Palermo, 53enne azzannato da un cane: è in gravi condizioni

Palermo, 53enne azzannato da un cane: è in gravi condizioni

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    Sarebbe opportuno che le associazioni di protezione degli animali si mobilitassero nell’interesse del cane. Intanto perché ancora non si conosce cosa abbia scatenato l’aggressione, poi perché nel caso in cui si accertasse la responsabilità del compagno o compagna bipede del cane (mancata attenzione e custodia dell’animale) si potrebbe chiedere tramite l’assessore comunale al benessere animale, Ferrandelli, il divieto per i suddetti responsabili di possedere animali in tutto il territorio comunale con apposita ordinanza del sindaco Lagalla.
    Per il ferito, in mancanza di associazioni per la protezione dagli animali, possiamo solo sperare che Dio gliela mandi buona.

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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