Omicidio Licari, il presunto killer: | "Il Dna sulla tazzina? Impossibile" - Live Sicilia

Omicidio Licari, il presunto killer: | “Il Dna sulla tazzina? Impossibile”

Baldassare Licari, il pensionato ucciso a Borgetto

"Incastrato" dagli esami biologici, Antonino Muratore si professa innocente. Nega di essere mai stato a casa del pensionato di Borgetto, ucciso l'anno scorso.

BORGETTO - LE INDAGINI
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PALERMO – Nega tutto. Si sorprende persino che ci sia il suo Dna sulla tazzina del caffè trovata in casa della vittima. Perché lui, Antonino Muratore, dice di non averci messo piede – “mai” – nell’abitazione tra Montelepre e Borgetto dove l’anno scorso è stato ammazzato Baldassare Licari, 64 anni, capo cantoniere in pensione. Eppure per quel delitto l’uomo, 76 anni, si trova in carcere con l’accusa di omicidio proprio perché c’era la sua saliva sul bordo della tazzina. Stamani il giudice per le indagini preliminari deciderà se confermare il fermo disposto dal procuratore aggiunto Claudio Corselli e dai sostituti Dario Scaletta e Claudio De Lazzaro.

Nel corso dell’interrogatorio di ieri durato una trentina di minuti Muratore non si è limitato a proclamarsi innocente. È andato oltre. Ha detto di avere visto pochissime volte Licari, di non sapere neppure come arrivare sul luogo del delitto (gli hanno mostrato una mappa e delle foto) e, soprattutto, di non avere bevuto dalla tazzina da cui è stato estratto il profilo genetico. Come c’è finito allora il suo Dna? “Già, come c’è finito?”, si è chiesto Muratore nel corso dell’interrogatorio.

A lui i poliziotti del commissariato di Partinico sono risaliti scavando nella vita della vittima. Hanno scoperto che la figlia di Muratore nel 2008 aveva intentato una causa contro Licari. Questioni di vicinato per via della collocazione di un recipiente nell’abitazione in paese, a Borgetto. Può essere questo il movente del delitto? La banale lite può avere acceso la scintilla che ha portato al regolamento di conti? Tale, infatti, viene definito quanto accaduto nel novembre 2013 nella campagne tra Montelepre e Partinico.

Muratore era davvero fra coloro che hanno fatto fuoco con due pistole, una 357 magnum e una calibro 22? I killer di Licari sono gli stesi che hanno bevuto il caffè in casa sua porco prima di ucciderlo? Muratore – come confermano le analisi biologiche – quel caffè lo ha bevuto, però “nega l’evidenza”. Al di là dell posizione di Muratore c’è ancora molto da chiarire. A cominciare dalla dinamica dei fatti. I killer hanno colpito Licari in casa per poi inseguirlo mentre tentava di mettersi in salvo raggiungendo la macchina. Oppure è stato Licari ad inseguire i sicari che si stavano allontanando e che a quel punto sarebbero tornati indietro per uccidere il pensionato, già ferito all’interno della casa.


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