Tangenti: il deputato Mancuso e il commercialista pedinati: FOTO

“Ringrazio Dio per l’onorevole Mancuso”: il film delle tangenti

Il deputato pedinato assieme ad un commercialista

Secondo il giudice per le indagini preliminari, manca solo “l’arresto in flagranza di reato”. Si è deciso di non farlo per esigenze investigative, ma il Gip Santi Bologna non ha dubbi: l’onorevole Michele Mancuso ha intascato tangenti. Dodicimila euro in tre tranche, due da 5 mila e una da 2 mila.

È la conclusione a cui sono giunti gli investigatori incrociando le intercettazioni telefoniche e le fotografie dei pedinamenti eseguiti dai poliziotti della squadra mobile di Caltanissetta e dello Sco di Roma. Una delle tre consegne è stata, infatti, ricostruita minuto per minuto.

Ad occuparsi di raccogliere la somma di denaro sarebbe stato il commercialista Lorenzo Gaetano Tricoli (anche lui come il deputato di Forza Italia è finito agli arresti domiciliari), zio dei fratelli Ernesto e Manuela Trapanese dell’associazione “Gente Emergente”. A loro e al marito della donna, Carlo Rizioli, sono stati destinati dei finanziamenti regionali: 98 mila euro per organizzare dei concerti in provincia di Caltanissetta. Rizioli è il front man di una cover band di Vasco Rossi.

Secondo la ricostruzione del procuratore Salvatore De luca, dell’aggiunto Roberto Condorelli e dei sostituti Piera Anzalone e Vera Giordano, solo 20 mila sarebbero stati spesi. Il resto sarebbe finito nelle tasche degli indagati, anche servendosi di fatture false per gonfiare i costi.

Quando la Regione assegnò il contributo Tricoli esultò: “Grande onorevole… Michele… Michele… Michele… Michele mi ha detto sappi che io degli amici e di chi ci mette la faccia non mi dimentico mai… a parte il fatto dice che è… troppo bravo perché ha visto i video del concerto dell’altra sera… quindi noi il tributo a Vasco lo calendarizziamo poi me la vedo con l’assessore…”. In un altro passaggio dirà esplicitamente: “Ringrazia l’onorevole”.

All’inizio erano previsti 1.200 per un solo concerto, ma divenne un tour con sette tappe. Se ne discusse nella segreteria politica di Mancuso, in via Piave a Caltanissetta. Con un emendamento alla finanziaria regionale del 2024 il contributo salì a 98 mila euro. Ad un certo punto, mentre si parlava dei soldi da incassare e da spendere per i concerti, qualcuno pronunciò la parola “iddu” a cui spettava una parte del denaro e che gli investigatori individuano in Mancuso.

“Ringrazio Dio che ha creato l’onorevole”

Tricoli aveva grandi progetti, i nipoti dovevano mettere nero su bianco altre proposte con prospettive di guadagno tali da potersi “ritirare a vivere alle Maldive”. In occasione di un concerto a Milena, Rizioli si rivolse a Mancuso, presente in piazza accanto al sindaco Claudio Cipolla: “… e soprattutto… ricordatevi sempre… siamo… gli sballi… ravvicinati… del terzo tipo… (è il nome della cover band) e ringrazio Dio… per averci creato… ringrazio Dio… che ha creato l’onorevole Mancuso… ciao”.

Il bonifico per le “marche”

La provvista economica da girare a Mancuso sarebbe stata raccolta attraverso due bonifici. I 5 mila euro della prima dazione sarebbero diventate “5 marche”. Agli atti risulta un bonifico della società di servizi per l’impresa “Tecno 3 Consulting” in favore di una tabaccheria con causale “pagamento per fornitura valori bollati anno 2024” per un importo di 5 mila euro.

È la stessa cifra che la “Gente emergente” ha bonificato alla società di consulenza come “anticipo” per il lavoro da svolgere in occasione dei concerti. I poliziotti hanno fatto una verifica. Nel periodo dell’intercettazione la tabaccheria non ha emesso valori bollati per quella cifra.

“Sono pronto per quei documenti”

Il 15 gennaio 2025 Giovanni Ferraro del centro servizi dopo avere fatto dei prelievi in contanti scrive a Tricoli: “io sono pronto per quei documenti”. Il commercialista chiama Mancuso via WhatsApp: devono vedersi per consegnargli degli “appunti”.

Il 16 gennaio la polizia pedina Ferraro a Sommatino dove incontra Tricoli che arriva in macchina e al quale consegna una busta. Nella Mercedes del commercialista è stata piazzata una telecamera che inquadra la busta: dentro ci sono soldi.

“La consegna delle tangenti” a Michele Mancuso

Tricoli stacca un lembo di carta, forse per evitare riconoscimenti, ma rimane il marchio della “Tecno 3 consulting”. Ecco la conferma che sarebbero i soldi ricevuti prima da Ferraro. Quindi raggiunge la stazione di servizio Eni in viale Regione Siciliana a Caltanissetta dove ad attenderlo c’è Mancuso. Insieme si spostano in una stradina defilata non lontano dall’Asp di via Giacomo Cusmano.

La busta con le banconote nella macchina di Tericoli

Scendono per qualche istante. È ora che avverrebbe la consegna della busta. Tricoli dice di stare attenti perché è “una zona minata”, mentre Mancuso spiega : “no ddra dicu… ti scanti ca… c’è qualchi maritu”, e cioè qualcuno che possa vederli. Dopo la consegna Tricoli si raccomanda: “no… un fari vidi a busta a iddru…amunì ca t’accumpagnu va…Nofriu…Nofriu!…” riferendosi all’autista del politico. Era quest’ultimo che non doveva vedere la busta.

I poliziotti pedinano Michele Mancuso

“Vi è la prova quasi diretta dello scambio di denaro. L’unica cosa che manca è l’arresto in flagranza degli indagati – scrive il Gip – Si è trattato di una scelta investigativa, forse opinabile in un’ottica prettamente difensiva ed ex post ma che ad avviso dell’odierno decidente è assolutamente fisiologica nell’ambito di un’indagine assai complessa in materia di reati contro la pubblica amministrazione e che è stata verosimilmente imposta (anche) dall’assenza di personale di polizia giudiziaria sufficiente per intervenire in condizioni ottimali, in quel preciso frangente”.

Tricoli e Mancuso pedinati

Nel corso dell’interrogatorio preventivo Tricoli prima ha negato di aver consegnato una busta con dei soldi a Michele Mancuso, poi ha detto che con c’erano soldi, ma un maglione.
“No, il maglione lui me l’ha regalato per il compleanno, poi, un maglione in una busta non ci poteva andare mai”, ha detto invece Mancuso. Ha negato di avere preso soldi, ma ha smentito Tricoli. Secondo il giudice, mentono e da ieri sono agli arresti domiciliari.


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