PALERMO – “Erano in otto, quattro ragazze e quattro ragazzi. Uno di loro si è avvicinato e ci ha prima aggredito verbalmente, poi è esplosa la violenza”. Inizia così il racconto dell’ennesima notte di follia a Palermo, in cui ad avere la peggio sono stati due giovani.
L’aggressione
Come hanno denunciato all’associazione “Filiis Palermo”, si sono ritrovati improvvisamente sull’asfalto, rischiando di essere travolti dalle auto, mentre il branco sferrava calci e pugni. E’ successo nella zona del tribunale, a pochi metri dalla storica cornetteria in cui la coppia si era poco prima recata. “Erano le tre e un quarto di sabato notte – racconta a LiveSicilia il ragazzo aggredito -, io e la mia amica, che dall’estero si è da poco trasferita a Palermo, eravamo in attesa di comprare dei cornetti, ma siamo stati improvvisamente raggiunti da un giovane”.
“Richieste oscene, poi la violenza”
“Era basso, aveva la barba folta, capelli neri. Dal suo sguardo non escludo fosse sotto l’effetto di qualche sostanza. Ha cominciato a fare richieste oscene alla mia amica, ha tentato di afferrarla per un braccio, ad avvicinarla a sé, strattonandola. Lei si è ribellata, in inglese ha cominciato a urlare, tentando di farlo andare via. Mi sono rivolto a questa persona dicendo che avremmo soltanto voluto prendere i cornetti e andare a casa, sperando che si allontanasse. Ma niente da fare”.
“Nel frattempo è arrivato un altro ragazzo del gruppo che ha invitato il primo ‘a lasciare stare, per fare lavorare quelli dell’attività’. Ma poco dopo ci hanno raggiunto anche davanti all’auto, che avevo parcheggiato in un punto non visibile da chi lavora nella cornetteria”.
“Calci e pugni dappertutto”
Lì, la situazione sarebbe degenerata. “Sono stato spinto contro la macchina, non appena mi sono girato, mi è arrivato un pugno in faccia. A quel punto ho aperto la portiera e ho cercato di immobilizzare chi mi ha aggredito: voleva entrare nell’auto con una violenza inaudita. Per terra sono riuscito a bloccarlo, ma i suoi amici erano già sul piede di guerra. Ragazzi e ragazze si sono uniti e hanno cominciato a massacrarmi. Mi hanno dato calci e pugni dappertutto, spalle, testa, schiena. Ero stordito, non capivo più niente, ho cercato di proteggermi in ogni modo, la mia amica ha tentato di difendermi, ma è stata colpita a sua volta”.

“Le ragazze hanno colpito la mia amica”
Il branco avrebbe infatti poi preso di mira anche la ragazza: “L’hanno spinta ed è finita per terra, in mezzo alla strada. Le auto sfrecciavano, abbiamo rischiato di essere travolti. Le ragazze di quel gruppo hanno cominciato a prenderla a calci, senza pietà”. Il branco si sarebbe poi dato alla fuga, facendo perdere le proprie tracce.

“Abbiamo denunciato tutto ai carabinieri e saranno analizzate le immagini delle telecamere – prosegue -. Io ho riportato una ferita alla fronte, la mia amica ha le ginocchia gonfie, ferite sulle gambe, una frattura al dito“. ma oltre alle conseguenze fisiche, ci sono quelle emotive: “Palermo è diventata invivibile – commenta con amarezza – e viene la voglia di mollare tutto e andare via. Negli ultimi mesi, ogni volta che si è verificato un episodio di violenza, ho pensato di lasciare questa città”.
“Stavolta è successo a me e il desiderio è ancora più forte. Da sabato mi sento molto giù, sconfortato. Lunedì non sono andato al lavoro, evito di uscire, non sto ancora bene. Per fortuna ci sono ragazzi come quelli dell’associazione “Filiis Palermo”, che con grande coraggio dimostrano che non tutto è perduto e stanno facendo un grande lavoro rivolgendosi a chi vuole cambiare davvero la nostra città. Il loro impegno deve essere da esempio per ognuno di noi”.

