Palermo, 40 mila dosi dai medici: ma è 'guerra dei vaccini'

Palermo, 40 mila dosi dai medici: ma è ‘guerra dei vaccini’

Le cifre della campagna vaccinale affidata ai medici di famiglia e le polemiche.
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PALERMO- Dunque, è scoppiata la ‘guerra dei vaccini e tra un po’ la racconteremo. Intanto, ecco i numeri, a Palermo e provincia, sulle dosi somministrate dai medici di medicina generale nei loro studi o a domicilio dai pazienti. Secondo i resoconti dell’Asp dal 16 aprile al 31 maggio sono stati inoculati quasi quarantamila vaccini, nello specifico 39.971. Pfizer fa la parte del leone con 31.177, segue Moderna con 8.083, appresso, molto distanziati, Janssen e AstraZeneca. Un dato che si spiega con la verosimile fragilità delle persone che si sono rivolte al medico di famiglia, proprio quelli che hanno più difficoltà a recarsi negli hub vaccinali e a essere intercettati.

Il ruolo del ‘dottore di prossimità’ è fondamentale per la sua conoscenza del territorio e per la sua capacità di persuasione. “Il nostro impegno è continuo – dice la dottoressa Rosalba Muratori – presidente regionale della Fismu (Federazione italiana sindacale dei medici uniti), sindacato affiliato alla Cisl – ed è determinante perché abbiamo sotto gli occhi la storia clinica dei pazienti che magari chiedono delle relazioni da presentare ai centri vaccinali. Abbiamo cominciato in ritardo rispetto alla macchina e con qualche difficoltà. Io ho iniettato circa centoventi dosi”. Uno sguardo dalla trincea che dimostra quanto sia difficile e anche appassionante la battaglia per l’immunizzazione.

Intanto, però, è scoppiata la ‘guerra dei vaccini’ con un botta e risposta molto duro, al limite di un metaforico duello rusticano tra  il segretario regionale della Fimmg (Federazione italiana dei medici di famiglia), Luigi Galvano e il commissario per l’emergenza Covid a Palermo e provincia, Renato Costa. Apre Galvano: “Continua il caos organizzativo nella campagna vaccinale anticovid a Palermo come in tutta la Sicilia. Ancora una volta i medici di famiglia sono lasciati senza dosi di vaccino anticovid nonostante fossero state prenotate con una settimana di anticipo. L’obiettivo della profilassi del Commissario per l’emergenza ora è provare a immunizzare il maggiore numero di persone non per garantire salute, ma per recuperare il ritardo rispetto alle altre regioni e superare le barriere del giallo. Sembra un caos ‘ragionato’. Invece di garantire le prime dosi ai più fragili la campagna vaccinale si concentra sulla profilassi dei 50enni e dei maturandi. Anche questa settimana decine di medici di famiglia dovranno richiamare e disdire la vaccinazione dei propri pazienti programmata secondo la priorità di somministrazione stabilita”.

Ribatte Costa: “Da più giorni assistiamo a ripetuti attacchi da parte della segreteria regionale della Federazione italiana medici medicina generale all’ufficio del commissario all’emergenza sanitaria della Città metropolitana di Palermo. Attacchi che vanno dalle code alla Fiera del Mediterraneo a un’asserita mancanza di programmazione della campagna vaccinale, fino alle forniture di vaccino ai medici di medicina generale. Chiarisco, una volta per tutte, che la struttura commissariale non fornisce dosi di vaccino ai medici di medicina generale: questo, come il sindacato di categoria sa bene, non rientra nelle competenze dell’ufficio del commissario ad acta”. (qui le dichiarazioni per esteso). Lamentele arrivano anche da Catania.  

Come vanno le vaccinazioni in Sicilia? Secondo l’ultimo report nazionale di ieri sera, a livello regionale, siamo all’85,8 per cento nel rapporto tra dosi somministrate e dosi disponibili. La media nazionale è dell’88,3 per cento. “Il corriere espresso SDA di Poste Italiane – informa una nota – provvederà a partire dalla giornata di venerdì 4 giugno alla consegna in Sicilia di 113.300 vaccini anti-Covid, di cui 85.800 dosi del tipo Astrazeneca e 27.500 Johnson & Johnson. Le consegne sono destinate alle farmacie ospedaliere di Giarre (rispettivamente 19.200 Astrazeneca – 6.050 Janssen), Milazzo (10.800 – 3.450), Enna (2.800 – 900), Palermo (21.200 – 6.850), Erice (7.400 – 2.400), Siracusa (6.900 – 2.200), Ragusa (5.500 – 1.800), Agrigento (7.500 – 2.400) e Caltanissetta (4.500 – 1.450)”.


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Commenti

    I medici di famiglia sono partiti in ritardo perché prima volevano avere la certezza di guadagnarci, ditelo

    Ridicolo affidare vaccinazione covid a medici di famiglia, farmacie, Chiese, etc.: servono solo strutture ben organizzate in cui essere certi che vengano rispettate le regole e che ci siano tutti gli strumenti e le competenze per catalogazione informatizzata ed assistenza in caso di reazioni. L’unica per le vaccinazioni di massa sono gli hub, il resto sono solo chiacchiere politiche

    Se è vero che la struttura commissariale non fornisce dosi di vaccini ai medici di medicina generale, è pur vero che esercita una pressione, anche solo a livello psicologico, su chi i vaccini li distribuisce. Infatti non puoi dire che i vaccini sono finiti a chi pur venendo da lontano, magari con difficoltà, o a chi con qualche acciacco ormai permanente per incipiente vecchiaia o a chi semplicemente con spirito biblico, “con dolore trarrai il vaccino”, è giunto in promiscuità mettendosi pazientemente in fila e restandoci per ore.
    Gli occhi non riescono a vedere tutti insieme gli studi medici in grado di vaccinare, ma vedono il mastodonte della Fiera col suo serpentone di uomini e donne, e quindi fa meno rumore obbligare un medico a disdire i dieci appuntamenti della giornata che creare intralcio in commissariato.
    La fiera continua, alcuni fragili, molti over 80 e 70 rimarranno ancora senza vaccino.
    L’idea che sta alla base dell’hub in Fiera è quella del vecchissimo film “Siamo uomini o caporali”, l’dea della vaccinazione di prossimità è figlia di un sistema sanitario che nel tempo ha raggiunto un alto grado di efficienza civile, in una parola, di civiltà.

    Visto che Costa non è competente, chiarisca quali sono le sue competenze. Se non serve possiamo risparmiare gli stipendi.

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