Ormai Crocetta regna | ma non governa - Live Sicilia

Ormai Crocetta regna | ma non governa

L'incontro di ieri tra i big del Pd siciliano e Graziano Delrio è l'immagine dei nuovi rapporti di forza tra il partito, Roma e Palazzo d'Orleans. Dai conti alla Sanità, il governatore è messo all'angolo.

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PALERMO – Lo schema ormai è definito. Dopo settimane di trame, indiscrezioni incontrollate, conciliaboli e ipotesi più o meno fantasiose. Alla fine, il Pd siciliano sembra aver preso le misure a Palazzo d’Orleans, impostando la questione su binari ben definiti. La trasferta romana di ieri di quattro big del partito (il segretario Fausto Raciti, il sottosegretario Davide Faraone, Antonello Cracolici e il capogruppo Baldo Gucciardi) che hanno incontrato Graziano Delrio incassando il via libera del governo Renzi sul bilancio si inquadra perfettamente nello schema. Che è quello, ormai avviato da tempo, di un commissariamento “dolce” di Rosario Crocetta, che rimane regnante ma sulla carta, e che vede la linea del suo governo sempre più dettata dall’asse tra il Nazareno e il partito siciliano.

L’idea è quella di non staccare la spina, evitando passaggi traumatici dei quali toccherebbe pagare il conto ai siciliani. Evitare insomma default e altri disastri, incollando i cocci dei conti regionali e provando a riavviare la strada, fin qui fallimentare, delle riforme. Portare a casa qualche risultato, insomma, e intestarne il merito al Pd, in vista del dopo-Crocetta, che certo prima o poi dovrà arrivare, in un tempo che non è opportuno fissare adesso. L’asse tra il segretario Raciti e il plenipotenziario renziano Faraone si è molto rinsaldato nelle ultime settimane. Il partito siciliano con la sponda del governo nazionale (o viceversa) tenta di dettare l’agenda a Crocetta, non perdendo occasione per delegittimarlo con passaggi espliciti e simbolici. Proprio come il summit di ieri con Delrio, senza il governatore. Summit che ha portato, oltre al via libera sul bilancio, anche alla visita odierna del ministro per un sopralluogo sul viadotto del disastro.

Lo schema è sempre più chiaro. Per primo al governatore. Che è costretto a subirlo suo malgrado. Da mesi ormai, prima con la nascita del suo governo bis, poi, soprattutto, con la genesi della giunta ter, Crocetta ha capito di dover scendere a patti con quel partito che nella sua prima fase a Palazzo d’Orleans aveva spesso bersagliato, interpretando la parte del battitore libero, del re solitario che non si fa imbrigliare dalle correnti. Quel re oggi governa sempre meno.

I conti nelle mani di Baccei

Un re che ha commissariato tutto, per mesi. Dalle aziende sanitarie alle Province, fino agli enti regionali (l’Esa e Sicilia e-Servizi solo per fare due esempi). Ma che ha finito per essere “commissariato” a sua volta. Da Roma. Un commissariamento ampio, quasi totale. Che poggia soprattutto sul pilastro portante del potere: i soldi. E che si articola sulla doppia “potestà” nei confronti dell’Isola: due governi per governare la Sicilia.

I conti, dicevamo. L’arrivo di Alessandro Baccei a Palermo ha tolto dalle mani del governatore la gestione della spesa. Un mandato ampio, quello dell’economista vicino a Davide Faraone, che nella stesura della manovra finanziaria è intervenuto nei capitoli di spesa di tutti gli assessorati regionali. Una finanziaria nella quale sono stati previsti tagli di uffici e servizi. Ma nello stesso, tempo, la creazione di un nuovo dipartimento all’Economia: dovrà occuparsi della gestione della spesa e dei tagli. Ci penserà, insomma, direttamente Baccei. Uno da una parte, uno dall’altra, l’assessore e il governatore. Una frattura costantemente smentita a parole e riaffermata dai fatti. Come nel caso della scelta del presidente della Regione di impugnare parte della legge di stabilità del governo Renzi. Una decisione presa durante una giunta di governo alla quale Baccei non ha preso parte perché impegnato a Roma proprio per far quadrare i conti dell’Isola.

L’isolamento nel partito

A Roma, dove il governatore non sembra più godere di canali preferenziali. Messo all’angolo dalla presenza del siciliano Davide Faraone, prima nella direzione nazionale, poi nel ruolo di viceministro. Ai margini persino del suo partito, Crocetta. Che non ha certamente fatto molto per avvicinare il Pd alla sua esperienza di governo. Basti ricordare le due “sparate” di fronte ai vertici nazionali del partito. La prima, durante una dirazione nazionale, quando chiese espressamente di non candidare Caterina Chinnici alle elezioni europee perché “compromessa” dalla partecipazione al governo di Lombardo (negli stessi minuti, però, paradossalmente, proponeva la candidatura di uno dei massimi sponsor di quell’esperienza, cioè Beppe Lumia). E l’ultima apparizione, in commissione antimafia, quando tirò le orecchie al suo partito, troppo “blando” nella lotta alla mafia. In quell’occasione, la stilettata contro quel “sottosegretario” (Faraone, appunto) che dal palco della Leopolda sicula accusò il governatore “di fare troppe denunce: non basta questo per governare”. Un isolamento costante. E a volte facilitato dalle prese di posizione dello stesso governatore. Capace sì di unire, finalmente, il Pd. Ma contro di lui.

E in effetti, al di là del caso Baccei, il “Crocetta ter” altro non è che l’esempio più chiaro di come i rapporti di forza tra il governatore e il partito si siano chiaramente spostati dalla parte del Pd. Che ha inserito in giunta assessori scelti quasi autonomamente. Al posto, in qualche caso, di figure che Crocetta considerava quasi il simbolo della propria rivoluzione, a cominciare dall’assessore alla Formazione Nelli Scilabra, sacrificata sull’altare della politica.

La Sanità “sotto tutela”

E aria di commissariamento si è respirata anche nel settore incandescente della Sanità siciliana. Erano le ore tremende che seguirono alla morte della piccola Nicole. E le parole del ministro alla Salute Beatrice Lorenzin furono chiare: l’accusa nei confronti della Sicilia era quella di non aver rispettato i Livelli essenziali di assistenza. Parole che spinsero l’assessore Lucia Borsellino all’annuncio (poi rientrato) delle dimissioni. Ma il ministro non si è fermato lì: “Ho previsto – disse durante il Question time alla Camera – un’azione forte di Agenas (un’Agenzia per la valutazione della Sanità che fa capo al Ministero, ndr), aggiuntiva di monitoraggio e di affiancamento per le regioni, soprattutto per le regioni che sono sotto tutela, scusatemi se le definisco così, e dove si registra, come in questo caso, una mancanza dei livelli essenziali di assistenza adeguati alla normativa e a quelli che sono poi i fabbisogni dei cittadini”. La Sicilia è una “regione sotto tutela”, secondo il ministro, che aggiunse in quell’occasione: “Se non interviene la regione, interviene il Ministero della salute perché tragedie come quelle della piccola Nicole non abbiano più a ripetersi in nessuna parte del nostro Paese”. Se non è un commissarimento, insomma, poco ci manca.

Depuratori, Province e rifiuti

E un commissariamento vero e proprio è arrivato sul tema dei depuratori. Una scelta che Crocetta ha persino salutato con entusiasmo, affermando che a essere commissariati, in realtà, sono i Comuni. E a proposito di enti locali, il governatore ha finito per essere “commissariato” persino sulla riforma delle Province. Impallinata dalla sua maggioranza quando era già stata stravolta al punto tale da non ritrovare più le novità più importanti annunciate dal governatore (a cominciare dalla possibilità dei comuni di aderire, liberamente appunto, ai Liberi Consorzi). E ancora, le visite in Sicilia di Matteo Renzie e di Graziano Delrio, nell’ultimo anno, hanno incalzato il governo sul tema dei Fondi europei. Una “ingerenza” che i renziani di Sicilia vorrebbero anche più “formale”, con la creazione di una cabina di regia sui Fondi europei. Commissariato, insomma. Ovunque. O quasi. Perché, paradosso nel paradosso, all’unica richiesta di commissariamento avanzata da Crocetta, il governo Renzi ha risposto “picche”: il tema è quello dei rifiuti e delle discariche. Almeno lì, Crocetta voleva “mani libere”. E anche in quel caso, l’altro governo, quello romano, ha detto: “Non se ne parla nemmeno”.

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Commenti

    Mentre la politica siciliana riesce a litigare su tutto e non assumersi responsabilità su nulla, contribuendo al crollo immateriale dell’economia siciliana ed al crollo materiale di strade, viadotti, ponti, per non dimenticare i morti di sanità e i quasi morti della precarietà, c’è un’altra Sicilia fatta da donne e uomini che accolgono migranti disperati in fuga forse anche da noi stessi e dalle nostre colpe. Una Sicilia che riesce a costruire ponti ben più solidi di quelli della classe dirigente che nel frattempo parla ma non conosce, tra prebende e privilegi, il valore dell’impegno sociale e del donarsi agli altri. Crocetta stai sereno: non è colpa tua. Non hai neanche la possibilità, complice la tua mancanza di serietà, di sentirti in qualche modo parte di qualcosa che non puoi capire. Non serve discolparsi. Ogni tanto basterebbe ascoltare le voci che arrivano da questo popolo sofferente ma comunque solidale.

    Bella immagine, un tris vincente che però continuerà a governare fino a quando vi ostinerete a continuare a votare per il PD.

    Crocetta, su le mani e arrenditi. Sei circondato!

    Maledetti Ascari. Un giorno verranno le elezioni e pagherete il male che state facendo alla Sicilia

    Non condivido l’analisi. Crocetta ha in mano le Province, la Sanitá, le Partecipate. Gestisce cioè il terreno dei voti. Il PD non ha anima nè personaggi politici adeguati. I maggiorenti di questo partito guardano solo ed esclusivamente a mantenere il seggio ,in quanto tutti esterni al giglio fiorentino. Faraone che è il piú scarso ha un unico scopo essere capilista.Non potrebbe altrimenti essere eletto. Saranno tuttavia spazzati via alle prossime elezioni, nonostante i tatticismi e le misere strategie personali ed egoistiche.

    DALLA TERRA PIÙ BELLA DEL MONDO IO NON ME NE VOGLIO ANDARE…….
    SONO LORO CHE DEVONO ANDARSENE E CON TUTTO QUELLO CHE HANNO SPERPERATO NON AVRANNO NESSUN PROBLEMA

    Vedo che Su Nicole continuate ad insistere. La verità la sanno tutti tranne voi. E vedremo se pubblicherete questo commento!

    Mi chiedo, se non governa, perchè continuano a stare tutti al governo?
    Forse perchè attendono con pazienza il mese di settembre, che regalerà a tutti loro un bel vitalizio alla faccia nostra?
    Nel frattempo la Sicilia AFFONDA tra Immigrati, frane, dissesti socio-economici, disoccupazione, viva la Sicilia ed il suo statuto speciale.

    è significativo che al vertice di ieri fosse presente Cracolici, considerate le ultime vicende del PD che lo hanno visto su fronti opposti a chi oggi ha il bastone del comando, quasi che lo si volesse annientare, con la sua presenza si certifica che Crocetta ha avuto il merito di trovare nel PD l’unanimità dei dissensi. ma questo non esime il PD da una sua piena responsabilità su quanto sino ad ora è successo. a questo punto manca il colpo di teatro: Crocetta che sentendosi tradito e vilipeso si dimette e fa saltare il banco nel PD, riaccendendo la faida interna. Mancava un personaggio che per adesso va per la maggiore in termini di incetta di spazi e posti: Beppe Lupo. vedremo..

    C’era ‘na vota ‘n re,bafè, viscottu e minè c’aveva ‘na figghia, bafigghia, viscottu e minigghia. Sta figghia, bafigghia, viscottu e minigghia, aveva ‘n aceddu, bafeddu, viscottu e mineddu e un maritu carusu, vavusu, fitusu, viscottu e minusu…………………………..

    Vi sfugge un dato. Come era prevedibile è stato abbandonato dal suo big sponsor. Che evidentemente per salvare se stesso è disposto a tutto. Pure a mollare i cosiddetti “fedelissimi” del circo magico!

    anch’io non condivido l’analisi svolta.

    il PD sta semplicemente mettendo le mani avanti per presentarsi alle prossime elezioni in modo più distante possibile dal governo Crocetta. sicuramente e’ chiaro a tutti che Crocetta ha dei limiti tali che e’ semplicemente inadatto a governare una regione, figuriamoci una complicata come la Sicilia.

    A questo punto propongo di chiedergli: se ti facessimo avere subito i soldi che guadagnerai da qui alla fine del Tuo mandato, ti dimetti entro il prossimo mese di maggio?
    sicuramente sarebbe il male minore

    Articolo impeccabile. Ancora poche ore e con la Grecia senza più euro e sommersa dai debiti, e viene giù anche il ridicolo governo siciliano.

    Crocetta piccolo piccolo. E cosa pensa la tua giuntina? Lo stipendio percepito e sufficiente a schiacciare la dignità?

    Ma che commissariare Mandatelo e Andatevene a casa. Voi del PD siete responsabili tanto quanto o di più di questo fallimentare Governatore.

    Che vergogna, la Sicilia è stata distrutta in tutti i sensi . CROCETTA e tutto il PD = ANDATE A CASAAAAAA

    Grazie Saro, grazie per tutto quello che non hai fatto per noi. E ora, gentilmente, VATTINNI!

    Saro +cerchio magico + pd : restiamo obbligati! Sapremo disobbligarci.

    Forse crocetta a questo punto dovrebbe mandare tutti a casa con le sue dimissioni e dare un senso a quello che ha fatto

    Le Province sono nel caos, la Sanità è a pezzi e nelle partecipate sono stati attivati i primi licenziamenti al CIEM. Questo è quello che ha prodotto questo Presidente con il suo seguito (palesemente mosso solo da interessi).
    Ciò che fa paura è proprio questo! Che le vite umane siano in mano a questo individuo che semina solo macerie. Basta, che i 90 facciano qualcosa, e al più presto. Altrimenti via anche loro!!!

    Si, infatti è come se si fosse dissolto nel nulla. Ma la Scilabra da chi è stata voluta?

    Magari fossero spazzati… ma da chi? Dai 5 stecche? Dalle scie chimiche? Dalle stampanti in 3D? Dai ticket’s hunters? Uhm…

    se ne andassero a casa lui e il pd!
    che cercano di ingraziarsi ancora i siciliani?
    credo che stavolta non gli riuscirà!

    Se prima erano 12 voti in meno mi impegnerò per far si che alle prossime elezioni il PD avrà 25 VOTI IN MENO!!!

    Mi caschi la mano se la prossima volta non rivoto centro destra!

    Così gli resta più tempo per fare le sceneggiate in televisione, per i viaggi in Tunisia, per le miserabili esibizioni ai microfoni, per nominare altri amici e continuare a guadagnare più di Obama per non governare e anzi distruggere tutto quello che può. GRAZIE PD! NON LO DIMENTICHEREMO. GRAZIE!

    crocetta &c. andatevene a casa voi e i 90 deputati dell’ars.

    Sono di sinistra, profondamente antifascista, ma voterò Musumeci. Almeno è una persona colta che parla in italiano, peccato sia fascista. Questi fanno proprio schifo, si devono solo vergognare. Privilegi per gli amici e sacrifici chiesti sempre agli stessi soliti idioti… Dimissioni!!!! Subito!!!!

    Uno veniva da Raffadali, l’altro da Grammichele, questo da Gela, ormai abbiamo fatto ridere abbastanza tutto il pianeta.
    Non diamogli più colpe di quelle che hanno, li hanno messi a governare il nulla per interessi complessi più nazionali che locali.
    Adesso abbiamo spolpato tutto e siamo solo zavorra, bisogna ripartire da quello che di sano è rimasto, che comunque non è poco.

    qua in sicilia ormai non si fa vera politica ma si cerca il modo disperato da parte dei nostri governanti di rimanere incollati a quelle poltrone costosissime per noi siciliani che ne paghiamo il prezzo ,la dignità in politica è una merce rara

    La frana del pilone ha diviso in due la Sicilia. E’ tornato il regno delle due Sicilie. E c’è pure Franceschiello.

    Ma non a Napoli bensì a Palermo. Esattamente a Palazzo d’Orlenas.

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