Non risarcì un suo operaio | Chiesto il fallimento dell'azienda

Non risarcì un suo operaio | Chiesto il fallimento dell’azienda

Non risarcì un suo operaio | Chiesto il fallimento dell’azienda

Condannato a risarcire il danno ai parenti di un suo operaio, morto durante il lavoro, l'imprenditore Vincenzo Sparacio non ha mai saldato il suo debito. Ora il legale dei familiari della vittima, Antonino Leonardo Cinà, ha chiesto il fallimento dell'azienda.

PALERMO - IL CASO
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PALERMO – Condannato a risarcire il danno ai parenti di un suo operaio, morto durante il lavoro, l’imprenditore Vincenzo Sparacio non ha mai saldato il suo debito. Ora il legale dei familiari della vittima, Antonino Leonardo Cinà, ha chiesto il fallimento dell’azienda. A condannare Sparacio a un anno e 4 mesi di carcere e 200mila euro di provvisionale a titolo di risarcimento del danno in favore della moglie e dei figli di Cinà era stato prima il giudice di Termini Imerese, poi la Cassazione. Per i giudici la morte del dipendente, investito mentre installava cartelloni pubblicitari della ditta Sparacio – nell’incidente era morto anche l’investitore – era oggettivamente imputabile all’imprenditore che aveva incaricato l’operaio di una mansione non prevista dal contratto. La sentenza aveva stabilito anche la provvisionale in favore delle parti civili. Ma l’imprenditore non ha mai saldato il suo debito. Da qui l’iniziativa del legale Giuseppe La Barbera di chiedere il fallimento della ditta. Il tribunale fallimentare ha fissato l’udienza e si pronuncerà nei prossimi mesi.

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