Otto mutui sulle spalle dei siciliani | Il maxi-debito creato da Crocetta

Otto mutui sulle spalle dei siciliani | Il maxi-debito creato da Crocetta

Otto mutui sulle spalle dei siciliani | Il maxi-debito creato da Crocetta

L'Ars ha approvato un altro prestito da 65 milioni per i Comuni. Dal 2012 l'indebitamento è cresciuto di quasi 3 miliardi.

I soldi della Regione
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PALERMO – Hanno esultato tutti, per quel grande risultato ottenuto nella manovra di assestamento. Anzi, hanno anche rivendicato il merito dell’approvazione del nuovo mutuo da 65 milioni di euro destinato ai Comuni. Che si aggiunge ai mutui accesi sulle spalle dei siciliani. Eppure, appena pochi mesi fa era arrivato un avvertimento chiaro, da parte della Corte dei conti che addirittura ha sollevato “dubbi sulla sostenibilità del debito, sul futuro delle giovani generazioni, già gravate da ingenti mutui, e sullo sviluppo stesso della Sicilia”.

Parole durissime, che allungano ombre sul futuro a medio e lungo termine della Sicilia e dei siciliani. Anche e soprattutto a causa di un indebitamento cresciuto in modo esponenziale con l’arrivo del governo di Rosario Crocetta. E lo dimostrano i numeri, snocciolati sempre dai magistrati contabili nell’ultimo giudizio di parifica: “Le Sezioni riunite – scrivono – pongono in evidenza come vi sia stata una crescita considerevole dei mutui e dei finanziamenti, nell’arco dell’ultimo quinquennio; infatti – aggiungono i giudici contabili – la loro consistenza finale era di 5.816 milioni di euro nel 2011 e, poi, di 5.934 milioni nel 2012; dopo il lieve decremento del 2013, alla fine del 2014 hanno raggiunto l’importo di 6.839 milioni di euro, che nel 2015 è asceso sino a 8.183”. Insomma, in appena tre anni, dal 2012 a oggi, i governi di Crocetta sono riusciti nella quasi impossibile impresa di indebitare i siciliani per oltre 2,3 miliardi di euro. Quasi un miliardo di nuovi debiti l’anno. “Nel 2015 – ribadisce la Corte – si è perciò registrato un aumento del 40,7 per cento, rispetto al 2011”. Un aumento quasi del tutto imputabile quindi alla nuova legislatura.

Fino all’ultimo mutuo da 65 milioni, destinato ai Comuni, come detto. Che si aggiunge a un prestito analogo assai recente. Il 30 giugno scorso è scattato infatti il primo pagamento del prestito per gli investimenti degli enti locali: 145 milioni di euro da restituire in 29 anni e mezzo. I siciliani pagheranno fino allo scadere del 2045.

Quello inserito nell’assestamento, quindi, sarà addirittura l’ottavo mutuo acceso da Crocetta in poco più di tre anni: tra cui quello da 1,7 miliardi utilizzato per ripianare i debiti della Sanità. Un mega-prestito che ha portato oltre i due miliardi la spesa per finanziamenti solo nell’esercizio finanziario scorso. Una uscita in parte ridotta da una rinegoziazione dei mutui già accesi e dall’estinzione, proprio nel 2015, di mutui accesi all’inizio del nuovo secolo. Operazioni che hanno fatto risparmiare quest’anno circa 700 milioni.

Ma come detto la cifra che grava sui siciliani è quella: 8,183 miliardi di prestiti, da restituire gradualmente: una prima fetta si estinguerà tra il 2022 e il 2025. Un altro pacchetto (mutui accesi per cofinanziare i programmi nazionali) “scadrà” tra il 2031 e il 2032. E poi c’è la sfilza di mutui accesi dai governi Lombardo e Crocetta: dopo la ridiscussione dei termini del mutuo col Ministero, questi scadranno tra il 2044 e il 2045. E ancora, oltre ai mutui, ecco le “anticipazioni di liquidità”, che nello scorso esercizio finanziario ammontavano a due miliardi e che “pur non essendo tecnicamente considerata come nuovo indebitamento, comporta comunque l’assunzione di obblighi restitutori a carico della Regione”. Cioè di ogni siciliano (anche a quelli che verranno) ai quali è stato regalato un debito di circa 1.600 euro a testa. Da pagare in comode cambiali per i prossimi decenni. E tutti brindano. E tutti sono felici, per il nuovo mutuo. L’ottavo, sulle spalle dei siciliani.

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