Non c'è accordo in Commissione | Salta la spending review? - Live Sicilia

Non c’è accordo in Commissione | Salta la spending review?

Non c'è intesa sul testo che avrebbe dovuto prevedere l'assestamento di bilancio, la revisione della spesa e parte del ddl 900. Servono 39 milioni, il governo avrebbe trovato un terzo di quella cifra. Molti deputati chiedono ora l'approvazione di un testo "tecnico" solo per ripianare il disavanzo.

Nessun accordo in Commissione bilancio. Così, il testo “omnibus” che avrebbe dovuto contenere l’assestamento, la spending review e parte del ddl 900, potrebbe tornare in Aula con lo stesso identikit col quale è stato discusso oggi in Commissione, per essere sottoposto al voto dei deputati. Ma a quel punto, l’esito sarà un’incognita. Oppure, si deciderà di operare un semplice intervento “tecnico” di ripianamento del disavanzo, rimandando al futuro gli interventi per rispondere ad alcune emergenze.

Da quanto filtra dalla Commissione bilancio, infatti, non sarebbero chiare le coperture alle spese necessarie soprattutto per cinque aree: precari, trasporto pubblico, collegamenti con le isole, Ast e dissalatori. Per chiudere l’assestamento dando risposte a queste voci servirebbero circa 39 milioni di euro. Ma il governo avrebbe reperito appena un terzo di quella somma, attraverso riduzioni di spesa e attingendo al fondo di quiescenza dei dipendenti regionali.

Così, sono diversi adesso i parlamentari a chiedere l’approvazione di un assestamento “tecnico”. In pratica, si chiederà solo di coprire il disavanzo da 2,4 milioni di euro. In quel caso, sarebbe a rischio anche la spending review. Per questo motivo, il presidente dell’Ars Francesco Cascio ha convocato una conferenza dei capigruppo per capire quali margini ci siano per una possibile intesa sul testo. Ma già in Aula, non c’è un grande ottimismo: Fabio Mancuso, infatti, ha chiesto di approvare “solo l’assestamento di bilancio. Il governo – ha detto – ritiri i suoi emendamenti. Non c’è nemmeno la copertura finanziaria per alcune voci importanti”. Secondo Salvino Caputo “la Sicilia è stata devastata, messa in ginocchio. Oggi non possiamo dire ai precari che saranno più precari, nè che non potremo assicurare i trasporti alle isole, o si fermeranno i dissalatori. Oggi diamo un segno tangibile di amore e d’affetto per la Sicilia. Poi saranno i cittadini a decidere chi è responsabile o connivente di questo sfascio. Non arrivi più nessun emendamento, e il governo trovi le coperture, perché ognuno di quegli argomenti è un dramma per la Sicilia”. Per il capogruppo di Grande Sud Titti Bufardeci, invece, il rischio è “che questa legislatura si concluda nella maniera più indegna possibile”, mentre Marianna Caronia ha definito “deprimenti” gli esiti della Commissione bilancio. Ma il governo sembra avere intenzione di andare avanti: “Questa classe politica – ha detto l’assessore Armao – ha la possibilità, finalmente, di dare un segno di cambiamento”.


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