“Una battaglia dopo l’altra”, la commedia d’azione politica di Paul Thomas Anderson, con ben sei premi, trionfa agli Oscar. Il film grande protagonista al Dolby Theatre di Los Angeles è una commedia politica che denuncia l’autoritarismo, il controllo del governo sui cittadini, la paranoia politica e la repressione, e celebra la resistenza civile, un tema che a molti è sembrato molto attuale e molto americano.
Anderson ha vinto l’Oscar per il miglior film, la miglior regia e la migliore sceneggiatura non originale, adattata da un romanzo di Thomas Pynchon. Niente premio per Leonardo DiCaprio, ancora una volta a secco, mentre l’Oscar per il miglior attore non protagonista è andato a Sean Penn, che però non ha partecipato all’evento.
Michael B. Jordan trionfa come miglior attore nei panni dei gemelli Smoke e Stack Moore di Sinners. I peccatori, del suo amico e soldale Ryan Coogler.
Nessuna sorpresa tra le attrici: vittoria annunciata per Jessie Buckley, già candidata come non protagonista per La figlia oscura, che ha collezionato tutti i premi della stagione per la Agnès Shakespeare di Hamnet di Chloé Zhao, dal romanzo di Maggie O’Farrell.

