmessa a questa sezione il 30 gennaio 2013) è emerso che la Provincia non ha provveduto ad adottare la misura correttiva richiesta dalla Corte in quanto la deliberazione citata si limita ad effettuare delle mere simulazioni di conteggi”. All’Ente viene contestato un “calcolo non esatto” finalizzato all’ottenimento della “conclusione del permanere del rispetto degli obiettivi del patto di stabilità 2010”. (Leggi)

Giovanni Leonardi, presidente del consiglio provinciale

Per capire quali scenari si aprirebbero per l’Ente, LiveSiciliaCatania ha sentito il presidente del Consiglio provinciale, Giovanni Leonardi, che ha annunciato: “Domani affronteremo con la massima urgenza questa questione durante il lavori della conferenza dei capigruppo: è il primo punto all’ordine del giorno”. Sulle prossime mosse della Provincia, Leonardi ha riferito: “Sono fiducioso nell’operato del collegio dei revisori e del commissario straordinario, che si è già attivato prontamente. Sul versante del consiglio – ha aggiunto- posso già riferire che lavoreremo su questo faccenda con la massima sollecitudine. Già nello scorso anno – ha sottolineato il Presidente dell’aula di Palazzo dei Minoriti- avevamo approvano una delibera che accoglieva le misure correttive proposte della corte dei conti, ora però quell’iniziativa sembra essere vana e se le cose permangono in questo modo il patto di stabilità è sforato per il 2010, e quindi – ha concluso- per il 2011 e il 2012 andrebbero applicate le sanzioni previste dalla legge.

Antonella Liotta, Commissario straordinario

Intanto però l’audizione fissata a Palermo davanti ai giudici della corte di giovedì 14 febbraio è saltata per problemi di salute del magistrato titolare della nota.

Qualora venisse confermata l’ipotesi dei magistrati della Corte dei Conti, sulla provincia di Catania si abbatterebbe un quadro sanzionatorio non indifferente. Secondo lo schema proposto dalla testata online www.leggioggi.it è questo lo scenario che si profilerebbe per le casse di Palazzo dei Minoriti;

Taglio del fondo sperimentale di riequilibrio o del fondo perequativo pari alla differenza tra il risultato registrato e l’obiettivo programmatico e comunque per un importo non superiore al 5 % delle entrate correnti registrate nell’ultimo consuntivo.

Gli enti che hanno sforato il Patto sono assoggettati al limite alle spese correnti, che non potranno superare il valore minimo dei corrispondenti impegni assunti nell’ultimo triennio.

Il divieto di assunzioni abbraccia il personale di ruolo e a tempo determinato, i co.co.co. e i contratti di somministrazione di lavoro temporaneo. Sono inoltre vietati i contratti di servizio con soggetti privati che si configurino come elusivi del blocco.

Divieto di ricorrere a mutui e prestiti per il finanziamento degli investimenti.

Taglio del 30%, rispetto al valore risultante alla data del 30 giugno 2010, delle indennità di funzione di sindaci (o presidenti di provincia) e assessori dei gettoni di presenza dei consiglieri comunali (o provinciali).

 


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