“Il senso della missione non è soltanto portare viveri, ma fermare il genocidio messo in atto a Gaza dal governo israeliano. Noi siamo qui per affermare il diritto all’esistenza dei palestinesi in un mondo che non riconosce più i diritti. La mia vita, come quelle di tutti, è in secondo piano, viene dopo rispetto a questo principio”.
Nino Rocca, storico volontario palermitano, è sempre stato un radicale difensore dei più deboli. Lo ha fatto e continuerà a farlo a Palermo, dove, da anni, cerca di rammendare i corpi e le anime strappate dal crack. Adesso, la stella polare della sua coerenza lo ha chiamato a bordo della Global Sumud Flotilla in viaggio verso Gaza. “Si va avanti e non si torna indietro”.
“Dietro di noi – dice Nino – abbiamo tantissime persone che sono scese in piazza a manifestare per Gaza. Che non sopportano più le atrocità, i massacri, i bambini che muoiono di stenti. Come si può chiudere gli occhi davanti a questo? Il nostro cuore è spezzato, distrutto. Come si fa a mettersi da parte, lasciando ai nostri figli un mondo senza diritti? Noi siamo qui per questo. Il resto, lo ripeto, viene dopo”.
La navigazione dunque procede e non prevede cambiamenti. “Stiamo per unirci alle altre navi che sono partite dalla Sicilia e poi faremo rotta verso Gaza, dove arriveremo dopo una prima ondata – conclude Nino -. Il nostro scopo è riaffermare la pace come elemento fondamentale della convivenza. Israele sta violando tutte le regole. La nostra non è una iniziativa simbolica, dobbiamo fermare il genocidio e possiamo farcela”.
