CATANIA. Non ci stanno i palafrenieri ad essere considerati lavoratori “fannulloni”. Salvatore Soldano, Rsu del Siad e Filippo Votadoro della Uil e Luigi La Spina della Cgil sono sul piede di guerra.
“Innanzitutto -spiega Soldano- noi non abbiamo gli strumenti per dire come vengono spesi i soldi destinati all’Istituto d’incremento ippico, di sicuro però nella nostra busta paga, non ci sono più di 1500 euro netti ogni mese che possono arrivare a 1800 euro con gli assegni famigliari”.
I sindacalisti tengono a precisare che i dipendenti dell’Istituto d’incremento ippico sono stati inquadrati come agenti tecnici e poi come istruttori direttivi.
I sindacalisti puntano il dito contro le dichiarazioni rilasciate al mensile “S” dal dell’ente Salvatore Paladino e dal responsabile del Personale Michele Bentivegna, secondo i quali ciascun palafreniere costerebbe all’azienda 55mila euro ogni anno, mentre al lordo nel Cud risultano circa 29mila euro.
Soldano punta l’attenzione sulle “pessime” condizioni di lavoro del centro di Scordia: “Siamo costretti a lavorare tra gli escrementi di topi, anche le strutture dei cavalli sono in stato di degrado e noi nonostante tutto ci impegnamo al massimo per la tutela dell’animale”.
I sindacalisti, all’unisono lanciano un appello al presidente della Regione Rosario Crocetta con lo scopo di valorizzare la tenuta Ambelia di Scordia, un’azienda monumentale che comprende l’allevamento dei cavalli, e 45ettari di terra in stato di abbandono. “Un polmone verde -aggiungono i sindacalisti- che potrebbe diventare volano dello sviluppo non solo della provincia di Catania, ma di tutta la Sicilia Orientale. Invitiamo il Presidente -concludono i lavoratori- a visitare il nostro centro di Scordia”.

