CATANIA. E’ stato il convegno delle polemiche quello svoltosi ieri a Le Ciminiere dal titolo “Identità sessuata e ideologia gender: dalla ragione all’arbitrio. Attacco alla famiglia”. A relazionare, il leader del Family Day, Massimo Gandolfini, neuropsichiatra, primario di Neurochirurgia, direttore del dipartimento di neuroscienze all’ospedale Poliambulanza di Brescia, e noto soprattutto per le sue teorie ritenute da alcuni controverse e omofobe. L’incontro è stato organizzato da 24 associazioni rappresentative del mondo del laicato cattolico ed è inserito nell’ambito della campagna di sensibilizzazione finalizzata a informare i genitori, sul tema dell’educazione dei figli sul concetto di genere, e su come una parte della società, secondo il forum Pro Famiglia, starebbe cercando di scardinare l’Istituzione del nucleo familiare naturale fatto da un uomo ed una donna. All’appuntamento di ieri presenti anche alcuni membri di Arcigay Catania che hanno abbandonato l’incontro poco dopo l’inizio del convegno. “E’ un raduno omofobo. – ha detto Giovanni Caloggero – Non vogliamo sentire le fesserie di Gandolfini”.
Secondo il neurochirurgo Gandolfini l’omosessualità nell’uomo è il risultato di un disagio, di una mancanza potenzialmente curabile. “E’ un disturbo bio-psichico-sociale – afferma Gandolfini – le cui radici negli uomini risiedono in mancanze affettive o a un legame troppo stretto con la mamma. L’omosessualità è strutturale in un una piccola percentuale di persone al mondo, consiste in un’inclinazione totale verso persone dello stesso sesso. Ma per quelli che hanno avuto invece anche relazioni con persone di sesso opposto possono intendersi come scelte morali. L’omosessualità femminile invece rimane ancora un grande mistero della scienza”.
Parole che pesano come un macigno per Giovannni Caloggero, consigliere nazionale di Arcigay e presidente di Arcigay Catania. “Gandolfini – spiega Caloggero – sostiene che l’omosessualità sia una malattia curabile, andando così in netto contrasto con l’Organizzazione mondiale della Sanità che il 17 maggio del 1990 ha dichiarato esattamente il contrario. Così come hanno dichiarato esattamente il contrario l’ex capo dello Stato, Giorgio Napolitano e Barack Obama. Affermare che l’omosessualità sia un disturbo e parlare di famiglia nei termini in cui lo fa Gandofini rischia di condurre le persone più deboli e fragili a tentare il suicidio. L’attacco alla famiglia è quello che porta avanti lui tramite le sue idee fondate sull’intolleranza e sulla mancanza di comprensione. La famiglia – dice Caloggero – non è fondata necessariamente su un uomo e una donna, ma sul sentimento e sulla condivisione di amore e di futuro da vivere insieme”.
L’evento ha visto un’eccezionale presenza di associazioni del territorio catanese pro famiglia venute appositamente per sentire la relazione del professore. Fra i presenti anche qualche volto della politica catanese fra cui l’ex sindaco di Catania, Raffaele Stancanelli. Ma la manifestazione ancor prima che avesse luogo aveva già scatenato reazioni durissime da parte dei vari comitati Lgtb (lesbiche, gay, bisessuali, tansgender), fra cui l’organizzazione Arci Gay di Catania che si è fortemente opposta alla realizzazione dell’evento, quest’ultimo inizialmente patrocinato dalla provincia. A seguito infatti di una lettera di protesta scritta da Arci Gay e indirizzata al commissario straordinario Maria Costanza Lentini, la Città metropolitana ha revocato il patrocinio. Nel sito ufficiale della città metropolitana di Catania appare la comunicazione ufficiale di revoca pubblicata in risposta alla testata giornalistica Meridionews. “In questo caso il commissario della Città metropolitana, Maria Costanza Lentini, – si legge – ha deciso di revocare detto patrocinio gratuito in quanto gli argomenti di detta conferenza fanno riferimento a un dibattito fortemente divisivo nell’opinione pubblica nel quale questo commissario nel rispetto delle diverse sensibilità e opinioni non intende schierarsi. Per quanto attiene invece la concessione della sala si precisa che essa è avvenuta come da regolamento dell’Ente, dietro il dovuto pagamento”.
Il professore attacca subito la legge di fresca approvazione sulle unioni civili che estende i diritti alle famiglie omosessuali. “Sono semmai formazioni sociali – ha affermato – che non possono avere tutele giuridiche come la famiglia. Il riconoscimento legale delle unioni civili oscura l’enorme capacità plasmante che il vangelo in positivo ha rappresentato da oltre due mila anni per il mondo e per la società. Si fa una legge per le unioni civili, un’altra contro l’omofobia, e un’altra ancora per consentire le adozioni a tutti. E il diritto del bambino dove è finito? La piaga dell’abbandono non sparisce per nessun bambino. Non saremo davvero così ingenui da pensare che le famiglie omo genitoriali abbiano una tenuta di fedeltà che resiste a tutto, mentre le cose più orribili accadono dove c’è un marito e una moglie? Quando ho sentito il ministro Maria Elena Boschi dire che adesso metteremo le mani sulla legge ho avuto un sussulto”. Gandolfini è stato uno dei principali artefici dei due family day del 20 giugno 2015 e del 30 gennaio 2016. Presidente del comitato “Difendiamo i nostri figli”, principale sigla impegnata nel contrasto al ddl Cirinnà che ha introdotto in Italia le unioni civili e le adozioni per coppie omosessuali”.


