CATANIA – E’ una delle prime udienze che Andrea Nizza affronta di presenza dopo la sua cattura. Collegato in video conferenza da un carcere del nord Italia ha partecipato all’apertura del processo d’appello che lo vede alla sbarra per l’omicidio di Lorenzo Saitta, freddato nel 2006. In primo grado era stato condannato dal Gup Alessandro Ricciarello alla pesante pena di 30 anni di reclusione. All’epoca il narcotrafficante dei Santapaola era ancora latitante. Coimputati di Nizza, alcuni dei suoi più fidati fiancheggiatori e soldati del gruppo di Librino, Martino Cristaudo, Agatino Cristaudo, Salvatore Cristaudo (collaboratore di giustizia), Eros Condorelli e Giovanni Privitera.
L’udienza si è aperta con una lunga e dettagliata relazione letta dalla consigliera Elisabetta Messina che ha ricostruito le fasi dell’occultamento del cadavere di Giuseppe Rizzotto, ucciso nel 2011, e le fasi dell’omicidio di Lorenzo Saitta.
Il pg Angelo Busacca ha chiesto di rinnovare l’istruttoria dibattimentale con l’esame di un nuovo collaboratore di giustizia Angelo Bombace. Il difensore di Andrea Nizza, l’avvocato Francesco Strano Tagliareni si è opposto all’acquisizione dei verbali del pentito ed ha chiesto di poterlo contro esaminare. La Presidente della Corte d’Assise d’Appello, Dorotea Quartararo, ha disposto quindi la citazione del collaboratore di giustizia che sarà sentito nella prossima udienza.
I DUE OMICIDI. L’omicidio di Lorenzo Saitta per gli investigatori sarebbe un vero e proprio caso di lupara bianca. L’omicidio sarebbe servito per “dare un segnale” alla vittima (cugino dell’omonimo Lorenzo Saitta, detto U Scheletro), il quale si sarebbe permesso di far sapere dal carcere che, una volta fuori, avrebbe “fatto la cinquina”, lasciando intendere che avrebbe ucciso i cinque (dei sei) fratelli Nizza, tutti dediti al narcotraffico. La mano assassina sarebbe quella di Andrea Nizza, accusato dal fratello – diventato collaboratore di giustizia – Fabrizio. Giuseppe Antonino Rizzotto, capo storico del Villaggio Sant’Agata, sarebbe stato freddato durante un incontro organizzato da Fabrizio Nizza. I fratelli Agatino e Salvatore Cristaudo, insieme a Giovanni Privitera, si sarebbero occupati – su ordine dell’ex uomo d’onore dei Santapaola – di far sparire il corpo.
LA SENTENZA DI PRIMO GRADO IN ABBREVIATO. Andrea Nizza, condannato a 30 anni, Martino Cristaudo 6 anni, Agatino Cristaudo 6 anni e 6 mesi, Eros Condorelli 6 anni, Giovanni Privitera 3 anni, il collaboratore di giustizia Salvatore Cristaudo 3 anni.

